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Fabio Pop Gismondi, l'artista che non si autocelebra

  • Scritto da Fausta L'Insognata Dumano

Pier Paolo Pasolini di Fabio Pop Gismondi 350

di Fausta L’Insognata Dumano - Domenica 15 novembre la location è la saletta della prefettura, piazzale Vittorio Veneto vernissage ore 18,30 lui , l'artista è un artista che merita un racconto speciale, “Fabio Pop Gismondi”. E’ quel pop tra il nome e il cognome che lo rende speciale. Nessuna parentela con il “Gismondi” (Federico ndr)....Lui è “Pop Gismondi”, vive a Norcia, il suo arrivo ad ARTinCENTRO è stato grazie a “Rocco Lancia”, il direttore di ARTQUBE, il curatore di questa rassegna, che ha visto animare la saletta della prefettura con 4 mostre, 4 artisti, quattro stili diversi. "Fabio Pop" ama poco parlare di se,,....timidezza o forse il rifiuto di autocelebrarsi, preferisce che a parlare siano le sue opere, in questa mostra volti, volti del quotidiano, volti famosi, volti classici il David accompagnato da una scritta Golia.
Senti scorrere sulle pareti la storia della musica, ma senti trasudare anche la scena civile, quella umana, quella culturale. Se da un lato campeggia “Pasolini”, da un altro risponde all'eco un “Erri De Luca” nel cui volto campeggia un logo ESSO, il simbolo della multinazionale,che tutto devasta. Quest'opera dedicata ad “Erri De Luca”, il simbolo dei no tav, è contemporaneamente un omaggio a “Mario Schifano”, artista fondamentale della pop art, artista maledetto .
Girando tra i volti scopri la filosofia di "Fabio Pop", la società consumistica ha bisogno di uomini deboli e perciò lussuriosi, la società preconsumistica aveva bisogno di uomini casti. Fabio ha all'attivo un curriculum interessante, il suo nome ti conduce ad eventi dell'impegno, i suoi volti fanno da cornice ad attrici che recitano Pasolini o leggono Erri De Luca.
Ha vinto dei premi, ottenuto dei riconoscimenti, ma la ricerca è complessa, perché la home del suo sito ti comunica solo non sono un artista, non sono un commerciante d' arte. La grandezza di "Fabio Pop" è proprio questa in un' epoca in cui ci si autocelebra, ci si fregia del titolo maestro, lui non si definisce. Ogni opera esposta meriterebbe un racconto,, per la sua storia, davanti ad ogni volto rifletti sulla metafora, il gioco dei colori non è casuale, questa volta senti il respiro delle anime in sentieri impervi e mai scontati, uomini dalla vita zoppicante che cercano di dare un senso alla vita. Ah credici una voglia di farsi lupi e farsi amare,, il sogno e la realtà nelle sue opere si fondono.
Ah, “Fabio Pop” che narra anime zoppicanti, al battesimo della sua mostra è stato accompagnato da una madre timidissima, frastornata dai flash della vita pubblica e dal figlio, che appare in un' opera. Il taglio del nastro simbolico è dell' assessore Rossella Testa.
Fino alla fine del mese sarà possibile visitare la mostra e mi raccomando prima di andar via leggi l'interessante nota che trovi nel pannello per scoprire meglio “Fabio Pop”.

 

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