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Ceccano, scompare ecomostro di via Fabrateria Vetus

ecomostro via FabrateriaVetus 350 mindi Valentino Bettinelli* - A Ceccano torna protagonista delle cronache l’ex ospedale di Via Fabrateria Vetus, sulla quale area sorgeranno due palazzine che ospiteranno la sede definitiva della REMS.

La gara d’appalto, bandita dalla Regione Lazio e dalla ASL di Frosinone, ha avuto come ditta assegnataria la Edil Moter srl di Roma. La prima parte di tale bando riguarda la sola demolizione del rudere di quello che doveva essere l’ospedale di Ceccano.

Il progetto risale ai primi anni ‘70, quando i Fratelli Cuntrera si aggiudicarono l’appalto per la costruzione dell’opera. Percorso travagliato e oneroso che ha visto lo sperpero di circa 14 miliardi delle vecchie lire. Denaro pubblico che ha dato come unico risultato un mostro di degrado che per oltre quarant’anni è stato il simbolo della decadenza del comune fabraterno.

L’avvio della demolizione dell’ecomostro arriva dopo l’annuncio di costruzione delle nuove strutture sanitarie, avvenuto nel 2015, quando la Regione Lazio deliberò lo stanziamento dei fondi per l’inizio dell’opera.

Per avere chiarimenti sull’iter che porterà alla demolizione della struttura, abbiamo incontrato sul cantiere il direttore dei lavori Mauro Battistoni. “Da contratto il nostro lavoro di abbattimento e smaltimento avrà una durata massima di 96 giorni dalla data di consegna del sito, quindi dal 29 luglio. Il lavoro della sola demolizione ci terrà impegnati per un’altra settimana circa, per poi passare alla divisione dei materiali, cemento e ferro, per sgomberare l’area e riconsegnarla alla ASL, committente dell’opera”.

Per portare a compimento il processo di smantellamento di una struttura di portata vasta come quella di Ceccano, la ditta appaltatrice aveva pensato anche all’uso dell’esplosivo. Lo stesso Mauro Battistoni ci dice che “la scelta è ricaduta sull’utilizzo di tre escavatori, per motivi di tempo di realizzazione. Se avessimo optato per le cariche esplosive, avremmo sicuramente ridotto il tempo di distruzione dello scheletro, ma avremmo trovato un percorso burocratico tanto complesso da allungare all’inverosimile i tempi dell’opera, andando sicuramente a sforare i 96 giorni previsti dal bando”.

Per quel che riguarda i materiali trovati, ci viene confermata la presenza di amianto, già smaltito prima di avviare la dismissione, poiché era stato utilizzato solo per la copertura di alcuni lucernari nella parte posteriore dello stabile.

Mauro Battistoni precisa, inoltre, che “il lavoro per ora commissionato, per un ammontare di 270.642,75 €, riguarda soltanto il disfacimento della struttura. Per la successiva messa in opera della REMS, Regione Lazio ed ASL di Frosinone provvederanno a bandire la seconda parte della gara d’appalto, che avrà come oggetto, appunto, la costruzione delle due palazzine che ospiteranno i 40 posti letto previsti”.

Una storia lunga, dunque, quella del mai realizzato ospedale di Ceccano. Una pessima pagina, che ha vuto come protagonisti indiscussi il malaffare e la cattiva amministrazione, piaghe politiche che hanno lasciato in eredità ai cittadini tante speranze disattese e un mostro di ferro e cemento che finalmente verrà abbattuto.

Ci sarà un cambio epocale nello scenario di un quadrante divenuto negli anni florido di attività commerciali ed abitazioni. Per ora, almeno, grazie alla scomparsa del troppo famoso ecomostro di Via Fabrateria Vetus, che faceva da vero e proprio sfondo per l’intera area. Vedremo quando la struttura definitiva della REMS diventerà realtà, e quale sarà l’impatto della stessa sul territorio, a livello urbanistico e, perché no, anche economico.

Il tema ospedale è stato per decenni terreno di scontro e propaganda politica. Ceccano e i ceccanesi sperano che questa volta si trasformi davvero nell’opportunità tanto agognata al momento della presentazione del primo progetto.

*Valentino Bettinelli per la lista Cives Ceccano

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