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Leon e la febbre misteriosa

  • Scritto da Loredana Ferri

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leon 350-260di Loredana Ferri - Il 10 marzo del 1872 in un appartamento di Pisa si sentivano i passi composti di alcuni simpatizzanti di Giuseppe Mazzini, politico e filosofo repubblicano. Insieme ai loro bisbigli c'era ad accompagnarli il ritmo costante di un pendolo appeso alla parete del soggiorno.
Entrando nella stanza da letto dove giaceva il corpo morto del politico, si sentiva aleggiare la frase del suo ultimo desiderio: quello di essere avvolto dal suo scialle a quadretti.
Tra quei sostenitori, accorso al suo capezzale, c'era un giovane pittore, il macchiaiolo Silvestro Lega. In un angolo di quella camera, dispiaciuto e affranto per la perdita, schizzava su dei fogli il corpo disteso su di un fianco facendolo sembrare un morto qualunque avvolto insieme alle sue debolezze. Nel corso della sua esistenza fu esiliato, imprigionato e in incognito tra una città e l'altra. Forse non gli importò morire in una casa che non era le sua o aver vissuto esule, ma di non essere stato compreso; lui che per tutta la vita inseguì i suoi ideali di libertà, uguaglianza e fraternità. Mancavano pochi giorni e sarebbe arrivata la primavera e chissà, sarebbe riuscito a raggiungere in Liguria la sorella. Una volta li avrebbe rivisto il suo mare: quello di Genova.Mazzini morente

Mentre a Genova piove e così in tutta l'Italia, facendo straripare fiumi, torrenti e laghi e di conseguenza il nostro territorio, frana sotto i nostri occhi, trascinando con sé tutto quello che incontra. Io egoisticamente... penso solo al mio gatto rosso Leon. Lui sì che è preciso, puntuale e non mi delude mai, in mancanza di un leader umano è il mio eroe. Tutte le sere, in qualunque stagione aspetta il mio ritorno davanti al cancelletto di casa. La sera scendendo le scale che portano al garage dove c'è la sua cuccia si mette sempre sul terzo gradino aspettando da me, il grattino sulla testa della buona notte. Leon purtroppo è convalescente da una febbre misteriosa. Nella clinica veterinaria i medici che l'hanno preso in cura lo chiamavano "Il gatto del mistero": le sue analisi erano tutte negative nonostante la febbre fosse molto alta. Ora si trova acciambellato sopra il divano di casa avvolto come Mazzini nella sua inseparabile copertina rosa. Non mangia, non beve ed io sono in ansia per lui. Pensando al peggio, non accetto che forse potrebbe anche morire. Accarezzando il suo fulvo pelo mi domando cosa gli sia successo e vorrei perlomeno che mi raccontasse tutto, magari attraverso un sogno. E così, stanca di pensare, anch'io avvolta nella mia coperta mi addormento e sogno...

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