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Quando il Castello dei Conti de Ceccano divenne del Comune

  • Scritto da  Maurizio Cerroni

CeccanoCastelloConti 1 mindi Maurizio Cerroni - Correva l'anno 1997. In una giornata uggiosa del mese di febbraio, insieme all’allora segretario Comunale di Ceccano, il dott. Luciano Guidotti, e dal geometra Gianni Misseritti, mi sono diretto da Palazzo Antonelli verso il tribunale di Frosinone per partecipare all'asta giudiziaria pubblica attinente la vendita del Castello dei Conti di Ceccano. Accompagnato da profonda determinazione, con un mandato deliberativo del Consiglio Comunale di Ceccano che aveva deliberato positivamente e con voto unanime riguardo l'acquisto dell’antico Castello, arrivo al tribunale di Frosinone, luogo di svolgimento della procedura dell'asta. Quel giorno la procedura si svolse piuttosto celermente, infatti, nei giorni precedenti l’asta, il comune di Ceccano aveva manifestato pubblicamente la disponibilità ad acquisire il Castello dei Conti De Ceccano al patrimonio pubblico della città e questo aveva fatto desistere la concorrenza da parte dei privati per l’acquisto del Castello.

Il Castello dei Conti, fu acquistato dal Comune di Ceccano per una cifra di 384 milioni di lire, pari a circa 198.000 euro. Grazie all’acquisizione del Castello all'asta pubblica, l’amministrazione comunale ottenne il possesso del bene liberato dalle ipoteche eventualmente presenti e che nei decenni precedenti non aveva consentito di concludere le trattative con i privati che si erano succeduti nella proprietà del Castello a partire dal 1974, anno di dismissione a carcere mandamentale dei locali del Castello dei Conti De Ceccano. Non vi nascondo l'emozione provata in veste di rappresentante pro tempore del Comune, in quanto Sindaco di Ceccano, nel momento in cui, alla conclusione della procedura dell'asta giudiziaria alla "terza chiama", il giudice diede lettura del verbale diCeccanoCastelloConti 2 350 min aggiudicazione con queste parole: «il Castello dei Conti, visto l'offerta pervenuta dall'amministrazione comunale, viene aggiudicato al Comune di Ceccano». Finalmente, dopo qualche secolo, il castello tornava di proprietà pubblica, il Castello ritornava ai legittimi proprietari, i cittadini Ceccanesi, il Castello tornava da i "Conti al popolo"!

Ricordo ancora limpidamente un fatto non molto noto che avvenne nei giorni successivi all’asta, nel corso della procedura di verifica dello stato dei beni del Castello. Quando venne aperto il portone del Castello dei Conti di Ceccano, davanti ai miei occhi e a quelli di chi mi accompagnava nella visita, ossia la struttura tecnica amministrativa, verbalizzante il geometra Gianni Misseritti, si presentava una vista desolante. Lo stato d'abbandono era evidente ad occhio nudo: i muri erano pericolanti, le suppellettili assenti perché rubate, le ringhiere in ferro battuto scardinate… Continuando con estrema cautela nella visita in quella meraviglia ormai ridotta a un rudere, ad un tratto, alzando gli occhi verso l’alto, notammo subito, con estremo stupore e sgomento, che il maestoso occhio ottagonale gotico borgognone in marmo non c'era più, era stato astutamente divelto e portato via. Il meraviglioso occhio ottagonale gotico borgognone, identico a quelli esistenti sulla facciata della cattedrale cistercense di Fossanova e del palazzo comunale di Priverno, di una bellezza unica e simbolo del Castello dei Conti De Ceccano, non c’era più. Io, come tutti i presenti, fui colto da profondo dolore e smarrimento. Vinto lo sconforto, decisi di indire immediatamente una riunione operativa, a cui fu convocato l’allora maresciallo della locale stazione dei carabinieri di Ceccano. L'intervento dei carabinieri fu estremamente rapido e deciso, tanto che dopo soli pochi giorni l'occhio ottagonale gotico borgognone venne ritrovato presso una abitazione romana. Riportato con solerzia nel Castello dei Conti De Ceccano, venne ripristinato con opere murarie esattamente nello stesso posto dove da mille anni quell’occhio guarda Ceccano.

Il Comune, una volta acquisito il possesso del Castello dei Conti, assunse come priorità quella di restituire la bellezza perduta all’antico Castello simbolo di Ceccano. Attraverso un rapido iter, la Giunta municipale, con delibera n.355 del 21 luglio del 2000, approvò il progetto preliminare di ristrutturazione del Castello; il progetto definitivo venne approvato con una delibera della Giunta comunale del 1 settembre 2000, attraverso lo stralcio dell’importo di 2 miliardi di lire (pari a 1.032.913, 80); infine, con delibera della Giunta comunale n. 331 del 3 agosto 2001, fu approvato il progetto esecutivo della ristrutturazione, di pari importo del progetto definitivo, completo di tutte le autorizzazioni e i nulla osta degli enti competenti. I lavori di ristrutturazione iniziarono il 27 novembre 2001 per concludersi, come da verbali, il 30 dicembre 2002... in appena un anno! I lavori di restauro, operati in tempi da record, hanno permesso il recupero dell’impianto originario dell'edificio, delle facciate originarie e delle delle tre differenti fasi costruttive del Castello dei Conti De Ceccano. Negli anni successivi, ulteriori risorse comunali sono stati investiti nei lavori di restauro e ristrutturazione del Castello dei Conti De Ceccano. E il Castello dei Conti di Ceccano è ritornato ad essere il simbolo della nostra Città. Il Castello, simbolo delle nostre radici, della storia millenaria della civiltà dei Volsci e, poi, della Contea di Ceccano. Ad oggi, il Castello viene tenuto aperto tutti i giorni, grazie al volontariato di giovani ragazzi ceccanesi, e tante sono le iniziative che si svolgono in ogni mese dell’anno all'interno dell'antico Castello, così come numerosissime sono le visite di persone che arrivano da ogni parte d’Italia, ma anche dall'estero, per visitare il nostro Castello.

Oggi, tutti possiamo dire che quella scelta fatta nel lontano febbraio del 1997 fu cosa buona è giusta. Grazie a quella scelta così lungimirante un po' di bellezza svetta in alto nella rocca della nostra Città.

 

 

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