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Inceneritore Marangoni. Quando il territorio è terra di nessuno

  • Scritto da  Sinistra Italiana Anagni

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260Sinistra Italiana Circolo di Anagni - Fuori dal coro. Non vogliamo fare i commedianti ingaggiati per rappresentare la meraviglia, lo sconcerto e lo sdegno per la decisione tecnico-giuridica della Conferenza dei servizi alla Regione Lazio favorevole al rinnovo della autorizzazione alla Marangoni.
Con tale decisione la Marangoni potrà incenerire pneumatici usati per produrre energia elettrica.
Non partecipiamo alla farsa delle accuse reciproche tra gli esponenti politici locali, alle dichiarazioni di dissenso, alle minacce di crisi e a tutto il corollario di nuovi e indefiniti assetti politici futuri, né condividiamo il comunicato stampa del PD che dà un giudizio positivo sull’intervento dell’assessore regionale Buschini volto a chiedere ulteriori valutazioni.
Sembra che l’assessore voglia chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati.
Per noi resta vero quanto affermato nel nostro manifesto politico del 22 luglio: ABBIAMO PERSO COMPLETAMENTE LA SOVRANITA’ SUL TERRITORIO.

Senza la nostra sovranità il territorio è terra di nessuno, è diventato una valle di veleni, sarà la valle della morte.

Qui si gioca, senza fare retorica, il futuro dei nostri figli, qui si tratta di progettare il futuro e non di fare giochi politici da quattro soldi.
Da più di un decennio il nostro territorio è considerato dalla Regione Lazio una colonia africana: prima chiudono l’ospedale, poi le successive manfrine di riattivazione, ora ne faranno un polo regionale di trattamento e deposito di rifiuti.
Questo non è vittimismo ma una semplice constatazione della realtà, le cui cause sono da ricercare nella inconsistenza politica degli eletti, nella incapacità amministrativa, nella diffusa indifferenza al futuro della città e alla salute dei cittadini.
Il progetto regionale è chiaro anche se non scritto: fare del nostro territorio e di quello limitrofo un polo di trattamento e deposito rifiuti.
E’ un progetto politico che da tempo è in fase di attuazione attraverso l’avvio di procedure burocratiche, di iter legislativi, di autorizzazioni rilasciate con superficialità e noncuranza.
La città corre il grave pericolo che il progetto regionale venga attuato.
Per scongiurarlo è necessario che cessi il teatrino delle parti e dei rimpalli di responsabilità da parte di tutti gli eletti al Comune, è necessario che questi pensino meno ai loro “clienti” e più al futuro della città.
Deve entrare in ballo la politica fatta di coraggio e responsabilità:
• Prima di tutto la città di Anagni deve chiedere alla Regione di uscire dall’Ambito Territoriale dei rifiuti di Roma. Una richiesta più che ragionevole. Nei fatti la Provincia di Frosinone autorizza i piccoli impianti e la Regione autorizza i grandi impianti per i rifiuti di Roma. Ci sono troppi padroni nel nostro territorio.
• Poi rendere effettiva la moratoria (approvata il 30 marzo 17) per impedire la creazione di impianti potenzialmente pericolosi. Le delibere del Consiglio non sono chiacchiere inutili, a meno che non siano considerate tali da chi le fa.
• Inoltre, per il conflitto di interessi in essere tra la Regione ed il Comune in tema di rifiuti, il Comune deve dotarsi di uno strumento tecnico, non burocratico, che informi l’amministrazione e i cittadini sul vero stato dell’ambiente (in una situazione conflittuale è bene sentire più campane), che assista l’amministrazione e i cittadini a motivare le osservazioni per rigettare le richieste di installazione di impianti di trattamento.Nella situazione attuale non possiamo più fidarci delle Agenzia regionali.
SINISTRA ITALIANA
Circolo di Anagni

 
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