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La politica seria

  • Scritto da Ignazio Mazzoli

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Enrico Berlinguerdi Ignazio Mazzoli - Enrico Berlinguer il 27 settembre 1976 visitava Udine e le zone terremotate del Friuli. Le cronache dell'epoca per descrivere questa visita narrarono l'impressione che fecero la tracce profonde lasciate nel fango delle gomme della Fiat 125 blindata che trasportava il segretario del Pci. Un tentativo di banalizzare quella visita? Chissà! Un segretario generale di partito che andava direttamente sul luogo del sisma a parlare con i terremotati e a incitare i militanti del suo partito a prodigarsi in ogni forma per aiutare nelle zone disastrate era sicuramente un bel segno di presenza concreta e di vicinanza di un partito. Oggi a rileggere quelle note ci si sente in una storia di altri tempi.
A trent'anni dalla morte, Futura Umanità, Associazione per la storia e la memoria del Pci, ha deciso di dedicare questo 2014 ad Enrico Berlinguer impegnandosi in una serie di iniziative che si svolgeranno sotto il titolo di "anno berlingueriano". L'obiettivo è quello di porre al centro della riflessione e del dibattito l'ispirazione di fondo che orientò il pensiero e l'opera di Enrico Berlinguer, cioè il tema della trasformabilità in senso socialista della società in cui viviamo, facendo emergere la personalità fortemente innovatrice del dirigente comunista e rivoluzionario. In un periodo in cui capita di ascoltare citazioni che richiamano Berlinguer anche incautamente, l'obiettivo è quello di evitare "letture" retoriche o agiografiche. Fra i più giovani c'è una grande volontà di conoscere il vero Berlinguer, e il primo appuntamento sarà un convegno nazionale sulla figura del segretario comunista che verrà organizzato nella sede universitaria dell'ateneo Roma Tre. Altre iniziative legate all' "anno berlingueriano" verranno organizzate nei territori. Già martedì 11 febbraio si svolgerà una giornata di studio dal titolo "Enrico Berlinguer. La serietà della Politica" promossa da un gruppo di associazioni nella Sala delle Colonne, Camera dei Deputati, Roma, via Poli 19.
E' reale il bisogno di ricostruire un veritiero ritratto del Berlinguer militante e dirigente comunista? Bisogna credere che sia così pensanfo al titolo dell'iniziativa dell'11 febbraio prossimo: "Enrico Berlinguer. La serietà della Politica". "Serietà", un termine d'obbligo oggi. "Serietà" significa "consapevolezza piena degli obblighi assunti", "affidabilità", "schiettezza", "sincerità", "onestà"- come recitano i buoni dizionari. Ciò non attiene soltanto al campo della morale, ma interessa la politica. Una sorte di smemoratezza colpisce almeno in parte il ricordo che si ha di Enrico Berlinguer. Ci si chiede se egli abbia oscillato, tra il consociativismo e chiusura in una supposta 'diversità comunista'? O non c'era in lui il senso di un intero tempo politico che si chiudeva e il bisogno di pensarne uno nuovo? Cioè un tempo per dare speranza ad una società e ad un popolo. Forse anche ai popoli.



Enrico BerlinguerTutti i disastri cui stiamo assistendo sono, oggettivamente, frutto di un assunto inoppugnabile: la classe dirigente dell'ultimo ventennio, nel complesso, ha fallito. Un evento letterario recentissimo ci aiuta a confermare quanto scritto. Il 31 gennaio scorso è stato presentato a Ceccano il libro di Ermisio Mazzocchi "Frosinone: una provincia al voto 1946-2013" che raccoglie tutti i risultati elettorali espressi in questo nostro territorio in 67 anni, illustrati da brevi note di inquadramenti storico. Qui si vuole riferire solo un momento della presentazione: l'illustrazione dei chiarissimi grafici approntati dal professor Sergio Bianchi dell'Università di Cassino e del Lazio meridionale. I numeri trasformati in colori hanno un linguaggio immediatamente comprensibile. Un grande pregio. Come un disegno dell'inferno dantesco, l'ultima slide della presentazione raccoglieva in cerchi concentrici colorati le modificazioni della geografia dei partiti nel frusinate. Impressionante l'invadenza del colore bluastro che contraddistingue il centrodesta a ridosso di questi ultimi anni. Una realtà di centrosinistra, quella frusinate, (prima Dc+alleati), (poi Ds+Margherita e altri cespugli) diventa una realtà di centrodestra che restringe ai minimi termini il centrosinistra e mostra all'improvviso una consistente presenza del Movimento 5 stelle.
E' il quadro leggibilissimo di quattro lustri di errori e di mancanze. In essi si è annidata la rabbia e il desiderio di vendetta di una Nazione che, nel frattempo, è arretrata su tutti i fronti, vittima dell'immobilismo, di norme arcaiche, di una burocrazia asfissiante, di una giustizia lumaca, di un processo di deindustrializzazione senza precedenti (desertificazione l'ha definita Giorgio Squnizi), di un impoverimento che sta mettendo a repentaglio il futuro di almeno tre generazioni e di uno sfarinamento del sistema politico che, inevitabilmente, ha finito col coincidere con lo sfilacciamento del tessuto sociale e civile dell'intera comunità che non si appassiona a discutere di un a legge elettorale che definitivamente impedirà la rappresentanza parlamentare di tutte le forze in gioco sulla scena politica nazionale ma grazie ai pentastellati scopre che con il loro ostruzionismo casinista e aggressivo, decisamente da respingere, hanno comunque reso evidente a milioni di italiani ciò che l'informazione di sua maestà, così sensibile alle buone maniere, aveva occultato. Dentro il decreto Bankitalia si nasconde un enorme regalo alle banche quantificabile in 4,2 miliardi di euro.
Perché mai altrimenti un ex comico, con un guru capellone tuttora indecifrabile e un drappello di giovanotti di buoni sentimenti ma per lo più inadatti a vivere un'esperienza politica, sarebbe riuscito a conquistare un risultato che ha costretto decine di studiosi, sociologi e politologi a rivedere le proprie analisi e le proprie considerazioni in merito allo stato di salute della società italiana. E come mai il primo partito del Paese, erede della tradizione di due partiti solidi e strutturati, ricchi di cultura, storia e tradizioni, si sarebbe lasciato conquistare da un ambizioso sindaco, abilissimo sul piano della comunicazione ma le cui idee e i cui programmi per rilanciare una Nazione sfibrata sono tuttora ignoti a molti, compresa una buona parte dei suoi elettori alle Primarie? Grillismo e renzismo, sanno, a tratti, di vendetta e di rancore che bruciano la politica. Ma, ci si rende conto che con la nuova legge elettorale tutto il malessere resterà o fuori dal Parlamento o inadeguatamente rappresentato?



