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A Ceccano, basta con il rancore. Idee e programmi

ceccano palazzo antonelli 350 253di Antonio Nalli - “Hanno vinto gli assassini del confronto” Mario Sodani; “Hai fatto trapelare solo gelosia e invidia nei confronti di chi ti avava asfaltato politicamente sul campo. Lunedì hai completato l’infamia politica” Stefano Gizzi in risposta a Filippo Misserville; “La mini passerella con le dimissioni di massa è stata solo un’operazione propagandistica che qualcuno ha maldestramente architettato per rifarsi una verginità politica” Daniele Maura; “Cari impresentabili” Massimo Ruspandini; “Ma il sindaco (lo scrive lei in lettera minuscola) è la persona che è stata eletta da noi cittadini 5 anni fa e che ieri è stato sfiduciato per scelta di 9 burattini arrivisti che hanno deciso al posto di 7.000 persone?... MA DO IAT?” Alessandra Bianchini, sorella della consigliera comunale Ginevra Bianchini.

Sono questi soltanto alcuni esempi di parole pronunciate in merito alla sfiducia nei confronti di Roberto Caligiore. Commenti carichi di livore, che in questi giorni abbiamo letto in massa sui social, luogo ideale per sfogare la propria rabbia ed i propri istinti, con il solito accanimento da bullo.

Le parole non descrivono il mondo ma lo creano. Del resto il racconto della Genesi biblica ci indica che Dio chiama l'uomo a nominare il mondo e ciò che lo abita. Quando si dice una cosa, quella cosa “è”, “sta”, è messa al mondo.

Ciò che stanno mettendo al mondo i più incalliti sostenitori di Roberto Caligiore, è un carico di rancore, rabbia ed odio che mi fa paura, soprattutto se pronunciate addirittura da chi opera nel mondo della scuola, tra i più giovani. Parole che creano un mondo che non rappresenta assolutamente un modello da seguire come esempio.

Non vi è alcuna riflessione politica, nessuna autocritica nel merito del proprio operato. Nessun accenno a programmi futuri da mettere in atto.

Solo autocelebrazione ed insulti nei confronti degli avversari, nei quali si dimentica perfino il ruolo del Caligiore dimissionario in quel del 2014, ma allora, evidentemente, faceva comodo.

Con molta attenzione, invece, ho letto la riflessione politica di Maurizio Cerroni. Mi è piaciuta e si percepisce, ovviamente, l'abisso tra un politico di lunga esperienza come la sua e la rabbia dei cosiddetti "rottamatori". Non nascondo di aver fatto parte o comunque tifato in passato per quest'ultima categoria.
Come ha ben sottolineato Cerroni, di lavoro, per chi vuole fare politica, ce ne è molto.

L'idea di raggiungere subito il traguardo, dettata sempre più da una società figlia dello spettacolo e del berlusconismo, ha arenato però tanti delle giovani generazioni, compresa la mia.
Allo stesso tempo, l'idea di credersi immortali, anch'essa figlia del berlusconismo, porta taluni a restare sul piedistallo, anziché passare il testimone, facendo da affiancamento e dando fiducia a chi ha meno esperienza.
Occorre riscoprire l'impegno politico figlio della vita di sezione ed allo stesso tempo si rende necessaria la consapevolezza e l'esigenza di un giusto equilibrio tra chi ha rappresentato il passato amministrativo e coloro che dovranno rappresentarne il futuro.

Ciò che può iniziare a dare equilibrio, al momento, è proporre ai cittadini un programma concretamente attuabile nei 5 anni di governo che il futuro Sindaco sarà chiamato ad affrontare, offrendo con i fatti risposte alle tante problematiche che affliggono oggi i ceccanesi, a partire dalla questione ambientale.

In che modo?

