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Una poetessa muore dimenticata, L'Insognata ce la fa rivivere

  • Scritto da Fausta L'Insognata Dumano

LuigiVacana e JolandaInsanidi Fausta L’Insognata Dumano - Il 27 ottobre a Roma è morta una grande poetessa “Jolanda Insana”, la notizia è circolata come un tam tam nelle pagine Facebook degli amici e amiche, nel mondo dei poeti. Qualche articolo di giornale, nonostante sia stata una poetessa emblematica del nostro secolo, vincitrice di diversi premi, nelle antologie scolastiche non è mai entrata, i testi scolastici stanno sempre indietro una balconata.
Siciliana, da tempo si era trasferita a Roma, portando con sé la “sicilianità” quel virus che lega i siciliani all'isola, pur vivendo nel continente. A scoprirla è stata il Raboni nel 77, con la pubblicazione “Sciarra amara”, poi un crescendo di poesie, traduttrice di versi latini e greci. Definita poetessa ribelle, aggressiva, anticonformista.

Scava nel dolore la sua poesia

La sua poesia è la voce di un corpo malato dentro e fuori, un corpo straziato dal dolore in ogni parte, in ogni rapporto con il mondo, lei scava dentro il dolore, portando il suo gergo siciliano. La poesia ha una funzione curativa. Ricordo di aver incrociato l’Insana da qualche parte, avevo scritto su il mio Facebook un trafiletto per la sua morte, poi domenica 30 ottobre mi chiama Luigi Vacana, comincia a recitare i versi dell’Insana, mi si accende una lampadina.
L' Insana nel 2005 ha vinto il premio letterario Val di Comino, insieme con Albertazzi,GiorgioAlbertazzieAlessioPorcu Jacqueline Risset, John Montagne e Alessio Porcu. Chiedo a Luigi Vacana di scavare nel suo archivio, arrivano una foto dell’Insana con Luigi, in versione elegante, poi una foto dell’Albertazzi, che in quella occasione recitò i versi anche dell'Insana. Nell'archivio del Vacana anche il video con i versi.
Nell'epoca della dimenticanza, virus contagioso, mi ha colpito che Luigi avesse memorizzato così bene i versi dell'Insana, iniziamo a parlare e scopro che Luigi ricordava le conversazioni, le interpretazioni “fo il frutto e poi fiorisco”, perché l'IInsana non è mai immediata nella sue poesie, bisogna interpretare di chi parl , mentre fabbricava a raffica le parole, la sua voce urla, impreca , sbrama e sbrana, a volte sembra sussurrare, nuotando nel liquido amniotico, la parola diventa un vagito urlante, dalla natura arrivano terremoti, il cielo vomita grandine, il tentativo di trasmettere l'incomunicabilità nel comunicabile della parola.

Un breve video di Jolanda Insana, qui

 
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Fausta L'Insognata Dumano

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