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Una provincia al voto: 1946-2013

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libro mazzocchi voto46-013Resoconto della presentazione del libro di Ermisio Mazzocchi "Frosinone: una provincia al voto 1946-2013" e interventio di Angelino Loffredi svolto nel dibattito.
È stato presentato venerdì 31 gennaio a Ceccano il libro di Ermisio Mazzocchi "Frosinone. Una provincia al voto 1946-2013" edito dalla Casa editrice Aracne alla presenza di un numeroso pubblico. Il convegno è stato aperto da un'originale introduzione con le musiche del cantautore Donato Rivieccio di Cassino con una sua canzone in omaggio alla Ciociaria cui sono seguite le musiche di commento al bel filmto realizzato da Fabio Mazzocchi che ha tratteggiato i momenti più salienti delle manifestazioni politiche che si sono svolte in questi anni. Al dibattito hanno partecipato Sergio Bianchi, Angelino Loffredi, Giuseppe Grilli, Tommaso Nannicini. Ha coordinato i lavori Ignazio Mazzoli. Il sindaco di Caccano, Manuela Maliziola, nel suo intervento ha ringraziato i partecipanti e ha rivolto parole di apprezzamento per il lavoro svolto da Mazzocchi, confidando in un confronto che deve continuare per comprendere e trovare soluzioni al nostro paese. L'attenzione si è Copertina  di Frosinone Una provincia al voto 19462013concentrata sui flussi elettorali che Bianchi dell'Università di Cassino ha evidenziato in modo semplice e di grande efficacia con grafici che ne hanno dato una lettera comprensibile e attendibile. Lo stesso Nannicini ha approfondito questo aspetto rilevando la "staticità" del voto provinciale e arrivando a mettere in evidenza una correlazione storica con le votazioni nel periodo dei primi anni del fascismo. Grilli e Loffredi si sono confrontati su una diversa interpretazione del ruolo dei partiti nella provincia di Frosinone con un accento più marcato su quello del PCI. Gli intervenuti che hanno con le loro considerazioni suscitato interesse e molti interrogativi, si sono soffermati sul valore e sulle finalità del libro considerato un eccezionale e facile strumento di consultazione in un momento in cui tanti nodi politici, economici e istituzionali vengono al pettine e sempre più si espande la lotta di tutti contro tutti. Un libro che, fortunatamente, aiuta a non parlare a vuoto e ci porta a ricognizioni rigorose e a scoraggiare tentativi inconcludenti e strumentali di polemica politica. A prima vista può apparire, è stato detto più volte, come un lavoroFrosinone: una provincia al voto 1946-2014 pieno di cifre, dati, percentuali; con situazioni che sembrano essere sempre uguali, ripetitivi e che lo scenario provinciale possa essere sempre immobile. Gli interventi hanno approfondito questo aspetto che ha rivsvolti di politica attuale, partendo da questa importante fotografia dell'esercizio al voto in questa provincia. Può essere questo libro uno strumento che attraverso la ricostruzione storica, hanno rilevato i partecipanti, aiuta a formare una memoria di questa nostra realtà e quindi contribuisce potentemente a delineare l'identità del territorio e della sua gente. Per chi vuole cimentarsi seriamente con le cifre raccolte nel libro c'è anche l'occasione per contribuire a un metodo di ricerca sulla cosiddetta prima repubblica, che contrastando la demonizzazione corrente, può aiutare la formazione di un nuovo senso comune. Il convegno ha segnato un momento di analisi della geografia politica che non si ferma a questa occasione e lo stesso libro sollecita un confronto che deve guardare avanti con la consapevolezza e una coscienza critica di quanto è evvenuto nel passato. Il libro si presta bene in definitiva a una lettura per stagioni elettorali con gli spartiacque della nascita del centrosinistra, del compromesso storico e della fine dei partiti nati e sviluppati nella seconda metà del 1900. Un'attualità dei numeri raccolti da Mazzocchi può sollecitare analisi e indagini in grado di provare a capire il disagio sociale e politico dei giorni nostri in questo difficile inizio del 2014.


