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Paura della libertà di vivere con gioia

  • Scritto da Loredana Ferri

 Ballo al Mulino de la Galettedi Loredana Ferri - Anche se è sabato mattina, mi sono alzata presto, perché oggi è un sabato diverso. Vado in cucina. Mi preparo un caffè e lo sorseggio davanti alla finestra. La nebbia si sta dissolvendo. Nascondeva il sole di quest’autunno caldo e anomalo. In lontananza vedo le Alpi. Chiudo un occhio e allungo la mano e faccio finta di varcarle. Oltre c’è la Francia, e la bella Parigi. Ieri sera dei folli, l’hanno colpita a morte, seminando terrore e paura tra alcuni dei suoi cittadini in un momento di vulnerabilità’. Accidenti com’è vicina! Sembra che la posso stringere nella mia mano...

La prima volta che ho provato “paura” fu intorno ai dieci anni. Un giorno, ho attraversato la strada principale che portava in città. Non stavo scappando da casa, semplicemente volevo vedere cosa c’era, oltre il mio quartiere. Era un caldo pomeriggio d’autunno. Il cielo di un intenso colore azzurro era libero dalle nubi. Sembrava un lenzuolo teso sopra di me. Camminavo lungo il marciapiede costeggiato da alti pioppi spogli dalle foglie. Erano migliaia, illuminate dal sole e mi volteggiavano intorno al passare veloce del traffico. Poi, ricadevano al suolo finendo scricchiolando e frantumandosi sotto i miei piedi. Di solito, quel tratto di strada la percorrevo in auto con i miei genitori. Questa volta ero sola, insieme alle foglie che mi facevano allontanare sempre di più. Nel mio percorso, incontravo persone che avrebbero potuto crearmi timore e disagio. Al contrario, ne ero incuriosita. Così diversi dai volti abituata a vedere. Senza accorgermi arrivai alla stazione. Non tornai indietro, anzi continuai fino al cuore della città. Particolare del Ballo al Mlulie de la GaletteMi fermai per guardare il fiume sopra il ponte e gli operai che uscivano dalla fabbrica. Intanto i lampioni delle strade cominciarono ad accendersi.
Solo allora mi accorsi di essermi allontanata troppo, andando oltre i miei confini. Era giunto il momento di tornare a casa. Allungai i miei passi. Passai il ponte, la stazione. Poi davanti a me si ripresentò la lunga strada di pioppi. Il sole non illuminava più quelle foglie scricchiolanti diventate oramai, umide e silenziose. Ogni piccolo fruscio che sentivo dietro di me, mi faceva voltare. Quei passi veloci si fecero piccoli saltelli poi, iniziai a correre. Per farmi coraggio incominciai a fischiettare e intonai delle canzoni ad alta voce. Mi accorsi, che quella giornata di libertà si trasformò in paura. Era la paura del buio, di quello che secondo me c’era, ma non la vedevo. E per questo mi terrorizzava ancora di più. Era la paura di una ragazzina. La paura però... non ha età. La potevo anche sentire, fredda e paralizzante. Per non lasciarmi soggiogare da lei, cominciai a riflettere, cosa avrei raccontato ai miei genitori una volta varcato l’uscio di casa. In quel momento, i fari abbaglianti di un’auto, mi fecero vedere il mio quartiere. Con il fiatone e il cuore in gola, suonai il citofono. Presi l’ascensore, la porta di casa socchiusa, faceva uscire l’odore della cena. Ero finalmente salva e al sicuro!
Ora che sono adulta, non ho più paura del buio.

In questa tela di Pierre-Auguste Renoir del 1876 dal titolo “Ballo al Mulin de la Galette” conservato al Museo d’Orsay il pittore ritrae un momento spensierato dei parigini di una domenica pomeriggio. In quel locale ci s’incontrava per socializzare, ballare, bere, ridere. A osservarlo bene sembra sentire ancora il chiacchiericcio, la musica e il volteggiare delle gonne delle signore.
Sembra che oggi bisogna ancora ricorrere alle armi, per ottenere la libertà di vivere con gioia.

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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