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Colenflower non riprenderà Anagnon sur la mer, perbacco!

Anagnon sur la merdi Antonella Necci - Si guardarono negli occhi per un lungo istante, ma stavolta lui le tenne testa senza abbassare lo sguardo. Lei lo osservò attentamente in silenzio meditando su come cominciare il discorso, quando lo squillo, anzi la musica rock del gruppo preferito di Poldino, interruppe quell'istante.
Era Monsieur Angles che lo implorava di accettare l'incarico ambito, secondo lui, di Presidente del Grande Partito Privinciale.
Poldino finse meraviglia, ma attendeva quella chiamata da giorni. Tutto secondo i piani. E secondo il piano d'azione che lui è Marinelle avevano organizzato, il diniego, misto a dispiacere per l'impossibilità di poter assumere un simile ruolo, fu veritiero, perfetto grazie alle doti da grande attore che Poldino sapeva sfoderare nei momenti difficili.
"Poldino, non puoi dire di no a me che sono stato il tuo padre spirituale ed ideologico. Sono io che ti ho visto crescere politicamente. Sono io che ti ho guidato nei tuoi primi passi incerti, impedendo che commettessi errori. Sei stato come un figlio per me!" Un singhiozzo interruppe il discorso accorato ma profondamente falso. Dov'eri quando lo Sceriffato crollava e io venivo fatto prigioniero? Questo si chiedeva Poldino, mentre rispondeva con fermezza:" Francis, sai bene che l'unica cosa che mi interessa è il bene di Anagnon. Non sono un avventuriero e l'unica ambizione politica è riprendermi il posto che mi spetta di diritto a capo del mio popolo e solo per il suo bene." E così tacque aspettando una reazione, che giunse immediata.
«E sia. Abbandonami pure tu. Abbandonatemi tutti. Ingrati, irriconoscenti. Quando venivate alla mia porta a chiedere favori io ero li pronto ad accorgliervi a braccia aperte, e ora non vi servo più. Ora.... Ora..... È tutto perduto"- e si interruppe affranto, facendo pesare bene l'ultima frase. Sapeva che il cuore di Poldino era generoso e che sapeva essere riconoscente se si faceva leva sui tasti giusti. Ma qualcosa non stava funzionando stavolta. Lui lo ascoltava in silenzio e invece di aggiungere qualche parola di conforto, come era solito fare, disse semplicemente:" Francis, ti devo lasciare. È arrivata l'infermiera per la terapia riabilitativa. Salutami tutti i compagni di partito. In bocca al lupo. Ciao.»

Si volse a guardarla, perché già da un po' sentiva il suo sguardo inquisitore su di lui. Non gli dispiaceva, ma si sentiva sempre nervoso quando lei gli dedicava più attenzioni del solito. Lei aprì la bocca per parlare, e anche stavolta fu zittita dalla musica del cellulare. Stavolta un Bolero di Ravel annunciava che Beçillè lo stava cercando. Mise il viva voce perché anche Marinelle potesse sentire e interagire.

"Ragazzi, i tempi sono diventati ristretti. Tra sei mesi si rischia di vedere Colenflower che riprende il potere. Non possiamo aspettare così a lungo. Entro i primi di ottobre dovete tornare. Le elezioni di ottobre saranno decisive." A Poldino sentire il vero cognome di Trippotto fece un effetto di repulsione così forte, che si dovette aggrappare alla sedia a sdraio per mantenere il controllo. Frank Colenflower, da tutti chiamato Trippotto per la sua enorme costituzione, stava di sicuro organizzando il suo gran rientro.

Un altro punto d'incontro tra lui e Marinelle era la profonda antipatia che entrambi provavano nei suoi confronti. Per motivi diversi però. L'uno lo odiava perché se lo ritrovava sempre tra i piedi quando qualcosa era stato boicottato, o perché aveva agito di persona o perché aveva pagato qualche scagnozzo per vendicarsi di lui. Aveva dovuto mettere in moto i suoi superpoteri per sventare le sue malefatte, e molte volte aveva rischiato di venire schiacciato e disonorato dai suoi intrighi. L'altra lo odiava perché influenzava quel debole del suo Robert. Aveva provato in ogni modo ad allontanarlo da lui, ma senza successo. Eccolo di nuovo riemergere e godere dei guai che affliggevano il partito e nei quali, di certo, anche lui aveva messo lo zampino. Vile, viscido, logorroico. Le venivano in mente tanti aggettivi per definirlo, e tutti appropriati, ma troppo generosi nei suoi confronti.
"Beçillè come vanno i problemi degli iscritti? Si sono ritrovati i database smarriti? Quanti iscritti sono stati marchiati?"- chiese Marinelle, preoccupata della fine del Grande Partito. "Sono riusciti a recuperare poche migliaia di nominativi ai quali è stato tatuato un numero progressivo sul polso sinistro. Ora per le Primarie si potrà accedere solo con la tessera, il tatuaggio e la targhetta delle mutande bene in vista. Il senso del ridicolo non li sfiora minimamente. Stanno pensando già a creare una "razza pura" di Grandi Elettori. In tutto il paese stanno preparando la selezione, che si dice sia severissima."
Si guardarono, mentre salutavano Beçillè e gli davano appuntamento al giorno dopo. Marinelle era talmente preoccupata da aver dimenticato il motivo del discorso che voleva fare a Poldino. Ormai non c'era più tempo. Bisognava agire, o Trippotto sarebbe tornato a galla per fare l'asso pigliatutto. Non lo potevano permettere. Insieme avrebbero sgominato i suoi piani. E questa intensa complicità che per un attimo la unì a Poldino le diede inizialmente fastidio, ma poi la fece sorridere. Per la prima volta il suo viso si rilassó e mostró un sorriso di serenità mentre Poldino le porgeva la mano per aiutarla ad alzarsi dalla sdraio.

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