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La politica seria

  • Scritto da Ignazio Mazzoli

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Enrico BerlinguerTutti i disastri cui stiamo assistendo sono, oggettivamente, frutto di un assunto inoppugnabile: la classe dirigente dell'ultimo ventennio, nel complesso, ha fallito. Un evento letterario recentissimo ci aiuta a confermare quanto scritto. Il 31 gennaio scorso è stato presentato a Ceccano il libro di Ermisio Mazzocchi "Frosinone: una provincia al voto 1946-2013" che raccoglie tutti i risultati elettorali espressi in questo nostro territorio in 67 anni, illustrati da brevi note di inquadramenti storico. Qui si vuole riferire solo un momento della presentazione: l'illustrazione dei chiarissimi grafici approntati dal professor Sergio Bianchi dell'Università di Cassino e del Lazio meridionale. I numeri trasformati in colori hanno un linguaggio immediatamente comprensibile. Un grande pregio. Come un disegno dell'inferno dantesco, l'ultima slide della presentazione raccoglieva in cerchi concentrici colorati le modificazioni della geografia dei partiti nel frusinate. Impressionante l'invadenza del colore bluastro che contraddistingue il centrodesta a ridosso di questi ultimi anni. Una realtà di centrosinistra, quella frusinate, (prima Dc+alleati), (poi Ds+Margherita e altri cespugli) diventa una realtà di centrodestra che restringe ai minimi termini il centrosinistra e mostra all'improvviso una consistente presenza del Movimento 5 stelle.
E' il quadro leggibilissimo di quattro lustri di errori e di mancanze. In essi si è annidata la rabbia e il desiderio di vendetta di una Nazione che, nel frattempo, è arretrata su tutti i fronti, vittima dell'immobilismo, di norme arcaiche, di una burocrazia asfissiante, di una giustizia lumaca, di un processo di deindustrializzazione senza precedenti (desertificazione l'ha definita Giorgio Squnizi), di un impoverimento che sta mettendo a repentaglio il futuro di almeno tre generazioni e di uno sfarinamento del sistema politico che, inevitabilmente, ha finito col coincidere con lo sfilacciamento del tessuto sociale e civile dell'intera comunità che non si appassiona a discutere di un a legge elettorale che definitivamente impedirà la rappresentanza parlamentare di tutte le forze in gioco sulla scena politica nazionale ma grazie ai pentastellati scopre che con il loro ostruzionismo casinista e aggressivo, decisamente da respingere, hanno comunque reso evidente a milioni di italiani ciò che l'informazione di sua maestà, così sensibile alle buone maniere, aveva occultato. Dentro il decreto Bankitalia si nasconde un enorme regalo alle banche quantificabile in 4,2 miliardi di euro.
Perché mai altrimenti un ex comico, con un guru capellone tuttora indecifrabile e un drappello di giovanotti di buoni sentimenti ma per lo più inadatti a vivere un'esperienza politica, sarebbe riuscito a conquistare un risultato che ha costretto decine di studiosi, sociologi e politologi a rivedere le proprie analisi e le proprie considerazioni in merito allo stato di salute della società italiana. E come mai il primo partito del Paese, erede della tradizione di due partiti solidi e strutturati, ricchi di cultura, storia e tradizioni, si sarebbe lasciato conquistare da un ambizioso sindaco, abilissimo sul piano della comunicazione ma le cui idee e i cui programmi per rilanciare una Nazione sfibrata sono tuttora ignoti a molti, compresa una buona parte dei suoi elettori alle Primarie? Grillismo e renzismo, sanno, a tratti, di vendetta e di rancore che bruciano la politica. Ma, ci si rende conto che con la nuova legge elettorale tutto il malessere resterà o fuori dal Parlamento o inadeguatamente rappresentato?

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