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In ospedale dopo il torneo senza vincitori

Zurich Universitatsspital 350-260di Antonella Necci - Quando riapri gli occhi, dopo 20 giorni dall'ennesimo intervento chirurgico, a malapena si rese conto di dove si trovava. Poi a poco a poco i contorni della bianca stanza d'ospedale, modernamente attrezzata, si fecero sempre più nitidi e familiari, come il volto della donna che si recava al suo capezzale ogni giorno.
Era indeciso se considerarla una perfetta infermiera o una donna pericolosa dalla quale sarebbe stato mille volte meglio stare lontano. Nel giro di un mese era entrata nella sua vita e lo aveva ferito gravemente per ben due volte, e nonostante questo lui continuava ad amarla.
Aveva ragione Marinelle quando lo chiamava un pazzo simpatico Sceriffo forzatamente pensionato. E ci rideva su, con quella risata argentina che lo incantava. Era davvero un pazzo. Se ne rendeva sempre più conto. Ma si sentiva anche eccitato dall'avventura che stava vivendo, e che aveva cancellato per sempre il grigiore,prima della sua vita da impiegato amministrativo, e poi da Sceriffo Supremo. La noia e la monotonia dei rituali a cui dover sottostare erano miracolosamente spariti da quando Marinelle Le Diable era apparsa.
Lei era li quando lui riprese conoscenza. Lo guardava preoccupata e accarezzava con tristezza il gatto Powder, il quale assumeva la stessa contrita espressione nel guardare il suo padrone.
Ormai nemmeno il suo gatto era più suo. Quella donna lo aveva conquistato. Così come aveva conquistato il suo cuore.
Convintamente ma semplicemente le disse "Grazie", una mattina che la vide entrare nella sua stanza.
"Grazie di cosa?"- Lei gli chiese. " Di averti risparmiato la vita per la seconda volta?".
"Si, anche per quello. Ma lo sapevo che non mi avresti ucciso. Lo so che ti sono utile per i tuoi piani politici, e poi sono l'unico che può salvare Geppò. Hai troppo bisogno di me, per togliermi di mezzo".Paziente e infermiera
"Poldino, tu mi attribuisci un potere e una capacità decisionale che io non possiedo. In quel momento non ho certo pensato a salvarti la vita per tutti questi motivi. Ti ho salvato, perché non ti volevo uccidere. E basta. Non cercare di trovare diverse motivazioni laddove non ce ne sono."
"Comunque grazie, per essere ora qui, con me. In questa stanza. Non voglio cercare motivazioni inutili nella tua presenza, ma sappi che tu per me conti molto". Nel pronunciare quelle parole arrossì, e la sua timidezza gli impedì di aggiungere altro. Del resto aveva già detto molto più di quanto avesse mai detto ad una donna in tutta la sua vita. Madame Le Diable lo aveva reso loquace, e desideroso di esternare i propri sentimenti.
Si Marinelle, grazie di cuore. Le ferite si rimargineranno con il tempo, ma quello che hai fatto per me è di gran lunga più importante di qualche graffietto.
Così ragionava Poldino, quando si trovava solo nella sua stanza, mentre nell'altra accanto a lui, sentiva i lamenti sconsiderati di Geppò, e le coccole che Marinelle gli elargiva per calmarlo. Lombrico senza spina dorsale. Pure Principe lo avevano fatto.
Mentre nella clinica svizzera i nostri due eroi stavano riprendendo le forze, ad Anagnon-sur-la-mer il Principato era tramontato miserevolmente. Miss Cisco insieme a Beçillè Lacoque avevano preso il potere, temporaneamente solevano dire, con quell'aria da peccatori che si trovavano a gestire qualcosa che sempre avevano desiderato, ma che sapevano di non meritare, sia per mancanza di spirito di intraprendenza che per eccessiva piaggeria nei confronti dell'unico vero potere che loro riconoscevano: quello della santa madre Chiesa.
Dove avrebbero trovato la forza di dirigere le loro forze su sentieri inesplorati ed innovativi, se la Chiesa chiedeva loro un asservimento cieco e totale? Nessuna decisione doveva essere presa senza prima aver consultato il Vescovo supremo, che decideva della vita e della morte(fortunatamente solo ideologica, ma non era cosa da poco) dei sudditi, pardon, cittadini,o come si dovevano ora chiamare che nessuno ancora lo sapeva, che popolavano la fù-ridente Anagnon-sur-la-mer.
Con queste premesse, la vita ad Anagnon era diventata davvero triste. Non si trovava alcuno che non ripensasse con profondo rammarico ai bei tempi passati. E senza nemmeno la speranza di veder giungere un" Messia "che, tutti indistintamente,avrebbero voluto ribelle, rivoluzionario,selvaggio.
Stavolta erano gli abitanti di Anagnon che non ci stavano più ai vecchi giochi di potere. Ma quale il Liberatore che li avrebbe aiutati nell'impresa?

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