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Il Festival dell'Oriente sbarca a Roma

  • Scritto da Giulia Brgalone

G.Bragalone 350 250 mindi Giulia Bragalone - Il Festival dell'Oriente sbarca a Roma: colori, musiche e profumi di terre lontane.
Il Festival dell'Oriente è un modo per immergersi anima e corpo nelle culture e nelle tradizioni di un Continente sconfinato, un modo per entrare in contatto con la magia del mondo Orientale, per assaporarne gli odori, i sapori, le culture e molto altro ancora. Poter partecipare a questa Fiera mi ha dato modo di assaporare la bellezza delle diverse culture, si ha la sensazione di poter visitare molti piccoli mondi in miniatura, gli odori, i sapori delle pietanze, i narghilè, le danze, gli abiti sfarzosi tipici dell'Oriente e del Medio Oriente, le tradizioni... ogni singolo Universo parallelo sa restituirci emozioni e sensazioni di una sconfinata bellezza. Le diverse lingue che suddividono questi mini mondi in categorie, già da un semplice "grazie" che può tradursi in: arigatou (Giapponese), dhanyavaad (Hindi), Xièxiè (Cinese Tradizionale), shukrân (Arabo) e via di seguito. Ci fa capire quanto sia importante e prezioso entrare in contatto con ognuno di essi, come il mondo sia grande, ma al tempo stesso piccolo perché, se tradotte, molte azioni e parole hanno lo stesso significato. Tutto ciò viene reso possibile ogni anno a Roma, ma anche in altre città d'Italia, quest'anno nei giorni 21-22-25 aprile e ancora, a seguire, il 28-29-30 aprile e 1 maggio, non c'è ritorno più atteso del Festival dell’Oriente presso la Nuova Fiera di Roma, soprattutto per tutti coloro che, come me, amano immergersi in scenari, musiche, culture dal fascino esotico. All'interno dei "mastodontici" capannoni presenti a Fiera di Roma si possono visitare: Mostre fotografiche, bazar, stand commerciali, gastronomia tipica, cerimonie tradizionali, spettacoli folklorisitici, medicine naturali, concerti, danze e arti marziali alternandosi alle numerose aree tematiche dedicate ai vari paesi che compongono l'Oriente in tutte le sue molteplici sfumature in un continuo ed avvincente susseguirsi di show, incontri, seminari ed esibizioni. Molteplici ambientazioni suggestive sapranno proiettarti in: India, Cina, Giappone, Thailandia, Corea del Sud, Indonesia, Malesia ,Vietnam, Bangladesh, Mongolia, Nepal, Rajasthan, Sri Lanka, Birmania, Tibet e così via. Inoltre, è possibile interagire e sperimentare gratuitamente decine di terapie tradizionali, vi sono padiglioni dedicati alle terapie olistiche le discipline bionaturali, lo yoga, ayurvedica, fiori di bach, theta healing, meditazione, spazio vegano, reiki, massaggi, ci kung, tai chi chuan, shiatsu, tuina, bio musica, rebirthing, integrazione posturale, e molte altre ancora.

"Mi manca l'amore. E il mio animo si trasforma in pioggia e nubi."
- dal libro "La Sposa di Habaek" di Yun Mi Kyung

Tra le bancarelle della Fiera troverete di tutto e di più, dall'abbigliamento Orientale al cibo, stoffe con preziosi decori, gioielli dalla sconfinata bellezza. Quest'anno ci sono diverse novità soprattutto per quanto riguarda gli spettacoli. Vi è la DANZA TRADIZIONALE COREANA che simboleggia i fiori, la femminilità, la bellezza, eseguite con i meravigliosi abiti tradizionali e con il supporto di elementi coreografici quali i ventagli o il tamburello Sogo, ci sarà KEIICHI IWASAKI, conosciuto come "IL Festival d'oriente - Roma 2018MAGO GIAPPONESE", è un'illusionista e vi proporrà i suoi trucchi strabilianti, accompagnati dalla sua grande carica di carisma e simpatia. Poi ci sono le DANZE FOLKLORISTICHE MEDIORIENTALI, suddivise in: Egitto, Tunisia, Libia, Armenia, Turchia, Libano e tantissimi altri affascinanti paesi. Il mondo Mediorientale, carico di sensualità, seduzione e magia darà anch'esso il suo contributo. Sul palco si alterneranno le danze più rappresentative di queste splendide terre, eseguite con gli abiti e gli accessori tradizionali. Dalla Ghawazee alla Dabke, dal Saidi al Raqs al Sayf e tantissimi altri stili, rappresentati in tutta la loro tipicità e bellezza. Per quanto riguarda il CANTO TRADIZIONALE CINESE, sarà possibile ascoltare la splendida voce della maestra Lin. Vi sarà anche il BOLLY-BHANGRA FUSION, sono le due danze Indiane più energiche, colorate e divertenti si fondono in uno spettacolo entusiasmante, in un connubio tra tradizione e modernità. Il gruppo Bhangra Boys and Girls e le Nartaki Dance Group proporranno un incontro tra la danza Bhangra della regione del Punjab e la danza del cinema Indiano Bollywood. La DANZA TRADIZIONALE DELL’UZBEKISTAN, un viaggio nell’Asia centrale, terra ricca di fascino, alla scoperta di una realtà piccola ma ricca di storia e cultura. Inoltre vi sarà un angolo in particolare dedicato all'arte, alla PITTURA GIAPPONESE SUIBOKU-GA.

