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Un'amicizia da ricordare: Bonaviri-Floridia

  • Scritto da Fausta L'Insognata Dumano

RoccoZani 350 260di Fausta L’Insognata Dumano - Caffè al ginseng riannodando i fili della memoria nel secolo della dimenticanza. I semi li ha gettati lui Rocco Zani, il critico d’arte, che con le sue parole ingravida la mia mente, accedendo la mia curiosità.

Nel primo incontro dedicato alle “parole della pittura” mi ha consegnato, come a tutti i presenti, uno scritto di Bonaviri su Emanuele Floridia. Bonaviri è amico del Floridia, si frequentavano in quella famosa saletta, entrambi sono siciliani, entrambi approdano a Frosinone, uomini del sud, uomini dell’isola, due storie che si intrecciano a Frosinone, una storia di amicizia.

Emanuele Floridia è morto nel 2003, un artista da restituire alla memoria, per impedirne la dimenticanza “Dalla Sicilia dove è nato, scrive - Loredana Rea -, ha ereditato un sentimento di luce palpitante, assoluto, che ha caratterizzato la sua pittura dagli esordi fino alle prove ultime collocandolo tra quegli artisti capaci di interpretare e trasfigurare la realtà con una sensibilità rara e quasi fuori dal tempo , in linea con la grande tradizione piuttosto che con la sperimentazione”.

Camminanti nella natura

Dagli appunti, ascoltando Rocco Zani, il Floridia nel 60 a Frosinone fonda il gruppo dei “5 di Nuova Realtà”, con Adolfo Loreti, Italo Scelza, Fernando Rea, Federico Gismondi.....

Nel 1964 Bonaviri scrive “nel maggio scorso camminavamo con Emanuele in un sentiero ciottoloso nei pressi di Tecchiena, avendo visto dei piccoli cespugli di fiori di un azzurro chiarissimo, pensai subito a certe fondamentali tonalità che ‘campiscono’ da due anni in qua nelle tele del Floridia''. Il correttore impazzisce, ‘campiscono' un’espressione altamente poetica del Bonaviri per indicare una tela dove trovano campo dei fiori. “A prima vista, - prosegue il Bonaviri -, il parallelo mentale mi parve curioso, ma a pensarci bene c' era, in quel casuale paragone, come una concreta rappresentazione dei moti pittorici del pittore”. Il Bonaviri prosegue parlando della pittura del Floridia in maniera poetica, anche in questo scritto di arte non perde la sua scrittura poetica, Contemporaneamente anche in questo scritto emerge l'abitudine del Bonaviri di passeggiare con gli amici nella natura, un camminante nella natura. Il compagno più assiduo è stato Massimo Struffi, che il 20 ottobre sarà il relatore del secondo incontro, “Le parole della natura”.

Dell' amicizia tra Bonaviri e il Floridia ci sono ricordi orali di Fernando Rea, uno del gruppo dei 5, ci sono foto sbiadite, ingiallite, Questo patrimonio orale andrebbe raccolto per impedire la dimenticanza. Questo scritto è un primo passo per ricostruire l'amicizia tra Giuseppe Bonaviri e Emanuele Floridia, questo scritto è ovviamente dedicato a Rocco Zani, che è stato il motore della ricerca, il padre che ha acceso la curiosità.

 
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