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Fiume Sacco: il corso amaro di una storia andata

  • Scritto da  Valentino Bettinelli

fiumesaccoaceccano 350 260di Valentino Bettinelli - C’è stato un tempo, ormai lontano, nel quale il fiume Sacco era una risorsa. Era gioia per i bambini che ne affollavano le rive pronti per fare il bagno. Era ricchezza per coloro che ne sfruttavano la capacità ittica. Era necessità per le donne che usavano le sue acque limpide per fare il bucato.

Il Sacco era un amico di tutti i ceccanesi; un corso d’acqua che, fino a qualche anno fa, non rappresentava un pericolo. Oggi il mondo appare rovesciato: non si lavano più i panni. Non si pesca più. Non si può più fare il bagno. Non si può più nemmeno stare vicino a quelle acque che, da specchio amico, si sono trasformate in corriere di inquinamento e malattie.

Ebbene sì, quello che per i nostri padri e per i nostri nonni era un compagno di avventure, una fonte si sostentamento, un luogo dove sviluppare rapporti sociali, è diventato un terribile spauracchio foriero di terribili negatività. L’incessante e lento incedere del fiume non fa altro che continuare a contaminare le zone circostanti, un tempo floride di coltivazioni ed oggi costellate di divieti di pascolo. Ogni giorno il Sacco attraversa e guarda un territorio che non si cura più di lui, che lo ha abbandonato al suo triste destino. L’intera area della Valle del Sacco versa in condizioni tragiche, nel più totale silenzio ed immobilismo da parte delle autorità che, a parte rari casi, continuano a non intervenire con provvedimenti fattivi e concreti volti a risolvere tale situazione.

Ceccano sente in modo particolare le conseguenze di tale stato, essendo l’unico comune interamente attraversato dal corso del fiume. Si dice non vi sia famiglia che non abbia vissuto le conseguenze dell’inquinamento da beta-esaclorocicloesano e purtroppo, questa volta, le voci del popolo non sbagliano. Molte ricerche mediche hanno infatti confermato il legame tra i casi di malattia di natura tumorale e la presenza del fiume. Studi che, però, non hanno smosso una politica immobile, sia a livello locale, quanto in prospettiva nazionale.

Per le nuove generazioni sentir parlare del florido fiume Sacco sembra una favola irrealizzabile, eppure c’è stato un tempo in cui “gli Fiumu Saccu” rappresentava il centro economico e anche sociale per i ceccanesi che acquistavano vita da quel vecchio amico che oggi “vende” solo morte.

 

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