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Il 'coraggio' di denunciare l'inquinamento a Ceccano

  • Scritto da  Anita Mancini Antonio Olmetti

ceccano monumento 350 260Riceviamo e pubblichiamo. L’Ing. Antonio Olmetti ha inviato alla nostra Redazione attraverso Angelino Loffredi questa nota scritta insieme all'Arch. Anita Mancini. Si tratta disacrosanta polemica contro la maggioranza che amministra il Comune di Ceccano e si sono espressi come segue: « Caro Angelino,
vediamo se uno e tre ha il coraggio di pubblicare l'articolo sull'ambiente scritto da Anita ed il sottoscritto direi, Nel prologo gradiremo se possibile, si scrivesse che "gli autori hanno fatto parte della giunta dell'ex Sindaca Manuela Maliziola, la giunta di un solo giorno ma con un milione di progetti ed idee...che sanno di sinistra".
grazie
Antonio»

Soddisfatta integralmente la richiesta, qualche chiosa o commento sono d’obbligo: 1) questo giornale si chiama UNOeTRE.it e il suo nome deriva dagli articoli 1 e 3 della nostra Costituzione, quindi è insieme un nome e un logo e non può essere assolutamente un “uno e tre” scritto tanto per scrivere; 2) non ci vuole più coraggio di quello che ci anima ogni giorno per pubblicare quanto scritto dai due professionisti, visto che la continuità della lotta di questo giornale contro le prepotenze e gli errori di tutte le maggioranze a partire da quella Regionale e da quella di Governo è quotidiana, tenace, senza sconti e anche con qualche risultato pur se piccolo (vedi disoccupazione e altro); 3) pubblichiamo eccezionalmente, anche se non è nostro costume ripubblicare (salvo decisione autonoma della Redazione) quanto apparso da giorni su FB e altre testate o pagine on line, infatti conosciamo questo testo, che a nostro parere contiene il minimo indispensabile (da molto tempo conosciuto) contro una maggioranza da tutta la città di Ceccano ampiamente criticata; 4) ci piace l’ardire di ricordare con orgoglio che gli scriventi sono stati amministratori comunali solo per un giorno, ma hanno “un milione di progetti ed idee idee...che sanno di sinistra"., ma si consenta a noi, che abbiamo apprezzato e stimiamo l’avvocata Manuela Maliziola, di ricordare agli autori dell’articolo: non basta avere idee che 'sanno di sinistra' o sono di sinistra o non lo sono, ma soprattutto non bastano le idee da sole senza gambe e quindi non basta scrivere per dimostrare coraggio, ma bisogna organizzare persone e consenso tutti i santi giorni che viviamo. Questo è di sinistra. (IM)

 

Ed ecco il testo integrale dell'articolo firmato da Anita Mancini e Antonio Olmetti

Basta. Basta con le delibere all’acqua di rose contro gli inquinatori. Basta con i proclami dell’ASI che stanzia (addirittura!) un milione di euro per “togliere la puzza”. La puzza, ammesso che vada via, non è certo il problema.
Con milione di euro, oggi, ci si compra un appartamento nelle grandi città, e solo una politica miope e provinciale (per non dire altro) può pensare di “fare colpo” riempiendosi la bocca con una cifra così ridicola. L’amministrazione comunale ceccanese, da parte sua, dichiara in consiglio di avere stanziato dei fondi per l’ambiente: quindi,oltre al danno, la beffa?
Spiegate alle famiglie ceccanesi il motivo per cui oltre ad aver subito inquinamento, malattie e lutti, devono metterci pure i soldi di tasca propria.
E basta poi con ‘sto Masterplan di Kipar che dovrebbe essere “finanziato dall’Unione Europea” che dovrebbe ripetere il miracolo tedesco della Ruhr. Primo noi non siamo né tedeschi, né viviamo in un’area metallifera depressa e, secondo, Bruxelles non paga MAI per l’ inquinamento causato da fiorenti industrie con fatturati enormi che hanno incassato negli anni passati fior di milioni (che prima erano miliardi…)dallo stato italiano.
E c’è un altro motivo per cui Bruxelles non ci finanzierà: perché l’Unione Europea, sin dal 2004, ha stabilito un principio sacrosanto: CHI INQUINA PAGA.
E’ la Direttiva 2004/35/CE del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e RIPARAZIONE del danno. La nostra legislazione con il Testo Unico dpr 252/2006 ha rafforzato la normativa a tutela dell'ambiente, recependo proprio questo principio.
Se ,in passato, la nostra legislazione prevedeva che nei processi per reati contro l'ambiente, volti ad ottenere il risarcimento da danno ambientale, la competenza ad esperire l'azione risarcitoria era riservata in maniera esclusiva allo Stato e cioè al Ministero dell'Ambiente, dopo la direttiva europea non è più così. Tant’è vero che la Cassazione Penale, Sez. III 633/2012 , ha definitivamente sancito il principio secondo cui tale potere spetta anche a tutti gli altri soggetti interessati, singoli o associati, compresi gli enti pubblici territoriali, i cui diritti siano stati lesi da un danno prodotto all'ambiente.

Parliamoci chiaro: la denuncia alla Procura della Repubblica del Sindaco di Ceccano, così come la “delibera ambientale” approvata dall’ultimo consiglio comunale appaiono ormai come gesti quanto meno tardivi e poco efficaci, perché ARPA Lazio ha già elevato contravvenzioni dopo i rilievi effettuati, ad esempio, sul depuratore ASI a Ceccano.
Altro che progetti europei, altro che stanziamento di fondi comunali: parliamo di quantificazione del danno, piuttosto. Le voci di spesa possiamo immaginarle facilmente, e di conseguenza presagire l’ordine di grandezza delle cifre che occorreranno.
Quanto costerà, al metro quadrato, la bonifica di migliaia di ettari? Quanto costerà allontanare i cittadini che abitano in quelle aree per tutto il tempo necessario per la bonifica? Quanto costerà far tornare pulite le acque del fiume Sacco, che sta ancora aspettando il famoso “contratto di fiume”? Quanto costerà ripristinare finalmente un Ospedale, chiuso da una politica regionale scellerata, che non ha tenuto conto del fatto che se c’è un Sito di Interesse Nazionale e decine di Industrie a rischio di incidente rilevante, non si può chiudere un presidio importante come quello di Ceccano?
Altro che "milione di euro" per il revamping di un depuratore ASI realizzato in un centro abitato.
E non c’è solo Ceccano, ma tutti gli altri Comuni del Popolo Inquinato, da Patrica a Ferentino a Supino… La richiesta di risarcimento di questo abnorme danno ambientale è l’unica strada che potrebbe davvero fare la differenza, se davvero gli amministratori avessero (come peraltro dichiarano sempre) «a cuore la salute dei cittadini, del territorio, ed il futuro dei nostri figli…bla, bla, bla».

Arch. Anita Mancini e Ing. Antonio Olmetti

Gli autori hanno fatto parte della “nuova” giunta dell’ex Sindaca Manuela Maliziola, la giunta di un solo giorno, ma con un milione di idee e progetti dal sapore di….. sinistra

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