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Le “donne” di Raffaella Manca

  • Scritto da Fausta L'Insognata Dumano

RaffaellaManca 350 260di Fausta L’Insognata Dumano - La location è ancora una volta la Villa comunale di Frosinone, la mostra “Artemorragica donna, femmina, madre” è già nel titolo un racconto, l'artista è Raffaella Manca. Giovedì 16 febbraio l’inaugurazione, sarà possibile visitarla fino al 24 febbraio.
La mostra è inserita nella rassegna di arte visiva moderna e contemporanea di Alfio Borghese. A battezzarla l'assessore alla cultura del comune Gianpiero Fabrizi, questa volta è presente il nuovo assessore alla cultura della provincia. Due cose vanno dette, la presenza della provincia rappresenta una novità, la rassegna porta con sé il patrocinio di entrambe le istituzioni, ma negli anni dalla provincia mai nessuno scendeva a valle a portare il saluto. Con questa mostra si battezza anche il nuovo delegato alla cultura. Realizzi subito il nuovo vento che spira nella cultura a palazzo Gramsci, il Vacana non si limita al taglio, mordi e fuggi, resta fino alla fine, nel suo intervento chiede aiuto ad Albertazzi “la cultura costa, ma l’incultura costa di più”.
Tra gli ospiti venuti alla mostra gli artisti Mario Palma e Fernando Rea, è l'occasione tra aneddoti raccontati dai due artisti per scoprire che il Vacana è stato cresciuto con il latte e la cultura. Con la presenza dell’artista francese Rene Kerozen scopriamo anche che il Vacana parla il francese come se fosse una seconda lingua madre.
Sono presenti oggi artisti importanti a rendere omaggio alla giovane artista, perché pur non essendo del territorio, è un “nome noto” negli ambienti, è un nome legato a quella galleria romana di via Margutta “Area Contesa” in voga in questo periodo. Diciamo subito che l'artista con le parole è molto tirchia, avara, preferisce con generosità far parlare le sue creature artistiche. In realtà la sua tirchieria è una fottuta timidezza, che cela dietro grandi sorrisi.
Sarda, vive da anni a Colleferro, una autodidatta, che usa abilmente carboncini, gessetti, china, olio su tela, il colore lo vive con le sue dita, usa la sua pelle come tavolozza di prova. Artemorragica è un neologismo tutto suo, il correttore si ostina, mentre scrivo di lei, lo rifiuta, lei non vuole un antiemorragico, rovista tra parole sensate, se è vero dice lei che ognuno di noi è unico, allora non guardate, ma sentite con la vostra unicità.
Provo a narrarti il mio sentire le sue opere, mi sono innamorata di lei la prima volta a via Margutta, nelle sue “donne”, ho sentito un vento “fiammettiano (da fiammetta de feo) un vento che non implica nessun paragone, ho sentito sprigionare quella libertà che emanava la Fiammetta. Le donne della Manca sono speciali, grandi labbra, dipinte con un rosso fuoco, occhi pieni di fascino, a volte un po' picassiane, tette al vento, il bacio, l'amore, una donna che sa amarsi prima di tutto da sola, un inno al femminismo moderno che riesce a “farsi maturo” che dialoga con l'amore dell'uomo.
Colori, un’esplosione vibrante di tinte, che sprigionano calore anche in luogo freddo. Spesso presente il pesce, che le viene dalla sua tradizione sarda. Una mostra da visitare ascoltando le parole dei colori, l'intreccio delle linee, una mostra dove senti scorrere il vento della libertà femminile, l'amore, senti scorrere quella miscela deflagrante, di iodio, ossigeno, potassio. La mostra è “dedicata a lui” al suo compagno “che le presta la voce” quando è colpita da quella “avarizia di parole”.

Chi è l'autrice/l'autore
Fausta L'Insognata Dumano

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