“Qualunque fiore tu sia, quando verrà il tuo tempo, sboccerai. Prima di allora una lunga e fredda notte potrà passare. Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento. Perciò sii paziente verso quanto ti accade e curati e amati senza paragonarti o voler essere un altro fiore, perché non esiste fiore migliore di quello che si apre nella pienezza di ciò che è. E quando ciò accadrà, potrai scoprire che andavi sognando di essere un fiore che aveva da fiorire.” - DAISAKU IKEDA

L’artista Giapponese Yoshiko Kubota proporrà al Festival dell’Oriente una delle arti creative più caratteristiche della cultura Nipponica: la pittura Suiboku-Ga. Eseguita con inchiostro di china su fogli di carta di riso. Tra gli spettacoli più attesi e apprezzati potrete trovare il CONTORSIONISMO MONGOLO, un arte tanto complessa quanto spettacolare.

"Dal male viene solo altro male; perciò la malvagità va temuta anche più del fuoco. Non fare il male, nemmeno ai propri nemici, si dice che sia la saggezza suprema."

-Tirukkural

 

"Non sorridiamo perché qualcosa di buono è successo, ma qualcosa di buono succederà perché sorridiamo."

- Massima giapponese


"Puoi disegnare la pelle di una tigre, non le sue ossa.
Puoi disegnare il viso di un uomo, ma non il suo cuore."

- Antico Proverbio cinese

La DANZA ARABA TRIBAL FUSION è una tipologia di danza relativamente nuova, nata dall’unione tra le danze arabe tradizionali e la danza del ventre con i ritmi etnici di Africa e Sudamerica, per dare vita ad uno stile unico e molto particolare, alla sensualità della danza del ventre vengono aggiunti ritmi alternati con cadenze veloci/ritmate. Altri spettacoli da non perdere assolutamente sono: i CHINA PEARL: DANZE TRADIZIONALI CINESI, la DANZA TRADIZIONALE DELLA MONGOLIA, l'ARTE MUSICALE CINESE...

“La vita è un sonno, e la morte il tempo del risveglio, l'uomo cammina tra l'uno e l'altro come un fantasma.”

- Proverbio (Orientale)

La musica è uno dei grandi protagonisti della tradizione culturale Cinese, e sarà degnamente rappresentata al Festival dell’Oriente attraverso dei concerti eseguiti con gli strumenti tradizionali di questo paese. Ci sarà l’Erhu, il violino cinese, oppure il Guzheng, un curioso strumento a corde suonato in orizzontale, o ancora il Gong, il cui suono fa parte

Festival d, moriente - Roma 2018

della tradizione musicale ma viene applicato anche in ottica olistica e di terapia. Fra le varie attrazioni sarà possibile visitare alcune architetture riprodotte magnificamente, come il VILLAGGIO GIAPPONESE, il TEMPIO ZEN GIAPPONESE, l'India con il suo maestoso Taj Mahal un mausoleo fatto costruire nel 1632 dall’imperatore moghul Shah Jahan in memoria della moglie preferita Arjumand Banu Begum, meglio conosciuta come Mumtaz Mahal. Nell’immaginario collettivo è da sempre considerata una delle più notevoli bellezze dell’architettura musulmana in India ed è tra i patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. È stato inserito nel 2007 fra le nuove sette meraviglie del mondo, decisione che sicuramente mette tutti d’accordo. Inoltre troverete il TEMPIO BUDDHISTA DELLO SRI LANKA, la THUPARAMAYA dello Sri Lanka, la tenda YURTA MONGOLA. Oltre ai classici ristoranti, all’interno del Festival dell’Oriente vi sarà anche una sezione dedicata allo Street Food a tema Orientale. Un Universo tutto da scoprire e assaporare si mostrerà dinanzi ai vostri occhi e non potrete farne a meno... inevitabilmente ne rimarrete rapiti e finirete con l’adorare ogni sua singola sfumatura.

"Ciò che ci attrae è sempre il tempo divino delle origini, messo nel passato come nei miti religiosi, nel futuro come nel marxismo, o nel presente come nell'innamoramento. Questa è la tradizione culturale dell'occidente. Ma ciò che nell'occidente è il sogno ultimo, per l'oriente, e in particolare per la culture induista e buddista, è l'incubo da evitare. […] Rinascere significa tornare nell'inferno della vita, incontrare inevitabilmente il dolore. Lo stato nascente, da questo punto di vista, è l'incubo da evitare." -Francesco Alberoni-

*Giulia Bragalone - Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

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