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Una grande sfida per un amore e per il potere

cavalieri-medievali-in-un-torneo 350-260di Antonella Necci - Trascorse quindici giorni al campo dei Ribelli in completo isolamento. Unica compagnia il fido gatto Powder. Geppò aveva capito che Marinelle cominciava ad affezionarsi a lui e gli aveva tolto l'unica persona che aveva saputo far uscire la tenerezza insita nel suo carattere, e che le sue amicizie clericali avevano castrato fin dall'infanzia. Lo Sceriffato, poi, non aveva fatto altro che accentuare le note di ipocrisia profonda che con gli anni si erano affinate a dismisura e che erano state la fonte del suo inaspettato successo come Sceriffo Supremo.
Decise che tanto valeva spendere bene il poco tempo rimasto alla sfida nel Torneo Medioevale di Ferragosto. Aveva avuto qualche serio problema nel reperire l'armatura adeguata. Le armi erano di scarsa qualità, prese di contrabbando addirittura da Beçille, che a tempo perso faceva commercio illegale. Il cavallo, un ronzino che si reggeva a fatica sulle gambe, avrebbe avuto problemi a mantenerlo in equilibrio una volta indossata la pesante armatura. Tutto deponeva a suo sfavore,ma lui era un tiratore eccezionale,mentre Geppò aveva imparato i rudimenti dell'arte della guerra da Marinelle. Non valeva un granchè, e Poldino lo sapeva. Marinelle si che era brava. Sarebbe stata un'avversaria di tutto rispetto. Svelta ed agile, anche a cavallo e vestita di armatura e alabarda sarebbe stata temibile per la sicurezza che aveva nella mira.
E lei lo ammirava per il suo gesto. Se Poldino non avesse avuto l'idea di sfidare Geppò per amore,pardon,per amicizia nei confronti di Marinelle Le Diable, Geppò non avrebbe mai osato cimentarsi nel Torneo. Era un pigro vitellone che pascolava lento e ruminante quando Marinelle lo conobbe e si innamorò di lui, rendendolo un uomo temuto e rispettato. Si stupì della similitudine che gli venne alla mente nel pensare a Geppò, ma decise di non approfondirne l'etimologia.

Intanto al Principato, Marinelle trascorreva i giorni che la separavano al Torneo, in cui due uomini si sarebbero sfidati per lei, con uno stato d'animo confuso. Persa nei pensieri che avevano come soggetto a volte il suo amato Geppò e a volte quel buffo uomo dai capelli rossi,il cui sguardo le faceva tenerezza.
Cosa accadeva? Perché Poldino aveva deciso di sfidare Geppò per lei? Un mezzo molto originale per riprendersi il potere. Del resto i suoi fidi alleati lo avevano abbandonato da tempo. Nessuno avrebbe appoggiato di nuovo Poldino. Già a suo tempo c'erano stati molti dubbi ed incertezze e solo per gentile intercessione del Parroco che alla fine la popolazione si era convinta a votare lui come Sceriffo. Eppure non era un uomo privo di capacità. Era coraggioso ed astuto. Aveva le caratteristiche del vero condottiero. Solo che il suo sguardo triste e sfuggente, il suo sorriso forzato e mai sincero né tantomeno allegro, lo rendevano distante dalla gente, che invece apprezzava personaggi come çavon çarder o Becillè Lacoque, o Miss Cisco e la sua fida Miss LaBelle, che aveva un modo di parlare così affettato da far venire il nervoso a chiunque. Ma soprattutto a lei." La gente ama ciò che io odio."- Concluse lapidariamente Marinelle. Ma si pentì di aver detto quelle parole, perché ora tutti amavano Geppò. Si fermò a pensare. "Ecco perché mi sta diventando antipatico. Non può essere. Io lo amo. E' l'uomo che mi ha cambiato la vita. Io amo Geppò." Più lo ripeteva a se stessa, più si convinceva della verità dell'affermazione.
Nel frattempo Geppò, che nutriva meno dubbi nei confronti del suo amore per Marinelle, si stava preparando al Torneo, dove non aveva mai partecipato in vita sua, con un maestro d'armi di fama mondiale. Veniva da Avignon-sur-la-mer, un paese gemellato con Anagnon per ovvi motivi. Ad Avignon le gare e i Tornei erano sempre vivi. Non si svolgevano una volta l'anno come ad Anagnon, ma a scadenza mensile, richiamando turisti e curiosi da tante parti della Francia e dei paesi limitrofi. Erano un vero spettacolo, sia nell'organizzazione che nello svolgimento. La gente restava affascinata dalle lucenti armature, dagli stendardi multicolori, dalle damigelle bellissime nei loro abiti di oro e broccato,seta e pizzi. Il maestro d'armi era, quindi, diventato anche l'organizzatore del Torneo, togliendo a Miss Cisco l'opportunità di vendicarsi di Marinelle. Per una volta, non poteva raccomandare le sue nipoti e tutti i suoi parenti,poiché le prime erano talmente brutte che nessuno avrebbe mai osato combattere per loro, mentre i secondi erano talmente vigliacchi che mai avrebbero deciso di scendere in campo. Decise quindi di fare la ragazza della biglietteria, tanto per essere parte della vicenda. La mattina del 15 Agosto si presentò alle sei del mattino, puntuale e stakanovista come al solito, per staccare biglietti per il Torneo.
Mai si sarebbe persa la Grande Sfida. Così era stata nominato il combattimento tra Fausto Poldino e Robert Geppò. Una sfida all'ultimo sangue per amore di Madame Le Diable e per la conquista del potere su Anagnon-sur-la-mer.

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