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Betto Tomassi , un sopravvissuto di Zonderwater

Betto TomassiA pochi giorni dalla scomparsa di Betto Tomassi ci piace ricordarlo anche con questa intervista di Luigi Compagnoni tratta da “L'archivio della Memoria“ e raccolta nel dicembre 2010 e che ci viene segnalata da Angelino Loffredi.

di Luigi Compagnoni - Nel campo per prigionieri di Zonderwater in SudAfrica arrivarono dai vari fronti di guerra in Africa anche molti ragazzi Ceccanesi . Tra i 252 prigionieri Italiani morti a Zonderwater c’è anche Giacinto Ferri di Colle S. Paolo appartenente al 55° Reggimento Artiglieria “Brescia” fatto prigioniero dagli Inglesi e morto nel campo di Zonderwater il 7 giugno 1942 .
Di un altro Ceccanese che trascorse sei lunghi anni nel campo di Zonderwater possiamo farci raccontare da lui stesso la storia. Stiamo parlando di Benedetto Tomassi da tutti conosciuto come “Betto” classe 1920 fatto prigioniero in Africa Settentrionale e tornato in Italia nel 194 .
Betto è senz’altro conosciuto oltre che per l’appassionata militanza politica anche per i suoi trascorsi calcistici come ala del Ceccano negli anni subito dopo la guerra. Betto faceva parte della squadra che il 1 gennaio del 1947 sconfiggeva in una storica partita il Frosinone al Matusa per 1 a 0 .
Partiamo appunto dalla sua passione per il calcio per farci raccontare la sua avventura Sudafricana .

Betto ma nel campo di prigionia di Zonderwater si giocava a calcio ?

“Si nel campo esistevano addirittura se non ricordo male 14 campi di calcio e si disputavano veri campionati di calcio con gironi di andata e ritorno che duravano anche mesi. Alle partite assistevano tanti prigionieri che facevano un tifo incredibile come si fosse trattato di partite di serie A. A proposito non ricordo i nomi ma credo che in alcune squadre di prigionieri militassero giocatori che avevano giocato in squadre di serie A e B. Ricordo che ci fu anche una partita tra guardie carcerarie e una rappresentativa di prigionieri che finì 10 a 0 per noi con grande disappunto per i Sudafricani“.

In effetti a Zonderwater , come si legge in un recente libro di Carlo Annese “I Diavoli di Zonderwater“, oltre al calcio nel campo si svolsero con continuità anche altri sport come la scherma, l’atletica leggera e il ciclismo. Per la boxe ci fu un combattimento tra Gino Verdinelli di Velletri e Giovanni Manca che raccolse circa 20.000 spettatori.

Oltre al calcio Betto hai praticato altri sport a Zonderwater ?

“No, oltre a giocare a calcio l’unica cosa che ricordo di aver partecipato nel tempo libero era negli spettacoli teatrali dove si allestivano vere e proprie rappresentazioni con costumi ed io davo una mano a cucire i vestiti. Quella esperienza mi è servita perché negli anni di prigionia lavoravo come sarto e non me la passavo male. La cosa simpatica negli spettacoli erano i personaggi femminili interpretati dai prigionieri in particolare ricordo un Sergente di Artiglieria che riscuoteva un successo fenomenale tra noi soldati che non vedevamo una donna da anni“.

Sempre dal libro di Annese apprendiamo che il Teatro raggiunse vette eccelse tanto che alcuni spettacoli venivano portati in “tourneè” nei vari blocchi del campo e ad essi assistevano anche spettatori esterni e che nel caso di “CINCILLA’ “ raggiunsero addirittura le 52 repliche .

Ricordi di Giacinto Ferri morto nel giugno del 1942 ?

“Ho un vago ricordo di Giacinto perché i blocchi erano tanti ...... era una città sterminata ... di fatto non ricordo come morì Giacinto anche se debbo dire che l’assistenza sanitaria era buona e c’erano nel campo parecchi ospedali. La maggior parte dei decessi, sembrerà strano era dovuto ai fulmini che cadevano continuamente sul campo soprattutto quando c’erano ancora le tende . Ricordo di un giovane di Anagni, Antonio Colantoni, che rimase fulminato da una saetta. A proposito di Giacinto ricordo che aveva dei parenti a Colle S. Paolo che negli anni passati ho visitato spesso“

Dal fascicolo matricolare conservato all’Archivio di Stato di Frosinone apprendiamo che Giacinto Ferri morì per Tubercolosi Spinale che costituì la maggiore causa di decesso tra i 252 prigionieri Italiani deceduti a Zonderwater (anche se le nipoti di Giuseppe, Pina e Angelina che ancora risiedono a Colle S. Paolo, raccontano di una causa di decesso diversa da quella ufficiale ossia di un problema intestinale forse un’appendicite mal curata). In tale incontro la nipote Giuseppina ci ha raccontato di come in questi anni abbia cercato inutilmente di poter far traslare la salma dello zio Giacinto da Zonderwater a Ceccano e ancora oggi spera di poter un giorno pregare sulla sua tomba.

Betto hai conservato qualche foto del tuo periodo di prigionia a Zonderwater ?

“Purtroppo le foto del periodo della mia prigionia sono andate perse durante una festa dell’Unità quando furono utilizzate per un’iniziativa sui ricordi dei reduci di guerra. Sarei molto contento poterne tornare in possesso anche perché è l’unico ricordo della mia permanenza a Zonderwater“.

Betto , un’ultima domanda perché in tutti questi anni non si è mai parlato delle varie prigionie dei ragazzi Ceccanesi dispersi in tutto il mondo ?

“Non lo so. Di fatto appena tornati a Ceccano trovammo una situazione si può dire ancora peggiore di quella che avevamo lasciata in prigionia. Il primo impulso fu quello di rimboccarsi le maniche e pensare alla ricostruzione senza più pensare agli aspetti negativi che la prigionia aveva lasciato dentro ognuno di noi“.

Appena finito di parlare, Betto, si avvia con il suo passo spedito al suo giro quotidiano per Ceccano e poco discosto da dove l’abbiamo intervistato vediamo un capannello di ragazzi che schiamazza gioiosamente davanti ad un bar ... ecco mentre Betto si allontana ci piacerebbe che tutti i ragazzi di Ceccano conoscessero la storia dei loro coetanei che tanti anni fa per scelte scellerate non certamente dipendenti da loro persero la loro gioventù dietro i reticolati o addirittura, come nel caso di Giacinto Ferri, la loro giovane vita .

 

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