Ecco un esempio di punti che ho in mente:

- Facendosi promotori, ad esempio, della predisposizione con Prefettura ed aziende private insistenti sul territorio e classificate a rischio di incidente rilevante, di un adeguato Piano di Emergenza Esterno, previsto dalle Normative Vigenti e dalla Normativa Europea, alla quale sempre più dobbiamo fare riferimento;

- Predisponendo sul sito internet istituzionale dell’Ente, una sezione completamente dedicata alla trasparenza degli atti in fatto di autorizzazione ambientali, stipulando al tempo stesso una convenzione con le industrie locali, il Consorzio Asi e la società che gestisce il depuratore consortile, obbligando ognuno a rendere di pubblico dominio i dati giornalieri riscontrati e misurati, che potrebbe avere effetto sulla salute delle persone, in modo particolare relativo alle emissioni in atmosfera delle più svariate sostanze da essi lavorate. Piena visibilità, inoltre, ai dati relativi sui ripetitori di telefonia mobile ed ancora sull’elettrodotto della linea Tav;

- Il rilancio del patrimonio culturale dei beni immobili a disposizione dell’Ente, come pure del materiale archivistico e documentario, dando maggiore vitalità alla biblioteca comunale, letteralmente fatta a pezzi in questi 4 anni di amministrazione Caligiore, priva totalmente di idee e servizi da parte di amministratori senza passione per la cultura ed il patrimonio librario. Non era un caso che l’assessore del ramo fu autore del rogo di un romanzo bestseller in pubblica piazza, tale da riportare alla memoria avvenimenti storici tra i più bui del XX secolo;

- La predisposizione di un importante progetto per il recupero dell’area dell’ex Annunziata, con il coinvolgimento della Fondazione delle Ferrovie, per la realizzazione di un’officina meccanica per il recupero ed il restauro di locomotive storiche o in fase di dismissione, la realizzazione di un apposito museo di riferimento a pochi chilometri da Roma capitale e facilmente raggiungibile rispetto all’analogo museo di Pietrarsa, di una scuola di formazione per macchinisti e di un interscambio ferroviario merci in grado di rilanciare occupazione nel territorio, nonché di una nuova viabilità nel centro urbano, con ampi spazi verdi;

- Il rilancio dell’ex struttura del Santa Maria della Pietà attraverso la creazione di un grande centro sperimentale incentrato sulla cura e conoscenza della psiche, ampliando il servizio di assistenza attualmente fornito dal Centro di Salute Mentale, per una maggiore fruizione del servizio in grado di snellire le liste di attesa. Un centro sperimentale di cura in grado di omaggiare figure come quelle di Franco Basaglia, Jaques Lacan, o Massimo Fagioli, promotore quest’ultimo delle sedute collettive, intervenendo allo stesso tempo sul pregiudizio con cui ancora oggi viene affrontato l’approccio sui disturbi e la malattia mentale;

- La realizzazione di una nuova viabilità per Piazza XXV Luglio, attraverso un adeguato progetto che tenga in considerazione esigenze di cittadini residenti, commercianti ed automobilisti;

- La totale rivisitazione del Corpo di Polizia Municiapale, con la creazione di un apposito nucleo destinato ai controlli ambientali, in particolare a tutela del fiume Sacco, ed agli abusi edilizi, formato in modo adeguato, in grado di saper fare fronte alle nuove tecnologie, come pure la guida di sistemi a pilotaggio remoto (droni).
- Il ritiro immediato della vergognosa Delibera “bavaglio” 66;

- Il recupero del Palazzetto dello Sport attraverso i fondi previsti nel programma di finanziamento “sport e periferie”;

- Ma anche un recupero della memoria storica e collettiva, propensa ad una maggiore accettazione della diversità e della figura femminile, con l’intitolazione di nuove arterie a Pier Paolo Pasolini ed Ilaria Alpi.

Arrivare alle elezioni con improvvisazione e senza un programma condiviso e realmente attuabile, ma solo con una sfilza di nomi di candidati "unti dal Signore", significherebbe consegnare la città al nuovo Caligiore di turno, ovvero un improvvisato senza arte né parte, circostanza questa che un territorio ed una cittadina morenti, dopo 4 anni di amministrazione neofascista, non possono certo permettersi.

 

 

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