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Nuove vite

  • Scritto da Loredana Ferri

Botero incubodi Loredana Ferri - Alcuni miei personaggi forse per noia, stretti, costretti, intrappolati a vita nelle loro singole storie riescono a mia insaputa per una strana coincidenza, a incontrarsi.
I personaggi in questione sono: un vecchio pappagallo, un ladro, l’anima di una casalinga di nome Elsa assassinata per mano dal ladro e una neo sposa.

La nuova vita di un vecchio pappagallo

Due anni fa, in una città dal nord Italia, mi salvai per miracolo dalle grinfie di un ladro maledetto.
Spaventato, riuscii a volare dalla finestra di quell’appartamento portandomi via, Elsa, l’anima di un’anziana casalinga uccisa brutalmente da quel verme.
Per un paio di giorni vagammo intorno al quartiere poi, per dimenticare sconvolti per quello che c’era capitato, ci dirigemmo a sud, fino in Siria precisamente ad Aleppo.
Lì fummo accolti da una famiglia che possedeva un antico opificio e una coltivazione di piante d’alloro.
So già, che non ci credereste ma ci diedero oltre a un riparo per la notte anche, un lavoro!
Questo consisteva nel raccogliere le bacche di queste piante per trarne un olio. In seguito, veniva trasformato in un sapone dal profumo ineguagliabile. Elsa s’insinuava trasparente tra gli allori indicandomi le bacche più belle. Io, con il mio becco le staccavo delicatamente facendole cadere in un grosso cesto.
Che dire la nostra nuova vita era perfetta.
Avevamo tutto quello che nessun pappagallo e una povera anima assassinata, poteva desiderare.
Riuscimmo quasi a dimenticare quella brutta sera in Italia.
In ogni storia che si ristetti c’è sempre un maledetto “Però” dietro l’angolo quella, che ti fa restare con il fiato sospeso. Stavo dicendo che, una mattina... però, mentre Elsa ed io svolazzavamo dentro un profumato boschetto di alloro, udimmo un fragore di un’esplosione che proveniva dalla città.
In seguito, vidi alzarsi un fumo denso.
Preoccupati per la nuova famiglia, ci precipitammo verso casa.
La cenere si posava sulle mie belle e colorate ali rendendomi difficile il volo.
Elsa, diventata più veloce di me da quando era un’anima, attraversò al mio posto quella coltre di cenere. Poco dopo tornò.
Non avrei mai voluto vedere il suo viso così triste e rassegnato.
Mi disse, che l’opificio e la casa erano andati distrutti e la famiglia sepolta tra le macerie.
Si salvò soltanto un piccolo quaderno con scritta l’antica ricetta di come si preparava il sapone all’alloro.
Ve lo avevo detto che quel “però” non portava niente di buono!
Purtroppo, una nuova guerra era scoppiata.

Si ritorna a casa

Per un vecchio pappagallo come me, non pensavo mai di trasformarmi in un uccello migratore!
Durante la notte decidemmo di ritornare a casa in Italia.
Elsa mi prese tra le sue braccia e in un lampo eravamo nel nostro vecchio quartiere.
Nulla era cambiato, o quasi.
Il negozio storico di generi alimentari dove Elsa andava a comprare il pane, aveva cambiato gestione. Al suo posto era subentrato un parrucchiere cinese.
Per il resto, riconobbi la contadina Rosi, con la sua cesta della frutta sulla testa, pronta per venderla al mercato. Emma, il vicina di casa di Elsa che, puntuale come sempre apriva le sue persiane alle otto. Tilde che accompagna suo figlio a scuola e così il bel viale dei platani e la strada con il solito ingorgo di auto all’incrocio.
Elsa non sembrava turbata anzi, volò subito fino alla sua finestra.
I figli dopo la sua morte avevano venduto l’appartamento. Le tendine erano un po’ scostate così, poté dare una sbirciatina dentro.
Due sposini venuti dal sud erano andati ad abitarci da un paio di mesi dando così una luce nuova dentro quella cucina dove era successo il fattaccio.La calle Botero 350
Un fiocco rosa, infatti, era appeso alla porta. Elsa era felice per loro quasi fosse diventata un’altra volta nonna.
La notte, la trascorsi appollaiato sopra un tetto di una gelateria del parco giochi mentre Elsa, vegliava sospesa in aria, dietro la finestra dei due sposi.
Tutto era tranquillo. Si sentivano solo i grilli e di tanto in tanto qualche ambulanza che sfrecciava veloce lungo il viale dei platani. A un tratto, cominciai a pensare al bosco di allori di Aleppo. Le mie ali profumavano ancora dell’alloro. In sonno tardava ad arrivare così, feci un volo basso intorno al parco.
Notai che su una panchina dormiva un uomo avvolto in una coperta gialla come quella che Elsa teneva sopra il suo letto. L’uomo a un certo punto si voltò sull’altro fianco. I miei occhi non sono certo quelli di un falco ma, riconobbi quel viso impresso, indelebile oramai nella mia mente. Era lui... il ladro! Cominciai a girare su me stesso impazzito. Come facevo a dire a Elsa che il ladro era ancora tra noi?

Una nuova vita per il ladro

Cosa ci faceva il ladro fuori dalla prigione? Forse era scappato o forse la clemenza di un nuovo papa lo aveva fatto uscire?
Fatto sta che quella mattina la sposina si recò al parco con la sua piccina e si andò a sedere su una panchina. Approfittando che la bimba dormiva tirò fuori un giornale dalla borsa. Ma ecco che, poco dopo... il ladro si sedette accanto a lei. Elsa per fortuna si era diretta verso il suo centro anziani dicendomi: «Vado a vedere se il corso di tango c’e' ancora. Torno subito. A presto!».
Ma veniamo a noi.
Il ladro cominciò a raccontare alla sposina la vita che faceva prima da ladro, quella dura da carcerato e quella da povero a chiedere pochi spiccioli ai passanti davanti alla porta della parrocchia la domenica mattina ai fedeli. Aggiunse piangendo vere lacrime di disperazione: «Nessuno mi da un lavoro e nessuno si fida di me». La sposina per consolarlo gli disse che anche lei non stava passando un bel periodo. Essendo nuova nel quartiere non conosceva nessuno e molti degli abitanti erano diffidenti nei suoi confronti. Aggiunse speranzosa che alla fine saremo notati e tutto cambierà. Poi guardò il suo l’orologio da polso e si alzò. Salutò all’ex ladro, porgendogli un pacco di biscotti per neonati e se ne andò.
Le parole semplici di quella sposina mi avevano fatto vedere il ladro in una prospettiva diversa.
Come tutti noi aveva bisogno di una nuova vita.
A un tratto, mi venne un idea! Decisi così di aiutarlo.
Durante la notte, mentre lui dormiva sulla panchina, gli feci scivolare in una tasca della sua giacca la ricetta di come fare il sapone all’olio di alloro.
Voi non ci credereste ma dopo pochi mesi, accanto al parrucchiere cinese, l’ex ladro, aprì una piccola bottega di saponi.
Non chiedetemi come a fatto.
Vi posso soltanto dire che, dentro la tasca della giacca oltre alla ricetta, gli ho restituito i diamanti che aveva rubato e che, mi aveva fatto ingoiare! Mi raccomando però che resti tra noi.
Accidenti, senza accorgermene ho detto di nuovo... però!!

I quadro sono di Ferdinando Botero.

 
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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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