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La sposa

  • Scritto da Loredana Ferri

le couple Chagall 350 260di Loredana Ferri - Tema libero: La sposa. Oggi è il 26 Aprile 1962. Festeggiare un matrimonio il giorno dopo il 25 Aprile, giorno della liberazione, suona come buon augurante...

Il vestito sopra il letto sembra una grande camelia bianca. Ogni piega e ricamo e stato stirato alla perfezione. Va di moda corto fino alle ginocchia, e così le scarpe a punta con il tacco a spillo. Non importa se fanno male e dopo un po’ che s’indossano sanguinano i piedi.
Da un paio di giorni, per allargarle, Adriana percorre tutte le stanze della sua casa: cucina, bagno, camera da letto e così anche le scale che portano nel cortile sono state scese e salite con disinvoltura.
Questa mattina il tempo è incerto. Il sole va e viene dietro alle nuvole velate. La primavera inoltrata ha sfoggiato giorni caldi, quasi estivi, a freddi da rimettersi il cappotto ad acquazzoni improvvisi. Già da un mese sugli alberi, sono rispuntate in silenzio le foglie, indifferenti a quel clima bizzarro. Le varie specie di uccelli hanno intrecciato nidi litigando tra di loro, per poi cinguettare amorose melodie.
Tutto è perfetto: la festa può incominciare! Per Adriana, la giovane sposa di diciotto anni, si sta avverando il suo tema libero. Da anni lo sta scrivendo nel suo cuore.

Leggera sopra ogni cosa

Alla cerimonia volerà leggera sopra ogni cosa. Non pensa agli invitati, ai parenti che la stringono a se, accarezzandola di complimenti e baci. Durante la funzione, non ascolta le parole del prete, suo confessore o mentre il marito che pur amandolo gli infila il sottile cerchietto d’oro al dito. Non arrossisce anche quando il corteo nuziale sfila per le vie del paese e tutti si affacciano dai balconi e dai negozi, acclamandoli come dei re e a gran voce gli dicono: «Viva gli sposi!». La sua distrazione continua fino al ristorante dove, Le Couple Chagall Print Snapseednon gusterà le fettuccine al sugo di carne tagliate a mano e la torta nuziale. Neanche il flash della macchina fotografica che immortalerà per sempre quel momento, sembra scalfirla o perlomeno emozionarla. Solo nel pomeriggio quando amici e parenti accompagnano gli sposi alla stazione, sente che il momento tanto atteso è arrivato.

"Tema libero" al via

Il suo “tema libero” sta per iniziare! Il treno li porterà lontano.
Adriana non vede l’ora di trasferirsi in quel nuovo paese del nord visto solo, sulle cartoline che il suo Giovanni gli spediva. Il suo, di paese, cominciava a starle stretto. Aveva notato tanti ferri spinati invisibili. Poca libertà, troppe zie e zii a spiarla ovunque andasse riportando tutto ai genitori e altre proibizioni che, per una diciottenne, stavano diventando intollerabili. Diceva in confidenza alla sua amica: «Lì dove andrò, tutto sarà diverso, un nuovo lavoro per il mio sposo, nuovi amici, una nuova casa, dei figli da crescere liberamente e... altro ancora». Ma, il treno sta partendo. Dal finestrino, pensando di partire in viaggio di nozze salutano il folto gruppo mentre, i genitori piangono senza far uscire una lacrima. Ci penserà più tardi il cielo a far cader qualche goccia di pioggia. Adriana li vede farsi sempre più piccoli e così il paese adagiato sulla collina.
Seduta dentro il vagone letto, dove sono appese le foto in bianco e nero delle principali città italiane, sfoglia un giornale dove dietro scrive annotando tutti i paesi che il treno sfiora. Quell’Italia a forma di stivale le sembra molto più alto di quanto credesse. Quando arriva alla stazione di Bologna, a come la sensazione di viaggiare da giorni.
Il mattino seguente gli sposi arrivano alla stazione di Torino.
È salita su quel treno poco più di una ragazza ed è scesa donna. Ogni chilometro percorso è stato come un anno della sua vita che se ne andava. Durante la notte fu costellata da dubbi, paure, ripensamenti e incertezze su quel sogno tanto desiderato; sparirono con le prime ore dell’alba.
Adriana, stretta dentro in un vestitino primaverile rosa cipria, scende dal treno. Giovanni, il suo liberatore e traghettatore, la aiuta con le valige.
Non c’è nessuno ad accoglierli o a festeggiarli. Il folto gruppo è rimasto indietro. Le sue orecchie ascoltano un nuovo dialetto. Imparerà a capirlo e mai a parlarlo. Il suo tema libero, copiato da molti, comincia a far scorgere i suoi nuovi fili spinati? Si accorgerà presto che il suo paese dopotutto non è diverso da questo.

“La coppia” della tela di Marc Chagall vola alto, mentre il paese sottostante, festeggia il loro matrimonio.

 
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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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