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Storia di Gatta e altre avventure... cap 12

  • Scritto da Loredana Ferri

Capitolo dodicesimo

Sognando sotto il rosmarino
(storia di Gatta e altre avventure...)

Racconto e disegni di Loredana Ferri

GIORNI DI FESTA

LFerri Gatta 225

L'albicocco perse tutte le sue foglie. Quelle che si adagiarono per terra furono spazzate via una sera da un forte vento. Seguirono poi delle noiose giornate di pioggia e cosí ci trovammo nel mese di dicembre in pieno inverno.
Si sa che in questo mese ci si prepera per le feste di Natale e in casa mia tutti eravamo presi nel confezionare pacchetti regalo. Papà comprò un profumato pino vero per fare l'albero e lo mettemmo nella sala da pranzo, vicino al camino e insieme a nonna e mamma lo addobbammo con fiocchi e palline di vetro dai colori scintillanti.
Qualche giorno prima del Natale nevicó copiosamente e una coltre bianca coprí il vialetto e il giardino. Gatta e Leon scrivevano su quel manto immacolato lasciando le loro orme, per Leon tutto era nuovo e con le zampe cercava inutilmente di prendere la neve rotolandosi felice.
Era tutto perfetto: i regali sotto l'albero, l'atmosfera gioiosa in casa, dalla cucina il profumo di torte e pasta al forno, la neve che da dietro la finestra cadeva lenta. Ne ero cosi'affascinata da rimanere per ore a guardarla. Come per incanto, mentre ero assorta da tante piacevoli sensazioni sentii arrivare in lontananza uno scampanellio che piano si avvicinava verso la mia casa.
Apparve come per magia un uomo con un cane e dietro di lui un gregge di pecore e al suo seguito un asinello con sopra un sacco con dentro degli agnellini. Che spettacolo é mai questo, mi chiesi, forse sto sognando! L'uomo suonó al citofono e papá rispose affacciandosi alla finestra. «Buongiorno» disse «Io mi chiamo Giordano e sono un pastore che abitava nella cascina accanto alla sua casa, puó scendere per favore? Le vorrei chiedere un' informazione».
Incuriosita misi sciarpa e capello e scesi a sentire che cosa aveva da chiedere al mio papá. L'uomo aveva un mantello marrone fino ai piedi e una folta barba. Cominció a raccontare che in primavera dovette lasciare la cascina per andarsene in montagna con il suo gregge e che aveva perso la sua gattina, Nerina. Purtroppo non aveva potuto venirla a cercare perché doveva occuparsi del gregge. Però non passava giorno che non pensasse a lei! Disse: «Sono sceso dai monti in accasione del Natale perché il vostro sindaco ha organizzato un presepio vivente e cosí ho deciso di partecipare con le mie pecore e il mio asino».
Nel frattempo si avvicinó anche Gatta miagolando insistentemente. L'uomo voltandosi si inginocchió e spalancando le braccia esclamó: «Nerina, Nerina... gattina mia... finalmente ti ho ritrovata... » e la prese in braccio avvolgendola sotto il suo ampio mantello.Nerina e il regalo di Natale
Io guardai quella scena e capii che il mistero della provenienza di gatta era stato svelato. «Grazie amici miei per averla accolta nella vostra casa e di esservi presi cura di lei».
All'improvviso un altro miagolio provenne dalla sacca che portava l'asino e un musino uguale a gatta spuntó. Giordano disse: «Vi presento Bettina, la mamma di Nerina!» Incredibile: era la nonna di Leon, la sua famiglia si era riunita in un attimo dopo tutti quei mesi.

A quel punto Bettina uscí dalla sacca e si avvicinó a Nerina e i loro nasi si toccarono. Papá invito' il signor Giordano ad entrare in casa . Ci mettemmo tutti accanto al camino e raccontammo al pastore dal ritrovamento di Gatta fino alla nascita dei gattini.
Leon sentendosi nominare a quel punto balzò sulle gambe del signor Giordano che si commosse. «So cosa state pensando, che ripartiró con Nerina, ma non é cosi. Adesso che ho visto come l'avete accolta nella vostra casa, ho deciso di lasciarla con voi». «Vuole scherzare!» Buttandogli le braccia al collo gli dissi «E' il regalo di Natale più bello che potessi ricevere ! ».
«Sono contento, questa sera peró dovete venire nella piazza del paese per vedere il presepe vivente dove ci saró io e il mio gregge».
Quella sera ci preparammo ad assistere alla manifestazione e anche se faceva molto freddo il fuoco delle fiaccole, scaldò il mio viso e il mio cuore che gioiva per aver fatto felice Gatta anzi no... Nerina !
Che natale, che anno meraviglioso fu per me e la mia famiglia.

"Questa storia in parte é vera. Gli animali cui teniamo ci rendono la vita più allegra facendola apparire meno noiosa e scontata. In cambio loro cercano un pó di affetto e un posto sicuro dove poter virere"

 

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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