Copertina librodi Angelino Loffredi - Il libro " Frosinone una provincia al voto, 1946-2013 " non può mancare nelle nostre biblioteche. Rappresenta uno straordinario strumento di consultazione utilizzabile ora in un momento in cui tanti nodi politici, economici e istituzionali vengono al pettine e sempre più si espande la lotta di tutti contro tutti. E' un prezioso lavoro che aiuta a non parlare a vuoto, ci àncora a ricognizioni rigorose e scoraggia tentativi strumentali di polemica politica. A prima vista può apparire come un lavoro pieno di cifre e percentuali; con situazioni che sembrano essere sempre uguali e ripetitive in uno scenario provinciale sempre immobile. Potrebbe, ma ad una prima superficiale lettura. Non lo è è se riusciamo a mettere insieme i due libri scritti da Ermisio Mazzocchi, " Lotte politiche e sociali nel Lazio meridionale " e " Partiti e società nel Lazio meridionale " con quello di Tommaso Baris " C'era una volta la Dc "e infine con " Breve storia della industrializzazione in ciociaria " scritto da Paride Quadrozzi. Questi quattro libri, per chi li ha letti e approfonditi, costituiscono il presupposto alla lettura e alla facile comprensione del libro che oggi stiamo esaminando . " Frosinone una provincia al voto, 1946-2013 " costituisce, grazie anche alle brevi e significative note che l'autore accosta ai risultati di ogni campagna elettorale, una sintesi numerica oltre che politica e rappresenta la fotografia più autentica di quanto avvenuto nella provincia di Frosinone. E' vero che non si sono avuti grandi sconvolgimenti ma l'autore sottolineando l'impronta conservatrice della nostra provincia presente già dal 1946 quando con il Referendum istituzionale risulto che il 56% dei suffragi era stato a favore della monarchia, ha tuttavia messo in risalto che nel corso degli anni nel nostro territorio si sono verificati cambiamenti nei modelli di vita, modificazioni socieconomiche e conseguenti avanzamenti o arretramenti, anche di schieramenti diversi. L'aspetto conservatore è particolarmente presente nel cassinate dove è forte la frottola che i comunisti mangiano i bambini. Nelle prime settimane del 1946 quando si sviluppò l'iniziativa "Salviamo i bambini dall'inferno di Cassino " furono i parroci e esponenti legati al mondo della chiesa ad allarmare le famiglie di quell'area preventivando che i bambini non sarebbero andati ospiti delle famiglie del nord Italia ma sarebbero stati portati in Russia Nannicini, Loffredi, MazzocchiNannicini, Loffredi, Mazzocchidove sarebbero stati mangiati.Bianchi Nannicini, Loffredi, Mazzocchi E' vero che l'iniziativa del comitato Salviamo l'infanzia riuscì perché in quei mesi partirono 3400 bambini, ma c'è anche da dire che tanti di questi venivano da zone del nord della nostra provincia: Paliano Sgurgola, Ferentino, Ceccano a dimostrare che tale linguaggio terroristico non vinceva ma bisogna riconoscere che comunque lasciava il segno. Ermisio Mazzocchi quando con le brevi e significative note che presentano tutte le consultazioni elettorali, ci conduce per mano dentro la lotta politica nazionale e provinciale, riesce a scandagliare le battaglie per la colonia migliorataria, per gli scioperi a rovescio, per la nascita della Cassa del mezzogiorno ma in particolar modo per l'invasivo e distorsivo processo di industrializzazione oltre che per la presenza della Fiat. E' in grado inoltre di farci seguire i processi di deindustrializzazione, le nuove e illusorie leggi elettorali, la mai realizzata seconda repubblica. Viene fuori con evidenza che ogni risultato elettorale non è figlio delle circostanze o di uomini forti, ma è sempre conseguenza di una soggettività progettuale delle forze politiche che si fronteggiano o delle successive coalizioni o aree di appartenenza. La provincia di Frosinone vive di scelte nazionali non ha una sua creatività politica. Questo risulta essere molto chiaro se si osserva il periodo della notevole influenza democristiana o se volete del suo dominio, mai legato a uomini ma alla eccezionale organizzazione della Coltivatori Diretti ed al modo come la DC, fino agli inizi degli anni novanta, è stata dentro gli indirizzi della Cassa del mezzogiorno riuscendo a dirottare nella nostra provincia risorse e assecondando la politica delle opere pubbliche. In particolar per il modo come ha gestito, quasi in regime di monopolio, la politica della industrializzazione nella nostra provincia Non dimentichiamo mai,inoltre, la presenza e la funzione della SAIF nella gestione delle infrastrutture e di tutte le opere nell'interno dell'Area industriale.


