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Il braccio armato della tecnocrazia

  • Scritto da Sergio Bianchi

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Nella loro asettica crudeltà, le parole del senatore Monti sono illuminanti circa il disegno che si cela dietro le altrimenti incomprensibili scelte di politica economica improntate all'austerità ad oltranza. Esse costituiscono una sorta di programma politico che ben spiega perché le politiche varate dallo stesso governo Monti hanno sortito effetti recessivi (la Figura 2 parla da sé: il rapporto debito/PIL durante il governo Monti è passato dal 120,1% di fine 2011 al 130,3% del primo trimestre 2013).

Rapporto debito-pil
Rapporto Debito-PilFigura 2. Dinamica del debito e del PILRapporto Debito-P
L'impressione è che tali effetti – lungi dall'essere imprevisti – siano stati invece perseguiti con lucida determinazione, perché funzionali alla necessità di obbligare gli Stati, nella fattispecie l'Italia, a cedere pezzi di sovranità nazionale. Sotto il continuo ricatto del "ce lo chiedono i mercati", una insipiente (quando non ignorante) classe politica ha accettato di tutto, nell'incapacità di comprendere tecnicamente quanto i "mercati" possano essere condizionati da pochi grandi giocatori. Il Fiscal Compact ed il Meccanismo Europeo di Stabilità sono quelli che Monti chiama "i sedimenti" lasciati dalla crisi enfatizzata dalle politiche del governo del professore bocconiano: quel Meccanismo Europeo di Stabilità che ci obbliga a versare in cinque anni 125 miliardi di euro che saranno investiti altrove (Germania, Paesi Bassi, Lussemburgo, Finlandia, Belgio, Francia ancora per poco...), e quel Fiscal Compact che oggi è usato dalla Commissione europea come una clava per bocciare la già pesante manovra italiana ed invocare maggiore austerità.
Se questa ricostruzione è fondata, la domanda diventa: chi ha deciso che il processo europeo di unificazione politica dovesse essere accelerato al costo di destrutturare le economie dei Paesi più deboli, imponendo loro enormi sacrifici in una fase di per sé già congiunturalmente avversa? Quale investitura democratica ha ricevuto un simile progetto?
Si può essere o meno d'accordo con l'idea di accelerare il processo europeo di unificazione politica, ma non è questo il punto. Il nodo fondamentale è il seguente: l'Europa che i tecnocrati stanno disegnando sarà governata da istituzioni democratiche o da lobby finanziarie, multinazionali e authority con licenza di massacrare intere nazioni?
Temo che la risposta sia nelle parole pronunciate nel 1974 da Willy Brandt: "All'Europa Occidentale restano solo venti o trenta anni di democrazia davanti a sé; dopo di che essa scivolerà, priva di spinta e di guida, nel circostante mare della dittatura, e non farà molta differenza se tale dittatura sarà imposta da un politburo o da una giunta militare" . Quello che il premier tedesco non aveva previsto era la dittatura dei "mercati" attraverso il braccio armato della tecnocrazia.

Chi è l'autrice/l'autore
Author: Sergio Bianchi

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