Menu
A+ A A-

Caccia al tesoro - capitolo 1

  • Scritto da Loredana Ferri

mammaconbambinoaCeccanobombardatadi Loredana Ferri (questo racconto può essere anche ascoltato dalla voce dell'autrice. Il player alla fine del testo)* - Quando si va alla ricerca disperata di qualche cosa, succede di trovare quello che non si cercava...

Come in una specie di caccia al tesoro ho trovato, dentro un cassetto di un comò di mia madre, alcune fotografie di famiglia in bianco e nero.
Erano conservate dentro una busta aperta sopra a delle lenzuola logorate e in ingiallite dal tempo. Una di queste foto ha gli angoli un po’ piegati. Al centro una brutta piega, come se qualcuno l’avesse voluta dividere in due, ma poi, ci ha ripensato. A guardarla bene sembra un fiume tortuoso con i suoi affluenti. Sul retro, il segno di un cerchio di un bicchiere appoggiato incautamente e una scritta di nostro padre che recita: “Mia moglie con nostra figlia Nana' dopo la guerra”.
E così che ti chiamavamo in famiglia... Nana'.
In questa foto sei tra le braccia di nostra madre. Lei indossava un vestito nero troppo largo, sotto un fisico magro. Sul suo viso i segni dei patimenti subiti durante la guerra. Ci sono anch’io in questa foto. Mi ero andato a nascondere dietro di lei. Non ero timido, era che... non amavo farmi fotografare. In quei giorni gli americani filmavano le vie del paese per documentare il dopo guerra. Ho una chiara visione, oltre alla confusione e lo smarrimento tra la popolazione, della figura di nostro padre, che durante la permanenza degli americani passava ore affascinato dal lavoro di un cineasta; un certo tenente John, per carpire e imparare la tecnica della fotografia.
Quando gli alleati lasciarono il nostro paese, in quello stesso giorno, vidi tra le mani di mio padre una macchina fotografica. In famiglia pensammo a un regalo del tenente in ricordo di quei giorni passati insieme. Iniziò così a mettere in pratica quello che aveva imparato da lui. Usciva alle prime ore dell’alba, trasformandosi in un turista in visita tra le contrade del paese. Appoggiava l’occhio nel mirino e tutto gli sembrava nuovo ma allo stesso tempo desolante. Stentava a riconoscere le case di alcuni rioni distrutte e ridotte in polvere. Conosceva fin dall'infanzia le persone che abitavano in quelle case, i loro volti, le loro vite, le voci e i nomi e soprannomi ancora vivi nei suoi ricordi. Girovagando tra quelle vie che non esistevano più, gli sembrava di essere in un deserto, le dune erano le macerie e come in un girone dantesco gli sembrava di perdere l’orientamento“The green hat” del 1887 di Cuno Amiet  che ritrae la moglie Anna. e di non riuscire più a ritornare a casa sua.
Tutto questo gli provocava dolore e sconforto, e così iniziò ha fotografare noi due e nostra madre.
In quel periodo in tutti gli scatti apparivo sempre imbronciato e innervosito. Tu invece, eri sempre pronta a metterti in mostra davanti alla macchina fotografica, inoltre fin da piccola avevi una spontanea maestria nel vestirti e nel saper accostare i colori.
Per esempio in quest’altra foto di qualche anno più tardi, ti eri posata sul capo un curioso cappello di paglia nero. Anche se ti stava grande e ti girava sulla testa ogni volta che ti muovevi, lo sapevi portare con disinvoltura. Intorno gli avevi avvolto un grande nastro di velluto verde, che lo rendeva unico e originale. Ho sempre percepito che tu e papà in quei momenti eravate complici e questo mi creava una certa gelosia nei tuoi riguardi e intolleranza verso papà. Non capivo come tu potevi sopportarlo. Ogni argomento, anche il più banale, sembrava sempre essere d’accordo con te. Tra di voi mai un litigio o un diverbio. Ero arrivato a pensare che lo facessi soltanto per compiacerlo, e apparire migliore di me. Io, invece, lo contestavo sempre infastidendoci in continuazione. Nei suoi primi scatti, si comportava con te come un pittore con la sua modella. Ti ordinava nervoso e impaziente: «Spostati più in là, ora metti la ciocca dei capelli dietro l’orecchio, sorridi... di più... di meno... ecco... così, ferma...e adesso guarda lontano!».
Per fortuna quel periodo finì. In pochi mesi aveva acquisito una certa acutezza psicologica lasciando ai soggetti che si trovavano di fronte a lui, la libera interpretazione di se stessi.

 

Clicca sul quadratino verde con il triangolo bianco per ascoltare il racconto

 

Continua...

Cuno Amiet era un importante artista svizzero espressionista. In questo quadro dal titolo “The green hat” del 1887 ritrae la moglie Anna.

Il fotogramma della donna con il suo bambino tra le braccia e del tenente cineasta J. Horn, ripresa tra la popolazione che aveva vissuto i terribili giorni della “battaglia di Ceccano”. 

 

Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici