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Storia di Gatta e altre avventure... cap 11

  • Scritto da Loredana Ferri

Indice articoli

Capitolo undecimo

Sognando sotto il rosmarino
(storia di Gatta e altre avventure...)

Racconto e disegni di Loredana Ferri

QUANDO SI AMA DAVVERO

LFerri Gatta 225Settembre stava finendo e le giornate si facevano sempre piu' fresche. Come sempre prima di andare a scuola davo da mangiare a Gatta e a Leon che dormivano insieme nel garage. Una mattina però mi accorsi che Leon non c'era. Ho pensato che sicuramente era nei paraggi e senza preoccuparmi andai a scuola con la mia bici. Purtroppo ritornata a casa, nonna Ada mi disse che Leon non era tornato. Così con Clo' e Gatta ci mettemmo sulle sue tracce.
L'utima volta che lo avevo visto era in giardino mentre tentava di arrampicarsi sull'albicocco. Cominciammo a cercarlo oltre la siepe, dai vicini, sulla strada, e nel boschetto. Gatta preoccupatissima lo chiamava il suo tipico miagolio: «mi..mi.miaooo». Questa ricerca assidua durò fino al pomeriggio inoltrato. Rassegnata, salutai Clo che mi aveva aiutato a cercare Leon. Salii a casa, andai nella mia cameretta e mi misi a piangere ricordando i bei momenti passati insieme con lui e, i suoi fratellini.
Mi ricordai quando la sera io e i mie genitori ci sedevamo sui gradini del portone, e loro si esibivano nei loro giochi fatti di balzi acrobatici, inseguimenti, lotte e agguati; o quando si accoccolavano vicino a noi e ci intenerivano con le loro leccatine. Pensai, che oramai tutto questo, era solo un bel ricordo. Andai a dormire per non pensarci troppo e spensi la luce, ma poco dopo la riaccesi tentando di leggere un libro alternando il letto alla finestra con speranza di rivedere Leon. Ma quello che vedevo era solo il campo di granturco, le sue pannocchie avevano messo in cima un pennacchio di un colore ocra chiaro.
All'improvviso a fianco del campo sopra un muretto di una vecchia cascina abbandonata, mi sembró di vedere due codini che si muovevano e dissi tra me: "Non possono essere due codini, saranno due pannochie che si muovono al vento?" In realtá guardando bene, erano propio delle code diritte; una piu' grande tutta nera e una piu' piccola rossa!
Erano le code di Leon e Gatta che camminavano allegramente in fila indiana. Senza pensarci scesi le scale di corsa, aprii il portoncino, uscii nel vialetto e mi tuffai dentro i lunghi e fitti filari del granoturco. I fusti duri e alcuni piegati mi sbarravano la strada e dopo aver percorso quel labirinto finalmente arrivai al muretto.

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