CHE FARE? Una domanda ma chi risponde?
di Gianpiero di Fiore

FOTOGRAFIE DALL’ITALIA. UNA STORIA IN BREVE – FOTO 1 In questi giorni il Parlamento su proposta del Governo sta approvando la Legge Finanziaria per il 2026; essa appare come una vera e propria lotta di classe al contrario, cioè fatta dai ricchi e dai capitalisti contro i poveri, lavoratori, pensionati o disoccupati che siano.
In questi anni, dopo aver tolto il reddito di cittadinanza e penalizzato in ogni modo il nostro Stato sociale riducendo i finanziamenti alla scuola e sanità pubbliche, agli Enti Locali, al trasporto pubblico e così di questo passo, quest’anno il Governo si diverte a colpire il diritto alla pensione prolungando il tempo di lavoro, in modo particolare alle donne e ai lavoratori delle categorie più disagiate ed usuranti.
Il palliativo della riduzione dell’aliquota IRPEF dal 35% al 33% per i redditi sopra i 28000 euro si riduce a pochi spiccioli per la stragrande maggioranza dei contribuenti (dai 10 ai 20 euro al mese), una presa in giro per milioni di persone che in questi anni si sono visti aumentare le tasse (fiscal drag) di migliaia di euro.
Fotografie dall’Italia. Una storia in breve
In compenso i finanziamenti alle imprese sono cospicui e l’Italia appare sempre di più un Paese che aumenta le diseguaglianze, i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri come certificato dalle ultime indagini ISTAT; oltre il 10% della popolazione è classificato sotto la soglia della povertà e le foto in questo periodo natalizio delle file alle mense della Caritas, sono la cartina di tornasole della situazione.
FOTO 2
Il Governo si sta distinguendo sempre di più come agente di repressione sic et simpliciter. Sono di questi giorni le immagini della guerriglia urbana a Torino, per lo sgombero del centro sociale Askatasuna nonostante il parere contrario del Comune, come sono di poche settimane fa le stesse immagini a Milano a causa dello sgombero del Leoncavallo.
Ma la repressione non si ferma ai settori più “antagonisti” del movimento, si abbatte anche contro le proteste operaie come abbiamo visto a Genova per lo sciopero dei lavoratori dell’ex ILVA.
Fotografie dall’Italia. Una storia in breve
La Dx si dimostra allergica, come sua tradizione, al conflitto sociale e l’unica risposta è la violenza; anzi per il Governo Meloni è un vanto colpire chi non la pensa come loro: si dileggia l’opposizione in Parlamento e nelle piazze, si promulgano leggi addirittura per incarcerare fino a 6 anni i giovani che frequentano i rave musicali, si disprezzano i sindacati e le lotte dei lavoratori, oppure si mandano i poliziotti a colpire gli studenti 15enni (e mandarli all’ospedale) come abbiamo visto fare a Pisa pochi mesi fa.
Come più di qualcuno ha fatto notare, la triade Meloni-Salvini-Tajani è forte con i deboli e debole con i forti, come definire altrimenti l’abolizione del reato di abuso d’ufficio e la volontà di queste ore di colpire la Corte dei Conti ridimensionandone competenze e poteri?
FOTO 3
L’attacco alla Magistratura è eclatante; il potere esecutivo non vuole intralci, la Costituzione Italiana è un residuo del passato; dopo aver asservito il Parlamento con l’uso sistematico del voto di fiducia, impedendo così di fatto qualsiasi ruolo ai deputati o ai senatori se non quello dei passacarte, adesso si colpisce il potere giudiziario, prima denigrandoli con il termine “toghe rosse” se promulgano sentenze a loro sfavorevoli o se li mettono sotto accusa, e poi separando il PM dal resto dei Giudici, minando così al cuore l’autonomia del sistema giudiziario per renderlo di fatto asservito a quello politico.
Fotografie dall’Italia. Una storia in breve
Il progetto si conferma, come ho già scritto, con la decisione di ridimensionare ruolo e funzione della Corte dei Conti; colpire l’indipendenza della Magistratura, uno dei pilastri del pensiero liberale, dimostra la volontà di limitare fortemente le conquiste progressiste fatte nella civiltà occidentale nel corso della sua storia.
Non ho paura di definire questo progetto antiliberale e reazionario, con una alleanza internazionale che vede protagonisti Trump, Putin, Orban e la Meloni stessa, a cui possiamo aggiungere una pletora di forze politiche di destra a tutte le latitudini, dal Sudamerica all’Europa per finire all’Asia.
FOTO 4
In queste settimane è apparsa la notizia, poi abilmente messa sotto silenzio, che più del 50% dei cittadini italiani non paga l’IRPEF, una minoranza (lavoratori dipendenti e pensionati) mantiene con le tasse sul reddito la nostra comunità.
Fotografie dall’Italia. Una storia in breve
Uno scandalo di classe, si sarebbe definito una volta, ma nonostante le denunce dei sindacati e dell’opposizione questo fatto scorre via come l’acqua alla maggioranza che ci governa. E non potrebbe essere altrimenti, essi sono i degni rappresentanti di quelli che non pagano l’IRPEF, appunto.
Tutte le leggi economico-sociali che hanno promulgato non fanno altro che rinsaldare questo legame: come definire altrimenti tutti i condoni che hanno fatto? Le varie scappatoie inventate per eludere, evitare o raggirare il proprio dovere civico?
L’evasione fiscale viene calcolata ogni anno nella nostra bella Italia pari o superiore a 100miliardi di euro.
Fotografie dall’Italia. Una storia in breve
Mentre si nega di legiferare sul salario minimo per evitare la piaga del lavoro povero e si colpiscono i pensionati, si aiutano gli evasori con i vari condoni e la “rottamazione delle cartelle”… la Meloni è lo sceriffo di Nottingham e ci vorrebbe un Robin Hood che la cacciasse dal palazzo.
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Last but not least dicono gli anglo-sassoni, come si conclude il tutto?
Ma con l’astensione dal voto… ovviamente. Tutte le ultime consultazioni elettorali nel Belpaese certificano il rifiuto degli italiani a questa politica.
La media dei votanti per i referendum è circa il 30% degli aventi diritto, alle ultime regionali è stata del 40%, alla scelta del sindaco nei ballottaggi è precipitata in alcuni casi sotto il 30%.
Fotografie dall’Italia. Una storia in breve
Numeri impietosi che dimostrano il fallimento di una intera classe politica.
Ma a parte qualche dichiarazione di circostanza fatta nei primi momenti, tutto viene poi dimenticato; ma se è comprensibile per la Dx al governo che ben rappresenta quel blocco sociale di cui abbiamo scritto e che ha tutto l’interesse che le cose non cambino, non si capisce perché l’opposizione non scardini questo meccanismo perverso.
E’ dimostrato dalle indagini sociologiche che l’astensione colpisce le fasce più deboli della popolazione, cioè proprio chi avrebbe la necessità di cambiare la propria esistenza in meglio modificando lo stato di cose presenti; ma evidentemente questa massa enorme di popolo (termine antico) che tra l’altro sarebbe la maggioranza, non è motivata alla partecipazione e alla lotta e qui si pone la domanda fondamentale a quella parte politica che dovrebbe dare queste risposte: CHE FARE?

