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Mottina: un’avventura d’autunno

  • Scritto da Loredana Ferri

marmotta-nella-tana 350-260di Loredana Ferri - Come l'anno scorso sul mio giardino, l'autunno sta scivolando senza che io me ne accorga sopra l'erba verde scaldata dal sole dell'estate. Muterà lentamente tingendosi di rosso, arancione e giallo.

Sch...non sentite anche voi, il suono del corno di montone dello shofar! Sta annunciando il Rosh Hashara*, è il capodanno ebraico che celebra la creazione del mondo. L'inizio di tutto. Mangeranno mele intinte nel miele, melograni, zucche, fichi, e altri cibi simbolici. Questa ricorrenza cade in autunno, la stagione del cambiamento e del movimento. Il ciclo della natura riparte da qui la sua danza perpetua. Lo sanno bene alcuni uccelli, che migrano alla ricerca di cibo rischiando la loro sorte. Per altri animali che vivono nelle alte vallate, non è così...

L'aria dell'autunno inizia a essere molto fresca nel Parco Nazionale del Gran Paradiso. Nella valle dell'Orco, le marmotte si preparano per il lungo inverno. Durante la bella stagione hanno mangiato molta erba e radici e bevuto nel lago di Dres. Ogni famiglia di marmotte scava una lunga galleria sotterranea. Infilandosi dentro si rannicchieranno su se stessi, dopo di che sprofonderanno in un sonno profondo. Rimarranno solo stambecchi e camosci, e le aquile in volo faranno i guardiani sull'intera vallata.
Solo una di loro, sembra non aver intenzione di andare in letargo. Sembra che nessuno della sua famiglia si sia accorto della sua assenza.
Mottina è sul prato con il naso all'insù e fiuta l'odore acre dei licheni. Sta ripensando a quello che il nonno gli raccontò questa estate, mentre mangiavano l'erba. Gli disse che quando era giovane provò a sfidare il letargo. Seppe, da altre marmotte sue lontane parenti che nel periodo dell'autunno nel paese sotto la vallata mangiavano in abbondanza, mele, miele, uva e altri frutti e ortaggi e bevevano vino. Stufo di mangiare sempre erba e radici una notte prima del letargo provò a scappare.Arcimboldo Quando stava per avvicinarsi al confine del bosco di conifere, il sonno prese il sopravvento. Sarebbe morto di freddo se il padre non lo avesse visto da lontano! Lo raggiunse e lo trascinò dentro la tana.
Anche Mottina vuole intraprendere questa sfida, e poi, si sente pronta per la sua indipendenza, vuole essere libera di mangiare quello che vuole e fare nuove amicizie. Questa notte, non andrà dentro la tana con gli altri. Attraverserà la vallata, penetrerà nel bosco e raggiungerà il paese sfidando il sonno...
Arrivata davanti al bosco Mottina, si volta a guardare un'ultima volta la vallata, senza ripensarci troppo s'inoltra dentro la buia e fitta boscaglia. Vaga a lungo senza una meta e arriva nel bosco di castagni, sperando d'intravedere il paese degli uomini, quando un vecchio gufo appollaiato su un ramo gli disse:
«Dove stai andando così di fretta, piccola marmotta?». Mottina alzò il capo e vide degli occhi tondi e gialli, luminosissimi. Continuò il gufo curioso:
«Non dovresti essere in letargo, ti sei forse persa?»

«Certo che no!» replica stizzita Mottina. Poi decide di soddisfare la sua curiosità. Infondo, è partita per quest'avventura per farsi dei nuovi amici.
«Vado nel mondo degli uomini, voglio gustare i frutti dell'autunno».

Il gufo aprendo e richiudendo le sue grandi ali gli rispose: «Io non varcherei i confini, è bene non avvicinarsi troppo a loro. Dall'inizio dei tempi litigano tra di loro per futili motivi.»
«Uffa, proprio adesso che ho questo desiderio di libertà e d'indipendenza!» replicò dispiaciuta.
«Non rattristarti piccola, io posso aiutarti ad assaggiare quei frutti. Conosco personalmente il vecchio Autunno in questo periodo viene a raccogliere le castagne, potrei presentartelo!»

Mottina gli chiese di fare in fretta perché non sapeva fino a che punto poteva resistere al sonno. Il gufo volò, ritornando il giorno dopo con Autunno. A Mottina cominciarono a chiudersi gli occhi.
«Ecco piccola ti presento Autunno, non arrenderti proprio ora. Forza, mangia questa bacca ti terrà sveglia.»
Mangiando la bacca riprese subito le forze. Riaprendo gli occhi si trovò davanti ad una sagoma che non seppe ben definire.
«Accidenti Autunno sei un po' strano, però mi sembri simpatico. Dove sono le mele, le pere e tutte quelle prelibatezze?»

«Come dove sono? Io sono quelle prelibatezze! Il mio naso è una pera succosa, le mie guance delle mele croccanti e dolci.»

Mottina soddisfatta continua: «Allora posso mangiare il tuo naso signore Autunno?»

Alla strana richiesta il vecchio Autunno risponde innervosito.
«Tu sei tutta matta! Il mio creatore, il famoso pittore Giuseppe Arcimboldi, diventerebbe furioso se sapesse che mi vuoi mangiare e smontare come un castello di carte.»
Poi si voltò e se ne andò borbottando. Al gufo, vedendo la povera Mottina triste gli venne un'altra idea.
«Non badare a lui, è uno zuccone. Purtroppo vivendo con gli uomini si diventa un po' egoisti. Ho un altro amico, un certo Bacco. Lui si che potrebbe accontentarti! Dicono che sia sempre generoso con tutti.»
Nel frattempo il gufo gli fece mangiare un'altra bacca, in quel modo sarebbe rimasta di sicuro sveglia. Riaprì le sue ali e volò per tornare al più presto con Bacco.
Bacco di Caravaggio«Mottina, ti presento Bacco.»
Disse gufo.
« Ciao Mottina; il nostro comune amico mi ha raccontato tutto di te, personalmente mi sono sempre piaciute le avventuriere. Ti donerò il mio cesto di frutta molto volentieri.»
«Ma... tu sei un umano? Gufo mi ha raccontato che gli uomini sono dei litigiosi egoisti.»

«Per fortuna non tutti sono così, piccola marmotta.»
Rispose il gufo, pensando di aver esagerato un tantino a descrivere gli uomini.
«A guardarti meglio mi sembri un tipo allegro. Grazie per il cesto e grazie anche a te caro gufo. Ho pensato, mentre mi trovavo da sola mangiando le bacche che non sono più sicura di voler vivere tra gli uomini e mangiare frutta. Mi è venuta un po' di nostalgia del letargo. Dopotutto un buon sonno è un modo per riflettere sulle proprie azioni. Porterò questi frutti a mio nonno e spero che tutti nella valle perdoneranno la mia fuga, anche se... ne è valsa la pena perché ho conosciuto voi.»

Gufo e Bacco commossi e sicuri che sarà perdonata, decidono di accompagnare Mottina fino alla sua tana. Avendo mangiato troppe bacche il sonno tardò ad arrivare così Bacco gli offrì una coppa di vino. Lei bevve il buon succo in un solo sorso. Ubriaca rotolò dentro la tana insieme alla frutta. Sprofondò in un lungo sonno fino in primavera. Ci sono regole cui non si può sfuggire: quelle della natura e delle buone tradizioni.

*anno ebraico corrente 5775

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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