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Storia di Gatta e altre avventure... cap 2

  • Scritto da Loredana Ferri

Indice articoli

LFerri Gatta 225Una favola di Loredana Ferri - Nel 2007 un incontro casuale con una gatta mi ha ispirato a scrivere questo breve racconto, ritornando un po' bambina. Buona lettura.

Capitolo secondo

 

Sognando sotto il rosmarino
(storia di Gatta e altre avventure...)

Racconto e disegni di Loredana Ferri


In famiglia con la gattinaIn famiglia con la gattina
L'ARRIVO DI GATTA

Finalmente quella pioggia insistente finì. Una sera papà mentre andava a buttare la carta nell'apposito cassonetto, vide spuntare nell'angolo del muro del vialetto il muso di un gatto; si fermò restando immobile fissandolo per alcuni secondi. Dalle descrizioni molto accurate che gli avevo fatto, riconobbe subito il "mio gatto". Corse a casa a chiamarci: "Scendete c'è il gatto di Lisa!"
Nel frattempo il gatto, lo aveva seguito saltando le sbarre del cancello, entrando nel giardino di casa. Appena lo vidi lo riconobbi, era lui, il mio micio! Non potevo credere hai miei occhi. Intorno a noi si fece silenzio, sono sicura che in quel momento che tra di noi si sigillò un patto di amicizia. E le sorprese non finirono lì; non solo scoprimmo che non era un gatto ma una splendida micia ma anche, che aspettava i gattini!
«Forse avrà un padrone» disse la mamma «e magari la sta cercando disperato».
Nei giorni che seguirono tutte le mattine la gattina era sempre sotto la mia finestra ad aspettare un pó di cibo.
Papà notò che mi stavo affezionando troppo a quella gattina che forse, aveva già qualcuno che le voleva bene e cominciò a chiedere ai vicini se conoscessero il padrone. Per sicurezza attaccammo anche delle sue foto nelle vetrine dei negozi vicino a casa. Passarono alcuni giorni ma, nessuno si era fatto avanti, sembrava proprio che nessuno la cercasse!

Alla ricerca di eventuali padroni della gattina

 

Ogni momento che passava la mia gioia aumentava perché "Gatta", così avevo deciso di chiamarla, sarebbe stata solo mia!



UNA GATTINA IN BICICLETTA

GattaCon l'arrivo in casa di gatta le giornate erano piu' divertenti ed emozionanti. Per me tutto era un'esperienza nuova, bastava un suo miagolio e uno sguardo particolare, per farsi capire da me.
La mattina non appena scendevo in cortile la chiamavo «gatta, micia,="" vieni...=""» lei compariva subito come per magia saltando le sbarre del cancelletto, mi veniva vicino, strofinava il muso tra le mie gambe, iniziava a fare le fusa e capivo che voleva le coccole.
Sembrava mi dicesse «Buongiorno Lisa, non vedevo l'ora di trascorrere un po' di tempo con te».

Eravamo inseparabili, la mettevo nel cestino della bicicletta e facevamo il giro del paese attraverso i vicoli e le piazze fino alla chiesa.
Lei incuriosita osservava tutto intorno a se, soprattutto quando mi avvicinavo dal macellaio Giuseppe.La gattina in bicicletta Usciva dal suo negozio porgendogli una bella fetta di salame. Ovviamente lei gradiva e ringraziava con un miaoo....
Poi passavamo da Marcello il pescivendolo, un ometto tondo con dei baffi piu' lunghi di quelli di Gatta, , anche lui gli riservava una bella e gustosa sardina. Tutti in paese la conoscevano e per noi era la nostra mascotte.
Solo una persona non sopportava Gatta, la signora Domotilla. Da quando il suo adorato marito era morto, viveva tutta sola nella sua casa dove le parsiane erano sempre chiuse. Il suo aspetto era dimesso e i suoi vestiti erano neri e vecchi. Quando usciva di casa appoggiandosi al suo bastone non rivolgeva il suo sguardo a nessuno. Nel suo giardino non germogliava un fiore, l'albicocco non produceva da anni i suoi frutti, il prato non era verde ma spuntavano solo pochi fili di erba secca; insomma tutto intorno a lei era triste. Quando Gatta passava davanti a casa sua, lei le lanciava sempre dietro una ciabatta, il motivo ti tanto odio non lo capivo!
Continua...

 

 

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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