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Un torneo medievale per riprendersi Anagnon sur la mer

laracroft inacqua 350-260di Antonella Necci - Ogni volta che la guardava nuotare nelle acque pure del fiume gorgogliante nella foresta impervia di Anagnon-sur-la-mer, pensava alla sua vita prima di quei momenti. Alla sua tristezza nei ripetuti rituali cristiani che gli avevano rubato tante ore , e che alla fine non gli avevano lasciato altro che sciocche amicizie opportuniste e qualche aggancio per intraprendere una brillante carriera politica. Niente di importante come quegli istanti in cui guardava negli occhi Marinelle, cercando di farle capire che il suo animo era profondamente cambiato.
La sua timidezza gli impediva gesti eclatanti, e affidava a Powder il compito di ricevere quelle carezze e quei baci che lui avrebbe desiderato, con tutto se stesso, e che non avrebbe mai ottenuto, lo sapeva bene. Il suo pessimismo gli impediva di vedere il bicchiere mezzo pieno, e una situazione di prigionia non poteva essere modificata facilmente. Il Principato doveva nascere senza alcun intralcio, e lui, Fausto Poldino avrebbe sicuramente creato l'ostacolo sia per Trippotto e i suoi rinati sogni di gloria, che per Geppò, e la sua insospettata ambizione.
Eppure un mezzo per riprendersi tutto e anche l'amore di Marinelle c'era, lui lo sapeva. La "singolar tenzone" si svolgeva ogni anno in prossimità del 15 Agosto. Una gara medioevale ambita, perché permetteva ai giovani di conquistare, forse per sempre, il cuore delle donzelle innamorate. Quale mezzo migliore per vincere il cuore guerriero della sua Marinelle?
No, non sua, ma che diceva? Si stava facendo trascinare dalla fantasia, ma la "Singolar tenzone"era davvero l'unica possibilità. Prima di lui avevano provato in tanti e con risultati opinabili. Era soprattutto lo scontro di alabarde che terrorizzava i moderni cavalieri medioevali. E anche la vista del sangue, che fuoriusciva dalle inevitabili ferite. Loro volevano conquistare le belle donzelle senza troppi sacrifici, senza spargimenti di sangue inopportuni. Magari con potenti armi da fuoco avrebbero risolto il problema dell'avversario troppo bravo e fonte di pericolo. Allora si che il sangue avrebbe avuto un significato, secondo loro. Quella vista così cruenta non li spaventava. Tutto frutto dei videogiochi che mostravano estremi atti di violenza come se fossero normali gesti di vita quotidiana. Così, mentre il graffietto sul braccio li faceva svenire, le teste spappolate dei loro avversari li esaltavano.
Incongruenze di normale gioventù.LaraCroft 350-260
Espresse il suo desiderio a Marinelle, con la speranza che questa potesse intercedere con Geppò, per permettergli la partecipazione. «Sarebbe sempre sotto la tua supervisione, Marinelle. Non ho intenzione di sfuggire ai miei doveri di prigioniero. Ma sarebbe un onore partecipare. Ogni anno sono stato parte attiva di questi giochi medioevali. Sono stato il Monarca del Calipso, il Re dei Giochi Invernali, l'Arbitro della "Singolar tenzone", l'Eroe dell'Ordine della Marmotta e anche Gran Cavaliere della Giarrettiera Dorata. Ti prego, Marinelle, intercedi tu con Geppò perché anche quest'anno io abbia il mio momento di gloria.»
"E per chi dovresti combattere nella singolar tenzone?"- Gli chiese Marinelle. "Non sapevo che tu avessi una Bella da conquistare. E dov'è ora, mentre tu sei prigioniero? E' forse Miss Cisco? Quella bigotta. Mi guarda sempre dall'alto in basso ogni volta che vado su in Principato. Doveva finire in convento e invece è ancora lì a dar ordini. E' diventata la vice di Geppò. Era la TUA vice. Si vede che il suo destino è quello di essere sempre la vice di qualcuno." Così concluse amaramente Marinelle.
"Infatti le sue caratteristiche non le permettono molto di più. Nel cuore di Geppò ci sei solo tu. Miss Cisco non ti potrà mai sostituire."- disse con sincerità, anche se con una punta di cocente dolore Poldino.
"Va bene, gli parlerò."- concluse Marinelle, e mentre parlava giocherellava pensierosa con Powder, che percepiva che il suo padrone era innamorato della sua ragazza preferita, ma purtroppo, in quanto gatto, non sapeva come fare per aiutarlo. E ora che idea aveva avuto? Sentiamoli un po', che si stanno dicendo?
"Non ho una Bella Donzella nel cuore, ma ciò non significa che io non possa combattere. Lo farò per te, Marinelle. Visto che mi accompagnerai alla gara, io ti ripagherò combattendo per te anche se non per il tuo amore".
Marinelle lo guardò come se fosse la prima volta che lo vedeva. Nessuno aveva mai combattuto per lei. Era troppo forte per ispirare questi moti di galanteria negli uomini, che molte volte le preferivano donne più riservate e ipocrite, che si atteggiavano a creature indifese, nascondendo abilmente la loro perfidia.
Poldino era un pazzo. Pur di rientrare ad Anagnon si stava inventando questa assurda scusa del combattimento medioevale. Un folle, ma simpatico e gentile. Lo avrebbe aiutato. Voleva vedere come sarebbe andata a finire, ma soprattutto voleva vedere la faccia che avrebbe fatto Geppò quando glielo avrebbe detto.

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