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Le Divergenti Affinità di Cinzia e Rocco

  • Scritto da Fausta L'Insognata Dumano

divergentiaffinità S.Strani 350 260di Fausta L’Insognata Dumano - La location è la Villa comunale di Frosinone, sabato 18 marzo, il vernissage è “Divergenti Affinità” di Rocco Zani e Cinzia Mastroianni.
IL Frosinone gioca in casa, un detenuto, anzi, due fuggono dal carcere di massima sicurezza, come in un film, mezza città è in crisi per la mancanza d'acqua, il coro del Cai in Provincia, un guru chiama a raccolta per meditare con lo yoga, loro due nel frattempo vengono accolti da quello che si chiama '”bagno di folla”. La villa comunale ti appare improvvisamente un luogo piccolo. guardi per terra realizzi che la stessa mattonella la calpestano all'unisono almeno venti scarpe diverse. Hai la sensazione che non riesci ad incontrarti neanche con te stessa.
Nelle manifestazioni non ho mai capito il segreto della conta, un dato è certo ogni millimetro del pavimento era calpestato. Artisti, tanti artisti, impossibile citarli verrebbe fuori l’anagrafe dell’arte della provincia e non solo, ma anche tanti giovani studenti, intellettuali, stampa, amici, “people”, si, tanta gente.
Il taglio del nastro possiamo dire ha visto impegnato tutto l'arco costituzionale, Vacana, il Presidente del Consigliodivergentiaffinità 2 S.Strani 350 260 provinciale, ah diciamolo, arriva “sempre preparato” con dotte citazioni letterarie, l'assessora Rossella Testa, la senatrice Spilabotte, l’ex commissario provinciale Patrizi, si fa notare il Caparelli, il senatore Struffi, in veste di grande amico.
Spiegare chi siano i protagonisti di questo vernissage non è un'operazione semplice, “Divergenti Affinità”.....La prima affinità che li lega è la modestia, in un' epoca che ci si autoproclama maestri, loro con il camicino della fortuna hanno indossato quello della modestia e non l'hanno mai abbandonato. Lo indossavano con una disinvoltura ed eleganza che caratterizza le persone oneste culturalmente, rappresentano per me due esempi di impegno civile e morale.
Tracciare il loro curriculum è la prima operazione per entrare in questo vernissage. Rocco Zani, cronista dei fatti dell'arte per decenni, impossibile fare un censimento di quanto abbia scritto, ha scritto così tanto che il suo archivio è esploso. Figlio d’arte del famoso Vittorio Miele, diciamoci la verità, chi avrebbe “rinunciato” ad un altisonante Miele per uno Zani, che Wikipedia ti dice ''se sei finito qui per errore, torna indietro, è una parola di disambiguazione, appunto solo la modestia può spingerti. Lei è un’allieva, ops ex è così giovane che la immagini seduta sui banchi, ha un curriculum da brivido, laureata e specializzata in storia medievale e moderna, master in didattica e comunicazione dei beni culturali. Diverse pubblicazioni scientifiche e progetti di didattica museale, docente di storia dell'arte. Pensa tu, per loro ho ''provato il panico del foglio bianco la sera che mi hanno chiesto “scrivi per noi sulla broucher, il mondo si è rovesciato, nel mio film lo Zani avrebbe scritto della Mastroianni, la Mastroianni dello Zani.
La mostra è articolata in tre stanze, nella prima si intrecciano le affinità divergenti, le opere, che loro chiamano “manufatti”, è una stanza in cui si fondono i loro linguaggi, poi si dividono nelle altre due sale. La mostra è aperta fino al 30 marzo, lo Zani divergentiaffinità S.Strani 3 350 260si caratterizza per gli alberi, ti sfido a trovarne due uguali, è più facile, fidati, trovare un quadrifoglio in un campo di trifogli, gli alberi dello Zani non hanno radici, io ho trovato un perché, discutiamone. Lo Zani vive per la memoria, contro quel virus moderno della dimenticanza, gli alberi senza radici, non sono un rifiuto della memoria, ma la metafora del nostro tempo, senza radici siamo come foglie in balia del vento.
Cinzia è una materica, opere belle da vedere, ma anche la tentazione di toccare la materia. Ogni opera di Cinzia meriterebbe un racconto, insieme formano i capitoli di un libro con il finale aperto. Anche il quaderno delle firme è un'opera d'arte realizzato da Cinzia Mastroianni con dei fogli di carta, che provengono dallo studio di Vittorio Miele. Nel bagno di folla impossibile non citare Giuseppina Bonaviri, il forte legame scrive il Borghese, curatore della mostra, tra Miele e Bonaviri vedeva giocare da bambini felici Rocco e Giuseppina nel giardino. Nei vernissage c'è sempre un po' di gossip, Novella 2000 avrebbe dedicato la sua attenzione all' attrice Adriana Russo, figlia dell'artista Russo è una habitué della villa, come ha sottolineato l'assessora Testa nel ringraziarla di essere presente . Si consiglia pure di leggere per entrare meglio nelle opere l'articolo di Cristiano Ricci su Ciociaria Oggi di sabato 18, che “ha intercettato” una conversazione tra i due artisti e l'ha pubblicata. Per le foto questa volta le saccheggiamo a Stefano Strani.

 
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