Enrico BerlinguerAnalizzando i due fenomeni è d'obbligo premettere che hanno ben poco in comune: entrambi piuttosto irruenti e assai poco simpatici, sono differenti: il primo mira unicamente a distruggere il sistema mentre il secondo ha pur vaghe ambizioni riformatrici. Quest'ascesa apparentemente inarrestabile e, al contrario, quasi banale. Sarebbe stata arginabile se solo quella stessa classe dirigente non avesse perso troppo tempo a guardarsi l'ombelico e a litigare sul nulla. Perché è accaduto? Nel rapportarci alla politica siamo usciti collettivamente dal piano della razionalità per entrare in quello dello sfogo, della volontà di catarsi, dell'attrazione fatale verso il cambiamento totale, radicale, che non lascia traccia di ciò che è stato prima, in una sorta di "damnatio memoriae" che è ciò di più dannoso possa esistere in un ambito delicato ed esposto a continue fluttuazioni quale quello della gestione della cosa pubblica. Gran parte della colpa di questo sfacelo, infatti, è da attribuirsi al berlusconismo che ora ha festeggiato il proprio ventesimo compleanno. Riconosciamo di essere assuefatti al suo modello politico, televisivo, sociale, comunicativo? E' una regressione su tutta la linea, ma pochi se ne sono accorti e a quei pochi, è stata prontamente messa la sordina. Occorre un nuovo senso comune. Oggi alla testa di quasi tutti i partiti c'è una generazione che in questa costante e inarrestabile regressione complessiva ci è cresciuta dentro, volente o nolente, e ne è inevitabilmente contagiata.
Occorre costruire un nuovo senso comune e servirà tempo e fatica. Siamo in una sorta di labirinto: senza speranze, senza prospettive di scampare al proprio destino per il semplice motivo che non si è mai conosciuto altro, se non nei racconti dei fratelli maggiori, gli ultimi ad essersi in qualche modo salvati, ad aver conosciuto un contratto, un posto sicuro, la possibilità di costruirsi un futuro e una famiglia. E non basta e non basterà fare analisi di comodo demonizzando il passato, magari attraverso ricostruzioni falsate e bugiarde utili forse per accreditarsi con il nuovo stato di cose perché può essere sempre vantaggioso alla propria carriera. (queste è esercizio è proprio di chi ha una carriera da percorrere)
E' iniziato il vuoto, il nulla, la dissoluzione e, lentamente, ha inghiottito anche quella classe dirigente che nel '68 sognava un mondo migliore e poi, una volta entrata nella stanza dei bottoni, si è resa conto che i sogni vanno bene a vent'anni ma poi bisogna fare i conti con la cruda realtà.
Cinismo e pragmatismo da due soldi hanno disumanizzato ogni cosa, persino i rapporti fra le persone e, naturalmente, le organizzazioni politiche e sindacali. Quando ci si stupisce amaramente, qui in Ciociaria, di essere famosi solo per aver prodotto un fenomeno come Fiorito o aver affidato i rifiuti di quasi tutti i comuni nelle mani della sola ditta Sangalli (?) bisogna avere il coraggio di guardare dentro quella classe dirigente perché li sono quelli che hanno dimenticato di fare il proprio dovere mentre erano in altre faccende affaccendati.
Hanno dimenticato di fare opposizione alla mala politica e hanno dimenticato di guidare e organizzare l'opposizione sociale contro le scelte che ne peggioravano le condizioni di vita. Qui sta la chiave anche per capire il ricco voto andato al M5S. Ma, una domanda per chiudere: quelli che si dichiarano eredi di Enrico Berlinguer con che animo si possono richiamare a lui, a quello della questione morale, a quello che esaltava la diversità di chi fa politica seriamente? Hanno verificato di seguire la sua lezione? Nessuno di quelli che nei fatti l'ha dimenticata non prova un po' d'imbarazzo o un po' di vergogna?
Quelli che hanno dimenticato, forse, non possono essere sono eredi di Enrico Berlinguer e nemmeno del Pci.

pubblicato anche sul quotidiano l'Inchiesta il 3 febbraio 2014

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