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Un lungo viaggio verso la felicità

  • Scritto da Loredana Ferri

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treno-vapore campagna 350-260di Loredana Ferri - Marc Chagall e Vanni: un lungo viaggio verso la felicità. 

Di questi tempi è più facile parlare dell'infelicità che della felicità, dell'odio che dell'amore.
Nonostante tutto siamo sempre alla ricerca di un luogo dove vivere in pace. Se si riesce a trovarlo, di conseguenza incontreremo sulla nostra strada, felicità e amore.
Solo chi ha vissuto l'intera vita nel disagio sa apprezzare questi sentimenti, meritandoseli.

Marc Chagall era un pittore russo di origine ebrea. Scappò durante la sua vita prima dall'Impero russo, poi dalle persecuzioni naziste verso gli ebrei. Si nascose in Francia, Germania, Spagna, Portogallo e America. Dopo la fine della guerra fece ritorno in Francia. Nel suo girovagare cercò di trovare in ognuno di questi posti un'isola felice per vivere e lavorare accanto alla sua famiglia in tranquillità. Le sue opere sono poesie dipinte, con l'animo di un bambino. Il suo mondo gira intorno a lui come una giostra volante surreale dai colori vivaci, sdrammatizzandoSant Paul de Vance così i momenti bui della sua vita. Gli ultimi anni li trascorse nel sud della Francia, a Saint Paul de Vence. Lì trovò la sua ultima "isola felice" fino al 1985, dove morì a novantasette anni.

Ci sono paesi che mi fanno ricordare altri paesi. Mi accadde a Saint Paul de Vence, una sera verso il tramonto. Quell'atmosfera mi fece ricordare Santorini, quando si attende in silenzio sulle terrazze e nei caffè, il calare del sole. Il borgo antico di Vance, con la torre, la chiesa, le viuzze strette e le case di pietra che in quell'istante erano illuminate da quella luce calda, mi fece ricordare un altro paese, quello di Vanni in Italia. Anche lì come a Vance si sentiva Parigi dentro la finestra 1913 M. Chagalll'odore lontano del mare. I tre borghi nel mio immaginario magicamente si erano fusi, in un abbraccio fraterno.

Dopo l'8 settembre 1943 l'esercito tedesco passò da alleato a invasore. Città e paesi europei e italiani col finire del conflitto erano state messe in ginocchio. Ovunque in Italia c'era, distruzione, povertà e disoccupazione. Le locomotive, le linee e rotaie delle ferrovie erano state danneggiate e rese inagibili. Per quello che era stato possibile prima del Piano Marshall nel 1947, le ferrovie italiane furono lentamente ripristinate.

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