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Sora. "... siamo in mano a degli improvvisatori..."

  • Scritto da  Giovanni Tedeschi

sinistraunitasora 350 260di Giovanni Tedeschi portavoce Sinistra Unita Sora - Ci sentiamo di intervenire nel merito della intervista rilasciata dal Sindaco di Sora sulla questione “Contratti di Quartiere” per sollevare delle osservazioni meramente di ordine politico-amministrativo relative ai soli due passaggi di significanza che però a noi risultano pressappoco oscuri.
Il primo è di ordine terminologico: riguarda l’uso del verbo “confidare”, “noi confidiamo” dice il Sindaco, parlando dell’ipotesi di stabilire una data fine dei lavori. Il confidare può significare almeno due cose: una data probabilistica e allora una data doveva pur dirla ancorché corredata di un intervallo di variazione (intervallo di confidenza), oppure in alternativa, il primo cittadino, intendeva indicare la dipendenza dalla volontà di qualcuno, forse dal fato? A seguire, ha parlato della dilatazione di tempi di lavoro. Resta misconosciuto quale principio di causa-effetto possa intercorrere fra l’ ”errata” datazione di fine lavori indicata in marzo 2017, pubblicamente sbandierata a suo tempo e invece rivelatasi una vera e propria panzana, e l’acquisizione di ulteriori nuove risorse, pari a 500.000 € pervenuti dall’ATER, da impegnare nel progetto.
La verità è che il Sindaco non ha ottenuto nulla dall’Ater se non la restituzione di fondi già inseriti nel quadro economico “Contratti di quartiere” che avrebbero dovuto essere utilizzati per costruire un edificio ad uso sociale in quel di S. Silvestro. Cioè il nostro caro Sindaco, invece di costruire un edificio per giovani coppie o per gli anziani del quartiere, utilizza quei fondi per lavorare su due vicoli. Al di là del giudizio sull’opportunità di questa scelta, il dato di fatto è che il nostro caro raccoglitore di fondi, non ha raccolto nulla. Ha aperto il cassetto della zia è ha preso un po’ di soldini. Presi quei soldi, di fatto rinunciando a riparare una ferita sulla piazza di S. Silvestro, e adesso vedremo come quell’edificio verrà recuperato, con quali criteri di tutela per i capitelli che ancora si vedono, il nostro sindaco illuminato ha integrato di due vicoletti i lavori. Ma i lavori sono finiti. E invece di pavimentare via Branca il nostro paladino degli indifesi va a rompere nel periodo di massimo flusso commerciale e turistico un’altra arteria di Cancéglie. Giovanni Tedeschi 350
Un’altra.
Di fatto rendendo tutto il quartiere un unico caotico cantiere.
E ai cittadini che chiedono quando tutto questo finirà risponde infastidito: “quanto prima”.
Come se uno chiamasse una ditta a casa per dei lavori e quelli invece di darci un’idea di consegna dei lavori rispondessero: “al più presto”.
La verità è che non si è in grado di gestire un cantiere.
Si è assistito negli anni ad un rimescolamento di tecnici con diverse e complementari competenze.
Errori a non finire.
E dopo due anni e quattro mesi, il nostro paladino della trasparenza (a proposito: dove si trova l’altro guerriero della trasparenza e dell’innovazione, il caro Vinciguerra che in campagna elettorale parlava di città pulita, di manutenzioni, di trasparenza degli atti e che da qualche mese è sparito? Forse per la vergogna?) risponde: quanto prima!!!!
La verità che il Sindaco tarda a comunicare è che i lavori non finiranno entro luglio, e neanche entro agosto, e neanche entro settembre…la verità è che siamo in mano a degli improvvisatori che giocano con la pelle degli altri.
Non vogliamo essere speciosi, ma avremmo voluto apprendere dal Sindaco informazioni un po’ più concrete anche e soprattutto che avesse dato le opportune risposte a tutte le istanza sollevate dai residenti. Sollevate non da oggi ma fin dall’inizio e mobilitatisi su quella che loro, i residenti, ritengono a ragione essere la questione principale per la città: la gestione dei Contratti di Quartiere. Nello spirito partecipativo che originariamente questo progetto aveva come premessa
Non basta enunciare, lo sappia il signor Sindaco. Un’amministrazione seria vive sulla certezza delle date e delle risorse disponibili, altrimenti si cade nella fumosità, nella pura comunicazione abbacinante con tutte le conseguenze che la cittadinanza si trova a pagare e che vanno ben oltre i 2,3 milioni di riserve rivendicate (sic!) dalla ditta appaltatrice.
Noi di Sinistra Unita Sora siamo costantemente attenti a questa questione e ci sentiamo di dire al Sindaco che su questa vicenda si è giocato gli ultimi barlumi di credibilità.
E la città non è contenta.

 
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