CopertinalibromazzocchiLa DC locale ha rappresentato uno straordinario anello di congiunzione, una geometrica potenza fra scelte e indirizzi romani e gestione ciociara. Discutibili ma certamente vigorosi, penetranti e dai grandi riscontri elettoralistici. E' proprio negli anni, dal 1975 al 1980, che il PCI grazie alla propria progettualit e ad un profondo rinnovamento nei metodi e nel gruppo dirigente che riesce a conquistare grandi consensi riuscendo a fronteggiare la Dc ma non a batterla. Nello scenario conservatore della provincia di Frosinone questo partito rappresenta un reale elemento di novità e cambiamento nei modi della pratica politica nelle istituzioni e nella società con la capacità effettiva di mobilitazione di massa. Non va dimenticato, inoltre, l'accordo di programma realizzato presso l'amministrazione provinciale di Frosinone nel 1975. Un laboratorio innovativo per quanto riguarda i metodi, le scelte di programmazione, il legame con il movimento sindacale e la fine di ogni pregiudiziale. Una esperienza troppo breve, purtroppo, terminata all'indomani della morte dell'onorevole Moro. I partiti hanno una validità solo se stanno dentro i grandi processi e li dirigono. La causa del loro declino, anche se su questo non intendo aprire una discussione, è legata anche alla mancata capacità di cogliere le novità provenienti, a ridosso degli anni novanta, dalla normativa europea. Non sono stati in grado di valutare le ripercussioni legate alla fine dell'intervento straordinario nel Mezzogiorno e alle disposizioni presenti nell'accordo di Mastrick e alle conseguenti restizioni finanziarie. Penso che questa sia stata la causa decisiva della loro scomparsa e non dal fenomeno di tangentopoli o da una generale ripulsa morale del popolo italiano. Nel momenti stessi in cui nel 1989 votevamo un Referendum per sostenere una scelta europeista sapevamo poco di Europa e ancor oggi se ne discute troppo poco preferendo lanciare o scopiazzare slogan che non servono a chiarire le idee.Bianchi, Grilli, MazzoliBianchi, Grilli, Mazzoli

Non posso terminare questo intervento, guardanto le continue oscillazioni dei risultati elettorali, senza dire qualcosa sugli ultimi venti anni, sul fenomeno Berlusconi. Mi guardo bene dall'utilizzare il termine molto abusato dell' uomo solo al comando perché distorce e confonde l'idee e non rappresenta bene la situazione. Ci troviamo di fronte, infatti, alla costruzione di un blocco sociale molto variegato composto da ceti che subiscono il richiamo di non pagare le tasse, di portare i capitali all'estero, dei boiardi di Stato e dei loro sodali, di ciò che rimane delle partite Iva, di un ceto imprenditoriale predatorio e truffaldino e, inoltre, di estesi pezzi di malaffare vero e proprio. Tale blocco si nutre anche di sentimenti, aspettative e sogni. Non dimentichiamo le tante casalinghe, dal basso livello culturale che seguono ammaliate i programmi di svago offerti dalla rete Mediaset e della capacità di corrompimento della persona ( Olgettine e parlamentari comprati), il tutto incastonato dentro un vero pensiero ideologico: il culto dell'individualismo, del successo, della facile ricchezza; ritenere che la disoccupazione, la precarietà e la disuguaglianza siano elementi utili alla crescita economica, il lavoro inteso come merce, il liberismo selvaggio senza regole. In tutto questo Berlusconi è il catalizzatore ma la corposità di questo fenomeno la chiamo, certamente semplificando, berlusconismo. Vedete Berlusconi è sul viale del tramonto ma il berlusconismo non lo è. Sta cercando di insediarsi nelle coscienze E quello che vedo è ancora una debolezza da parte del campo avverso a fronteggiarlo con le armi della battaglia politica e culturale. Il berlusconismo è ancora presente perché la sua idea generale non è stata mai contestata, sempre è stata ignorata o sottovalutata. Mentre la destra costruiva il suo blocco sociale e la sua ideologia rudimentale e semplificatoria mettendo in campo i suoi intellettuali l' area progressista ancora oggi arrivava a dire che le ideologie erano finite, il lavoro e il conflitto sociale non esistono. Dopo venti e più anni assitiamo a un disatro che è sotto gli occhi di tutti. Con la strutturale crisi economica che stiamo attraversando è possibile che il mondo che la destra con certosina pazienza ha provato a costruire, si sfasci prima che si sia definita un'idea, che si sia delineato un programma funzionale ad un blocco sociale alternativo.


Copertinalibroimazzocchi E' giusto riportare anche la replica di Angelino Loffredi all'affermazione di Giuseppe Grilli che ha voluto qualificare negativamente il modo come fu eletto Franco Assante al Consiglio Provinciale di Frosinone per alcune consiliature, qualificandolo come candidato imposto dal Pci agli elettori di Paliano. La precisazione a questa inesattezza è stata molto puntuale ricordando che la selezione delle candidature all'epoca era assolutamente rigorosa ed ognuno era messo alla prova delle iniziative e del rigore progettuale e morale. La solidarietà interna a volte richiedeva di assicurare rappresentanza a realtà territoriali che non riuscivano ad esprimerla ad allora le zone elettoralmente più forti venivano in sostegno a quelle più deboli anche sapendo rinunciare a proprie candidature. E come nel caso di Franco Assante, consigliere provinciale, pur eletto nel fortissimo collegio di Paliano questa procedura consentiva di svolgere il proprio ruolo come se si fosse espressione degli elettori del proprio territori Assante fu sempre impegnato come consigliere del Cassinate e mai distratto da questa funzione. Questa visione unitaria dei esigenze politiche del territorio e la solidarietà fecero forte il Pci in Italia e, per quanto possibile, anche in provincia di Frosinone.

 

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