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Chiara Ricci e il Teatro oggi in Italia

  • Scritto da Diego Protani

ChiaraRicciDiego Protani intervista Chiara Ricci sulla situazione del teatro in Italia

Dott.ssa Ricci che situazione vive il teatro oggi e secondo lei le istituzioni puntano ancora su questa arte?

E' difficile rendere in poche parole la situazione che sta vivendo oggi il nostro Teatro.. certamente non è delle migliori. Sicuramente il nostro Teatro ha vissuto tempi decisamente più rosei e fecondi e quando, per ragioni di studio e di ricerca, mi ritrovo a leggere di "crisi" del Teatro negli anni Cinquanta e Sessanta quando andavano in scena delle vere compagnie con attori, attrici e registi del calibro di Romolo Valli, Giorgio De Lullo, Luchino Visconti, Andreina Pagnani, Paolo Stoppa, Rina Morelli, Gino Cervi... mi viene da chiedere tutta questa grande e bella nostra Arte e tradizione dove si finita? Certo: si deve guardare al futuro e al nostro presente. Tutto è cambiato. Non esistono più quelle compagnie che giravano l'Italia per sei, sette, otto mesi l'anno, quei registi che faticavano per cercare la novità in un testo che avesse anche, e soprattutto, qualcosa da dire agli interpreti stessi, ma anche al pubblico di cui si aveva grande considerazione e rispetto. Oggi uno spettacolo resta in un teatro un paio di settimane al massimo, spesso con i finanziamenti degli stessi interpreti e organizzatori (in particolar modo nei cosiddetti "teatri off). Sembra in questo momento, tranne alcune felici eccezioni, non si riesca a far "parlare" il Teatro ed è un vero peccato.. siamo la patria di Goldoni! Ed è un peccato ancor più grave che le istituzioni non aiutino tutto il Teatro privilegiando solo alcune realtà danneggiandone per forza di cosa delle altre che, invece, avrebbero tanto da dire e da (di)mostrare..

Si può credere a un rinnovamento del teatro o siamo in attesa di un modello culturale che possa scuotere le coscienze?

Personalmente penso che in Italia ci siano delle meravigliose menti teatrali.. grandi interpreti, ottimi registi.. figli di una certa scuola, di quella scuola che ha reso grande il Teatro il secolo scorso e che, a sua volta, aveva preso l'eredità da altri interpreti, registi, autori... Oggi, però, pare ci sia un blocco in questo passaggio del testimone proprio perché il Teatro è diventato mercato, business, affare, commercio... non che prima non lo fosse.. se gli attori non incassavano si andava tutti a casa. Ma è lo spirito ad essere cambiato.. all'epoca si andava a casa.. ora si cambierebbe solo squadra come un calciatore nel calciomercato. Forse, questo è dovuto anche al fatto del tipo di formazione che hanno gli attori delle nuove generazioni..molto attenti alla serata e, spesso, privi proprio di una formazione e di una cultura teatrale.

Come si pongono i giovani nei confronti del Teatro?

Fortunatamente i giovani sono molto curiosi nei riguardi del Teatro e della sua storia. Questo ho potuto toccarlo con mano con la mostra dedicata ad Alberto Lionello che ho curato e allestito presso la Casa dei Teatri di Roma. Nel registro delle visite e per esperienza diretta ho incontrato la presenza di molto ragazzi incuriositi e felici di aver conosciuto e scoperto un attore "nuovo", comunque lontano dal loro tempo, apprezzandone il talento e la sua modernità di attore. E questo fa ben sperare.. l'importante, a mio modesto parere, è dare ai ragazzi la possibilità di esser curiosi, di far vedere loro cosa c'è stato e lasciarli liberi di scegliere se continuare nella scoperta o guardare altrove. Ma dar loro questa possibilità di scelta. Sempre.

Come ridare al Teatro il valore che gli spetta?

Credo che il modo migliore di ridare al Teatro il valore che gli spetta sia quello di realizzarlo con amore, con passione, con disciplina, con dedizione... che poi sono i suoi ingredienti principali. A questi, però, si deve aggiungere la scelta di interpreti, di attori che sono, appunto, attori di mestieri e non occasionali... persone preparate, insomma, e non improvvisate.. Anche in questo sta il rispetto verso il Teatro..dandogli vita a chi per esso ha studiato, ha dimostrato di aver del vero talento pur sempre cosciente dei propri limiti. E' sempre una questione di onestà, anche se professionale e umana.

Il teatro può aver una funzione di memoria collettiva?

Assolutamente sì! Non dimentichiamoci che è stato il Teatro, almeno all'inizio, a fare la storia della nostra Televisione e molti attori di quegli anni sono divenuti celebri al grande pubblico proprio grazie al piccolo schermo. Era sì, diverso dal Teatro ma la matrice era quella. Gli attori venivano dalle tavole del palcoscenico e da lì sono entrati nel cuore del pubblico televisivo riconfermando l'affetto del pubblico teatrale. Credo che il Teatro sia anch'esso lo specchio della società in cui si vive e leggendo le cronache dei decenni trascorsi si nota quanto la Storia, la politica, l'evolversi della società si rifletta nel Teatro.. pensiamo a Dario Fo, a Franca Rame, alle letture pirandelliane della Compagnia dei Giovani, al Teatro dell'Assurdo portato in scena dalla Compagnia dei Quattro alla fine degli anni Sessanta...

Quali sono invece i suoi progetti futuri e cosa vorrebbe dar alla storia del teatro italiano?

In questo momento sto lavorando al mio prossimo libro che sarà dedicato all'indimenticabile e immensa Attrice che è stata Lilla Brignone e che porterà il titolo "Lilla Brignone. In memoria di una signora amica" edito dalla Lfa Publisher. Devo ammettere che più di un progetto si tratta della realizzazione di uno dei miei tanti sogni. Infatti, erano anni che speravo e desideravo dedicare un mio libro a questa Attrice che, come capita ed è capitato a molti nostri Artisti italiani, sembra esser stata dimenticata mentre, invece, ha dedicato alle nostre scene circa cinquant'anni della sua vita.. Ed è proprio questo che mi piacerebbe donare con il mio lavoro.. la curiosità a quei ragazzi che, come me, nn hanno potuto ammirare e conoscere attori e artisti di questa levatura, e il dono della memoria, del ricordo. Perché se qualcuno ha detto che siamo anche ciò che ricordiamo.. tanta Bellezza e tanta Arte può sicuramente renderci migliori.. e poi per me è come un gesto di affetto di riconoscenza a personalità così uniche del nostro Spettacolo..un mio modo per ringraziarli di tutto quanto ci hanno regalato e che è riuscito a giungere sino a noi oltre il Tempo e lo Spazio.

 
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