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Storia di Gatta e altre avventure... cap 3

  • Scritto da Loredana Ferri

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Era veramente orribile! L'abbiamo aiutata a uscire dal fossato e portata a casa sua. Una volta entrati si sedette su una poltrona dalla fodera oramai lisa dal tempo e la mamma le versò un bicchiere d'acqua. Nel frattempo, dopo tutta quella confusione il temporale cessò, in quella stanza semi buia un raggio di sole filtrò attraverso le persiane.
A quel punto mi guardai intorno e notai che appese alle pareti c'erano delle foto che ritraevano Domitilla quando era giovane e bellissima mentre danzava, e il pubblico da lontano applaudiva gettandole rose rosse sul palco. Potete capire il mio stupore e quello delle mie amiche; rimanemmo a bocca aperta. Ha rompere il silenzio di quel momento fu Domintilla che cominciò a raccontarci la storia della sua vita, di quando faceva la ballerina e del marito coreografo. Ci raccontò di quando viaggiavano per portare i loro spettacoli nei teatri di tutto il mondo. Poi aggiunse: «dovete sapere che quel periodo della mia vita mi manca molto e quando mio marito morì a farmi compagnia rimase solo Greg, il mio adorato gatto. Purtroppo anche lui un giorno mi ha lasciata e non e' piu'tornato a casa da me». In quel momento le venne un nodo in gola e dagli occhi gli scesero due grossi lacrimoni.
Si vedeva che soffriva e pensai "povera signora Domitilla ecco perché e tanto triste e arrabbiata con il mondo intero. Avevo ragione quando pensavo che anche lei aveva un cuore tenero". Con un colpo di tosse trovai il coraggio di parlarle e le dissi: «Signora Domitilla, se le fa piacere, posso portarle Gatta a farle compagnia, lei le vuole già bene, oggi se non fosse stato per lei nessuno si sarebbe accorto di nulla; miagolando ha attirato l'attenzione e siamo corsi in suo aiuto. Si alzó dalla poltrona e disse: "Tu faresti questo per me?"» «Certo, insegneró alla mia gattina a venire qui da lei a farle compagnia!». «certo, insegneró alla mia La signora Domitilla raccontaLa signora Domitilla raccontagattina a venire qui da lei a farle compagnia!». Domitilla spalancò le braccia e abbracciandomi disse: «cosa posso darti in cambio? Non ho molto da offrirti». Le risposi senza pensarci due volte: «una cosa ci sarebbe: potrebbe darci delle lezioni di danza!» «Oh... ne sarei ben lieta!» Sorrise Domitilla. Eravamo tutte contente per la bella notizia e così il giorno dopo venne ad osservare attentamente il nostro balletto e a correggere i nostri errori.
Arrivò la sera tanto attesa, tutto era pronto, papà accese delle candele lungo il vialetto e intorno al palco, rendendo l'atmosfera molto romantica. Puntuali arrivarono gli ospiti, il macellaio con la moglie, il pescivendolo con una sardina per Gatta, i nostri compagni di scuola. Sotto il palco c'era Domitilla pronta a darci gli ultimi consigli. Era bellissima, non era vestita di nero ma indossava un lungo vestito a fiori, sui capelli un fermaglio a forma di rosa .
Tutto andó bene: il balletto fu un successo e nonna Ada fece assaggiare i suoi biscotti al cioccolato a tutti gli ospiti. Quella serata fu speciale; non solo perché il balletto andò bene, ma anche perché ai nostri occhi Domitilla non era più la vecchia scorbutica che lanciava ciabatte insultando tutti, ora lei era una di noi. Pensate che Gatta alla fine la accompagnó fino al portoncino di casa. É stato propio un bel gesto di amicizia. "Brava Gatta sono orgogliosa di te!" ho pensato vedendole andare via insieme.
La nonna dice sempre che ognuno di noi a un dono: chi la musica, chi il dono della pittura, la signora Domitilla il dono della danza, io il dono di saper coltivare dei bellissimi fiori. Queste cose che ognuno di noi sa fare possono essere insegnate ad altri e gli altri possono sempre insegnare qualcosa a noi.
Domitilla mi ha insegnato dei passi di danza che non conoscevo e questo non lo scorderó per tutta la vita.

Continua...

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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