Menu
A+ A A-

Caccia al tesoro - capitolo 5

  • Scritto da Loredana Ferri

picasso 350 260di Loredana Ferri - Diversi amori (questo racconto può essere anche ascoltato dalla voce dell'autrice. Il player alla fine del testo)*

 Ero ancora sbalordito e incredulo da quelle immagini e quindi non riuscii a chiamare subito Nanà per comunicarle il ritrovamento delle foto. Andai a sedermi su gli stessi gradini fuori dall’uscio di casa dove prima di cena noi tre: io, Nana’ e mamma aspettavamo papà che ritornava dallo studio fotografico. Il suo passo, pesante e sicuro lo sentivamo prima ancora che girasse l’angolo del vicolo. Scendevamo le scale, correndogli incontro, lui al volo prendeva mia sorella stringendola a se. Per me c’era il solito schiaffetto che terminava con una carezza. Quanto avrei voluto, volagli in braccio come Nanà! Mi accontentai sempre del suo poco amore fino a quando, partii per il militare. Quel lunedì mattina, volle a tutti i costi scattarmi una foto. Dietro l’obbiettivo sentivo il suo occhio che si posava, critico su di me. Fu un’attesa, lenta, ragionata prima del fatidico... clic. Nel frattempo mi raccomandava di seguire gli ordini del tenente, di scrivere a nostra madre tutte le settimane, e quando c’era la libera uscita, dovevo andare a “caccia di ragazze”. Seguì ancora un lungo silenzio... Forse aspettava un mio sguardo non ancora catturato dentro il suo obbiettivo, voleva che interpretassi fino in fondo me stesso. Poi finalmente quell’attesa finì e, scattò una, due, tre foto: come una mitraglia che mi colpiva. Aveva visto quello che desiderava vedere? Quell’ultima raccomandazione di andare a: “Caccia di ragazze” l’aveva pronunciata con tono ironico, sadico, indagatore. Assalito dall’ansia, pensai che, avesse capito in quel momento la mia inclinazione sessuale. Sentendomi in imbarazzo arrossii ma, allo stesso tempo avrei voluto gridargli a gran voce: «Sì, hai capito bene, sono un’omosessuale!» Dora Maar, una delle tante amanti di Pablo Picasso. Tela del 1937 Sperai in quella sensazione che mi avrebbe liberato finalmente da un grande peso che da sempre mi portavo dentro. Dopo il militare, andai a lavorare lontano. Non capii mai se fosse stato lui ad allontanarmi da casa e dal paese, o se ero stato io a fuggire da lui... da tutti.
Nel corso degli anni quei rancori verso mio padre si erano assopiti nel mio animo. Quando seppi della sua malattia, gli perdonai molte sue disattenzioni nei miei riguardi e di nostra madre la quale la tradì più di una volta. Ricordo che era arrivata da poco la primavera quando in paese si mormorava che la tradiva. Di questo però non ne fui mai sicuro. Pare fosse una commessa del negozio di scarpe, di fronte al suo studio. In quel periodo mamma riceveva in regalo da lui solo scarpe e borsette alla moda. Non ero mai riuscito a vederla bene da vicino tranne, fuori dalla sua vetrina mentre vendeva con movenze eleganti la merce. La carnagione chiara delle sue mani sembrava quasi di porcellana e a spiccare su di esse un velo di smalto rosso su le unghie lunghe e curate. Le dita aprivano le scatole di cartone che andavano ad alzare con delicatezza la carta velina sovrastante. Sembrava che accarezzasse le ali di una farfalla; poi estraeva le scarpe sotto il naso delle clienti come fosse un mazzo di fiori profumato. Non avevo dubbi, conoscendo i gusti di mio padre quella creatura celestiale era il suo tipo ideale di donna! La loro storia durò fino in autunno, quando sempre quelle voci indiscrete e maligne cambiarono direzione spostandosi nella via principale del borgo. Lei era una vedova di origine francese di nome Henriette con la passione della fotografia, la poesia e la pittura e aprì lì il suo nuovo negozio di fiori. Anche questa donna poteva essere il suo tipo! E così anche i regali di conseguenza cambiarono. Tutte le domeniche papà si presentava a casa con una rosa rossa. Allegato un biglietto e una breve poesia. Ci rinunciai da subito! Per me andare a sbirciare dalla vetrina la nuova amante di mio padre era diventato complicato. Quel negozio era troppo lontano da casa e poi, avrei dovuto chiedere a mio padre a Natale in regalo una bicicletta. No... era meglio non rischiare! Di sicuro si sarebbe insospettito. In realtà mi resi conto che spiarla avrebbe creato in me rabbia e impotenza nei riguardi di mia madre e poi conoscendola forse aveva capito tutto; sapevo che era una donna intelligente e sicuramente lasciò che quelle chiacchiere rimanessero tali. Adesso, che avevo tra le mani quelle foto di quei due uomini mi avevano fatto ricadere in quei sospetti, che avevo nutrito sempre su di lui. Era sempre così misterioso, nascondendosi dietro la sua macchina fotografica. Non ricordo di essersi fatto mai un autoscatto o selfi come si chiama oggi. E se mai lo avesse fatto, non la mostrò mai a nessuno. 

In voce. Clicca sul quadratino verde

Continua...

Dora Maar, fu una delle tante amanti di Pablo Picasso. In questa tela del 1937 è vestita elegantemente e curata nell’aspetto. Conosciuta nell’estate del1936 fu per il pittore la sua musa fino al 1944.
In questa foto del 1937 invece è Dora a immortalare Picasso mentre dipinge “ Guernica”. Fu lei a documentare in varie sequenze l’evoluzione della tela.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici