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Consumi, il carrello della spesa oltre l’inflazione

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Secondo l’Istat 7 punti in più


di Collettiva.it

Consumi, il carrello della spesa oltre l’inflazione
Fabio Mazzarella/Ag.Sintesi

CONSUMI, IL CARRELLO DELLA SPESA OLTRE L’INFLAZIONE – Secondo l’Istat negli ultimi 5 anni il costo dei beni essenziali per la vita delle famiglie ha superato di 7 punti l’indice generale. 

C’è qualcosa che negli ultimi anni batte l’inflazione. Non sono gli stipendi, ma il carrello della spesa.

Negli ultimi 5 anni l’Istat indica un divario di circa sette punti, con un aumento cumulato dell’indice generale dei prezzi di 17,1 punti percentuali, tra il 2021 e il 2025, e una crescita del 24% per il carrello della spesa, un tema su cui l’Antitrust ha appena avviato un’indagine. Per gli energetici l’aumento cumulato è del 34,1%.

Ma vediamo nel dettaglio. Nel carrello della spesa per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona a dicembre c’è un’accelerazione da +1,5% a +1,9% e anche nell’intero anno si passa dal +2% del 2024 al +2,4% del 2025.

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Sull’andamento dell’inflazione media annua, rileva l’Istat, pesa la dinamica dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (+16,2% da -0,2% del 2024), degli Energetici non regolamentati (-3,8% da -11,3%) e quella dei Beni alimentari non lavorati (+3,4% da +2,3%).

Rallenta, seppure lievemente, l’inflazione di fondo che nel 2025 si attesta a +1,9% (da +2,0% del 2024).

“Nel 2025, le divisioni i cui prezzi registrano accelerazioni rispetto al 2024 sono abitazione, acqua, elettricità e combustibili (con inversione di tendenza da -5,6% a +1,1%), prodotti alimentari e bevande analcoliche (da +2,4% a +2,9%) e istruzione (da +2,2% a +2,6%), accompagnate dalla risalita dei prezzi della divisione comunicazioni (da -5,6% a -4,9%).

In decelerazione invece i prezzi dei trasporti (la cui variazione percentuale media annua si porta su valori negativi, passando da +0,7% a -0,2%), dei servizi ricettivi e di ristorazione (da +3,9% a +3,4%), di mobili, articoli e servizi per la casa (da +0,8% a +0,3%) e di ricreazione, spettacoli e cultura (da +1,3% a +0,9%)”, si legge in una nota dell’Istat.

Qualche prima buona notizia per l’anno in corso. “L’eredità in termini di inflazione che il 2025 lascia al 2026 è nulla”, spiegano i tecnici dell’istituto. In altri termini, se nel corso dell’anno non si verificassero variazioni congiunturali dell’indice generale dei prezzi, l’inflazione del 2026 sarebbe pari a zero.

“La dinamica dei prezzi al consumo, dopo aver evidenziato una stabilità nei primi due trimestri, è risultata in lieve decelerazione sia nel terzo trimestre sia nel quarto”, spiega l’ufficio stampa.

Il trascinamento sul 2026 per i beni energetici sarebbe addirittura negativo (-2,7%), quello dei beni alimentari è dello 0,5% e quello del carrello della spesa con gli alimentari e i beni per la cura della casa e della persone dello 0,3% ma sono voci soggette ad ampie fluttuazioni.

16 gennaio 2026


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