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“Guardare non è vedere” spiega Donato Di Poce

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donato di poce 350 260di Fausta L'Insognata Dumano - “Guardare non è vedere”. Appunti per una nuova estetica della visione e una nuova etica fotografica. E’ un intenso “vademecum” della poesia della vista, la prima edizione è del luglio2012, la seconda edizione è d imaggio 2016.
Donato Di Poce non ha certamente bisogno di presentazioni, basta un clic sulla rete e arriva la sua vasta attività. Vive a Milano, dagli anni 80, ma è nato a Sora e le presentazioni dei suoi libri “sbarcano” spesso a Sora, Donato è un poliedrico intellettuale, un artista con mille sfaccettature, poeta, ma anche critico d'arte, scrittore di aforismi, ma anche fotografo. Un artista ironico, ma anche carico di umanità. Impossibile citare il suo vasto curriculum, le sue poesie spuntano come funghi nelle antologie, in diverse occasioni sono state lette a Radio Rai Uno. Di Poce è anche editore, è il presidente dell'Associazione dei micro editori, quegli editori coraggiosi che investono tempo e passione, ma proprio tanta passione. “Guardare non è vedere” si apre con una poesia “Per fare una fotografia”, si chiude con una galleria di foto e aforismi dedicati a Marianna Montaruli, nel mezzo un viaggio di riflessioni sui mostri sacri della fotografia.
Poeticamente ci avviciniamo alla fotografia per scoprire che bombardati dalle immagini siamo ciechi, passivamente assorbiamo colori, ma non vediamo. Per fare una fotografia, dice il poeta “un giorno scoprii che bastava chiudere gli occhi e ascoltare la musica del vento e fluttuare nel cielo leggero come una nuvola innamorata senza più confini”.Guardare non è Vedere
Preparati a viaggiare riflettendo su Luigi Ghirri, il teorizzatore delle foto per temi, nel viaggiare approdiamo a un neologismo “FOTOVERBOGRAFIE” coniato da Beniamino Vizzini per definire le foto di Donato Di Poce, il termine calza a pennello per descrivere gli scatti del fotografo Donato.
Leggendo il libro io aggiungo che Donato è anche un filosofo e sintetizzo il suo pensiero filosofico con “la fotografia per me è un atto creativo vicino alla poesia, un ponte che mi permette di coniugare la nostalgia della memoria con la visione del futuro, di coniugare per un attimo l'anima delle cose e del mondo con l'anima del fotografo”
Leggere lo “Zibaldone dei pensieri di Donato” è una guida per annullare la cecità del nostro secolo, che ci porta a guardare la realtà senza percepire il reale, ma anche l’altrove, Donato ci guida a scovare la linea immaginaria del confine illimitato. Leggendolo attraversi varie fasi, ti senti cieco, poi miope, presbite. Lui ti appare come un oculista dell'anima, all'improvviso realizzi che il cammino per recuperare la vista è un processo lungo, devi liberarti da tanti condizionamenti. Stai decidendo di leggere Donato Di Poce? sei sulla buona strada per iniziare a vedere. Buona lettura e buona visione.

 
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