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Bolle di sapone

  • Scritto da Loredana Ferri

bolle di sapone 350 260di Loredana Ferri - Umberto Eco e il postino: Bolle di sapone. A pochi giorni dalla scomparsa dello scrittore Umberto Eco un bambino di terza elementare ha inventato una nuova parola: petaloso. Chissà se gli sarebbe piaciuta. Sarà il prossimo scrittore dopo di lui? Solo il tempo lo dirà.

Per una starna coincidenza anche mio nonno si chiamava Umberto. Lui non era uno scrittore famoso, ma un semplice postino di un piccolo paese di provincia. In certo senso anche lui aveva a che fare con le parole. Lasciava alla gente il compito di scrivere limitandosi a consegnare le lettere. E senza di lui, quelle lettere non sarebbero state mai lette. E sempre per una strana coincidenza, anche a lui le fu data una sepoltura laica. Sopra la sua bara c’erano dei bellissimi garofani petolosi rossi.
Io, all’epoca, ero un’adolescente come il nipote dello scrittore che ha letto commosso le ultime parole di cordoglio. Anche per me mio nonno è stato uno che non si dimentica facilmente. Infondo quale buon nonno non lo è!?

Siamo bolle di sapone

Su questa terra si sa, siamo bolle di sapone e in un certo senso abbiamo molto in comune con loro. Per farle gli in gradienti sono semplici: un vecchio bicchiere, acqua q.b, qualche goccia di sapone e una cannuccia. Ora che avete tutti gli ingredienti aprite una finestra e se c’è il sole tanto meglio! Immergete la cannuccia dentro l’acqua mescolando un pochino, portate la cannuccia alla bocca. A questo punto dovete aspirare un po’ d’acqua e soffiare delicatamente. Lo so, sembra facile, ma non lo è per niente.

Le prime bolle che dovrebbero uscire moriranno prima di avere un’ombra. Non arrendetevi! Se riprovate vi uscirà da quella cannuccia ogni tipo di bolla. Le più simpatiche sono quelle piccole. Ricordano i bambini all’uscita della scuola che si spingono e si scavalcano una con l’altra. Ci sono quelle medie un po’ ordinarie e timide che se ne vanno da un’altra parte e le potreste perdere di vista. In compenso usciranno da quella cannuccia bolle che non vorranno staccarsi mai. Ondeggiano diventando lunghe e stravaganti. Il mio consiglio è quello di dare un piccolo colpetto alla cannuccia. Le più belle escono lentamente e a ogni soffio aumentano di volume catturando ogni sfumatura di colore. Poi, le camaleontiche e robuste bolle si sganceranno e fluttueranno come mondi sconosciuti roteando su se stesse traslucide e luminose. E infine ci sono le “paguro bolle” quelle che nascono una dentro l’altra credendo di sopravvivere di più. Nel momento più bello quando meno te lo aspetti e avrai finalmente imparato e carpito ogni segreto di come fare una bolla di sapone, tutte insieme, in uno scoppio silenzioso, ti lasceranno per sempre. Ma ecco che ricompare quella che ci sembrava ordinaria, quella... che se ne andava da un’altra parte ma che in realtà è sempre stata dietro di te. Prima di andarsene come le sue compagne, si appoggerà timida sul tuo naso, come volesse darti un bacio. Lei, sarà... la bolla che non dimenticherai mai per tutta la tua vita.

In alto un quadro di Jean Simeon Chardin “ Bolle di sapone”(1734). Il pittore ci ricorda che la vita è fragile come una bolla di sapone.

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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