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La grande festa d’inverno

  • Scritto da Loredana Ferri

Joseph Mallord William Turner 350 260di Loredana Ferri - Tutti gli anni in un villaggio non lontano dal vostro si festeggiava la grande festa d’inverno.
Il suo re, decise di fare dei bei regali ai suoi sudditi.
Così, mandò per il mondo uno dei tanti figli alla ricerca di questi doni. Il suo scudiere all’alba, preparò il cavallo migliore e il figlio partì.
Purtroppo questo figlio era pigro e svogliato e si fermò subito quando si trovò dinanzi il primo mercante. Scese da cavallo chiedendo, quali fossero le merci più belle da lui vendute.
Il mercante abituato a carpire i sentimenti di ogni essere umano gli disse: «Dentro questa scatola conservo il sole che fa maturare i frutti più belli e chi lo possiederà, tutti i giorni sulla sua testa splenderà. E questo dono non lo pagherà!»
«sii... bellissimo la prendo!» Disse il giovane.
«Vedo, che si fida di me signore.» Disse il mercante. «A questo punto vi posso consigliare un altro dono. Dentro questa scatola ci sono i più bei mestieri che ogni uomo desidera fare e tanti, tanti soldi, faranno guadagnare. E questo dono non lo pagherà!»
«Sii... bellissimo lo prendo!» Disse il giovane.

Bene ora vi mostro la merce

«Bene, ora vi mostro la merce che nessun altro mercante vende sulla faccia di questa terra! Dentro questa scatola c’è questo dono non ha forma, peso e odore, posso solo dirti che si chiama “pace”. Chi la aprirà una luce abbagliante lo colpirà. E quando entrerà nei cuori per sempre, resterà. E anche questo dono non lo pagherà.»
«Sii... bellissimo la prendo!» Disse il giovane.
«Grazie signore, è stato un piacere fare affari con voi.» Disse il mercante.
Il figlio del re montò velocemente sul cavallo precipitandosi con i tre doni al villaggio.
Finalmente, il giorno della grande festa d’inverno arrivò. Il Re fece riunire i suoi sudditi nella grande piazza mentre il figlio del Re salì sul palco e disse:
«Sire, mi avete mandato alla ricerca di doni speciali: Eccoli!».

Sbalordimento e paura

Al Re fu dato il privilegio di scartare i tre doni. Tutti erano in attesa della sorpresa, ma non succedeva niente; quando... all’improvviso, dove avrebbe dovuto spuntare il sole, uscì un lampo altissimo, accecante. Sembrò che la forza della natura si fosse risvegliata e tutti dovettero sottostare a essa. Da quella scatola uscirono bufere di neve, grandine, venti gelidi e infine un fiume in piena allagò l’intera piazza. Nello stesso momento dalla seconda scatola la luce accecante della pace che stava per uscire, fu calpestata, come uno straccio da tutte le battaglie e guerre del mondo e nessuna tregua bastò a fermarle.
La folla sotto il palco era sbalordita da quello scenario apocalittico e fuggì impazzita.
« Aspettate, fermatevi!» disse il re, sperando nel terzo dono rimasto. Purtroppo, anche da quella scatola dove erano custoditi i mestieri più belli, non uscì niente, vuota, nulla di nulla. A quel punto al giovane figlio del Re non gli restò altro che montare a cavallo e scappare via dalla vergogna. Tutti erano amareggiati, compreso il Re, deluso da quel figlio. La festa oramai era stata rovinata e mentre tutti stavano tornando ognuno nelle loro case, un uomo gridò:
«Perdonalo, è solo uno stolto, un giorno forse capirà i suoi errori. Noi non abbiamo bisogno che il sole faccia maturare tutti i giorni i frutti dagli alberi. Perché prima, o poi la primavera arriverà. Nuovi lavori ci inventeremo e faremo ritornare tutte le battaglie e le guerre dentro la scatola e la pace finalmente calpestata, si rialzerà.»

In questo quadro di William Turner del 1812 dal titolo
“Bufera di neve”, raffigura il comandante cartaginese Annibale mentre valica le Alpi per entrare in Italia con il suo esercito. Improvvisamente furono colpiti da una tempesta di neve, rimanendo bloccati per giorni. Le catastrofi erano viste come pura forza della natura e l’uomo non poteva far nulla per contrastarla.
Oggi, invece, siamo consapevoli che le catastrofi ambientali sono solo colpa dell’incuranza e della stoltezza umana.

cliccare sulla foto per guardare il quadro in tutta la sua interezza

 

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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