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Street Art. E un giorno il futuro arrivò!

  • Scritto da Loredana Ferri

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Quando un guaito interruppe la sua discesa. Risalì in tutta fretta e scorse sotto quel muro, un piccolo uomo con un lungo bastone stretto in mano e vestito con delle povere vesti. Al suo fianco, un piccolo cane. L'uomo quando vide la testa del gigantesco bambino non si spaventò, anzi gli domandò in una lingua diversa dalla sua se avesse visto passare di lì il suo gregge. Il bambino comprese le sue parole perché lui, era... il bambino del futuro.
Dispiaciuto, gli rispose che lui era da poco affacciato nel passato, ma che sarebbe stato curioso sapere qualcosa a riguardo di esso e delle sue pecore. L'uomo iniziò il suo racconto. Gli disse che lui era un pastore e che un tempo s'inerpicava su quella collina. Camminava tutti i giorni con il suo gregge, lungo un sentiero stretto e polveroso. Passo dopo passo incontrava solo lucertole e se era fortunato anche ramarri, dalle squame, verde azzurre che sbucavano strisciando rapide tra le pietre e i ciottoli. Quel viottolo portava fino alla sua cima. Lì c'è un pianoro, dove i contadini di quel tempo coltivavano il grano. Nascosta dove adesso si vedono rovi e sterpaglie, sorgeva una torre di avvistamento medioevale. Purtroppo fu saccheggiata dal borgo vicino per estendere i suoi territori e anche lui partecipò a quell'azione vile. Con altri uomini, si gioco' a dadi la torre. Vinse. La occupò, e il giorno stesso la trasformò in una stalla. Dentro ci sistemò delle pecore e del fieno per il lungo inverno. Disse ancora: «In una fredda notte di novembre, per scaldarmi un po', bevvi un sorso di vino. Senza accorgermene finii per scolarmi l'intera bottiglia. Ubriaco, inciampai facendo cadere il lume per terra. Le fiamme del fuoco incendiarono la mia stanza... scappai fuori riuscendo solo a salvare il mio fedele cane. Paralizzato dalla paura, restai a guardare inerme crollare rovinosamente il tetto della torre. Alcune pecore riuscirono a fuggire altre rimasero travolte dalle pesanti travi. Dentro quella torre mi sentivo un re, ma il giorno dopo l'incendio, la mia vita cambio'. Cominciai a sentirmi in colpa. Pensai che quell'incendio, non fosse divampato per caso, ma per via delle cattive azioni che avevo compiuto per ottenere a tutti i costi quella torre. Da allora, vago alla ricerca delle mie pecore. Se riuscissi a ritrovarle, sarebbe come chiedere scusa, per essere stato, uno stolto egoista.»

Il bambino ascoltò meravigliato il racconto del pastore rimanendo senza parole. Con il suo sesto senso sentiva il dolore che provava, e gli disse che nel mondo del futuro nessuno avrebbe mai compiuto le sue azioni, e che tutto era molto, molto diverso.
Mentre rifletteva cercando le parole giuste per consolare il povero pastore, spuntò un gruppo di piccoli uomini e donne di epoche diverse che si andarono ad accalcare sotto quel muro. C'era un soldato, un dittatore, un avvocato, una moglie, un sacerdote, e altri e altri ancora.

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