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PSI Ceccano: del nulla è difficile parlare

  • Scritto da  Psi Ceccano

ceccano palazzo antonelli 350 253PSI, Sezione S. Pertini Ceccano - Il PSI spiega lo stretto rapporto tra il decoroso silenzio e il nulla.
"C’è un famoso detto che in politica trova sempre la sua ragione di esistere: se ne parli bene, se ne parli male… purché se ne parli. Ecco, quando il dibattito cala inesorabilmente su un argomento è perché, come nel caso dell’inesistente azione dell’Amministrazione comunale di Ceccano, del nulla è difficile parlare.

Nello specifico caso dell’istallazione dell’impianto semaforico in Via Matteotti, bene ha fatto l’Amministrazione comunale a dare corso all’iniziativa. Quanto al resto della programmazione in ambito di mobilità, l’azione può essere riassunta nel corso di quattro anni all’istallazione di due semafori e di due sostituzioni di due lampioni al centro delle storiche rotatorie del centro urbano. Le strade pavimentate in città sono frutto di investimenti di organi sovracomunali o, quando di impegno comunale, perché ricadenti i in piani di manutenzione ordinaria cui le strade ciclicamente devono essere sottoposte. La stessa rotonda su Via per Frosinone è opera del gestore della strada EX Statale (ASTRAL). Tutto quello che è stato fatto nel passato per intenderci “ante-Caligiore”- che è circa tutto quello di cui la città ancora oggi dispone- è ancora li, vivo e vegeto. Nessuna demolizione, sostituzione o miglioramento: segno che si è operato bene.

Ma la città però, oggi attende risposte determinanti molti ambiti. Cosa sta facendo l’Amministrazione comunale nei confronti di coloro che ammorbano il territorio? I miasmi notturni e diurni sono insopportabili e, a parte qualche colpo di teatro mediatico con post oppure blande recriminazioni stampa, non ci sembra che l’Amministrazione stia conducendo azioni determinanti né stia pretendendo tavoli istituzionali né, ancora, si stia opponendo con atti amministrativi all’impatto negativo dei siti ammorbanti, come nel caso del depuratore consortile ASI. Tutto è finalizzato al solo dispregio mediatico dell’avversario, non di certo per volontà di risolvere ma per l’ambizione di subentrare e di “conquistare” posti e responsabili ancora non raggiunte. È finito nuovamente il tempo delle tute bianche e delle mascherine che la destra ceccanese tira fuori dall’armadio alla bisogna o per convenienza, come è finito il tempo degli attacchi a suon di <>. Il territorio, specie in alcune periferie – sempre le stesse- puzza come mai prima d’ora ed è avvolto da sporcizia abbandono. Un letto di immondizia corre ai lati di Via Mulino San Rocco, del bosco Faito e di tante altre strade comunali in altre realtà, Via Marano, Variante Cirello. E dove l’immondizia non si vede è solo perché è pietosamente sepolta da roveti e vegetazione ormai fuori controllo. Talmente fuori controllo che si pone come ostacolo e pericolo per la circolazione. E per uno strano cortocircuito, diversamente accade invece nelle aree interessate perimetrate e contaminate lungo il fiume, dove i balloni di foraggio sono in attesa di essere caricati e magari venduti anche se provenienti da terreni contaminati. Chi si deve occupare di tutelare le persone che vivono o orbitano in questo perimetro? Chi deve tenere presente che la contaminazione c’è ed è stata accertata dalle indagini eseguite nel lontano 2005. Chi deve tutelare e far valere le ragioni di quella parte del campione di popolazione sottoposto a monitoraggio sanitario regionale solo grazie alle nostre prepotenti iniziative nel passato scopertosi poi “contaminato”?

Chi, se non la massima autorità sanitaria in carica e l’amministrazione in carica che tra l’altro dispongono dal primo giorno di tutta la documentazione necessaria per essere informati e supportati nelle iniziative che avrebbero potuto intraprendere e non hanno fatto fin ora? Oggi invece sono tutti in attesa dei 50 di milioni o poco più da spargere a pioggia sul territorio sotto forma di nuovi studi, nuove ricerche -insomma nuovi incarichi-, e forse anche una ennesima messa in sicurezza della discarica sita nel territorio del Comune di Frosinone che nulla ha a che vedere con la primaria e reale perimetrazione del Sin Valle del Sacco. Dall’Amministrazione, a fronte dell’ennesimo schiaffo a Ceccano e alla sua popolazione e al suo territorio da parte delle Amministrazioni superiori, ivi compresa la Regione Lazio e le competenti autorità ministeriali sovradeterminate, solo silenzio. Anzi, peggio silenzio alternato alla solita campagna elettorale laida e spregevole, ma zero fatti, zero idee."

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