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Ingenuità senza tempo

  • Scritto da Loredana Ferri

Sulle colline a Settignano di Telemaco Signorinidi Loredana Ferri - Moderna ingenuità. Pur sapendo che sarei rimasta da sola nei giorni del Carnevale, con quella, avevo chiuso! Mentre tornavo a casa ripensai alla nostra amicizia. Di sicuro aveva bisogno di una pausa di riflessione e separandoci avrebbe fatto bene a entrambe. Io, ingenuamente mi ero fidata troppo di lei.
Era stata capace di raccontare su whasapp i sentimenti che provavo per il mio compagno di banco. Ora, lui e molti altri... sapevano tutto! La lite furibonda con lei fuori dalla scuola mi aveva fatto perdere l’appetito, così lascai il cibo nel piatto e presi al volo una mela dalla fruttiera.
Il vero colpevole: il mio iphone. Era diventato senza accorgermene il mio diario personale, peccato che non avevo pensato di chiuderlo bene con un lucchetto.
Questa volta non lo portai con me, lo lasciai chiuso dentro lo zaino e corsi verso un sentiero fuori dal paese dove si trovava un vecchio muretto. In passato aveva ascoltato i segreti: di mia nonna, di mia mamma e forse, della mia nemica. Ero sicura che lui, questa volta, fosse pronto a prendersi cura anche di me.
Lì il tempo e gli elementi non avevano cancellato la bellezza di questo luogo. Le macchie colorate in lontananza bianche e verdi sulla collina erano un pugno di case e dei cipressi centenari. Il sole in mezzo al cielo illuminava tutto, anche il mio candido vestito bianco. Non mi preoccupai di sporcarlo e con un balzo mi sedetti sul caldo muretto di pietra.

L'uncinetto

Quando fui certa di essere sola e in pace, tirai fuori da una tasca un uncinetto e un gomitolo di lana.
Avevo imparato a usarlo grazie a un tutorial su google.
Se le mie amiche in quel momento mi avessero visto tra le mani quell’oggetto a loro misterioso, mi avrebbero preso in giro per tutta la vita.
Certo, non posso negarlo, anch’io uso i social network!
Ma, quel piccolo ferro dalla testa ricurva su se stesso mi aveva catturato. Le mie dita cominciarono ad avvolgere nervosamente il filo su di esso, scaricando tutta la mia rabbia su di lui, perdendo così la cognizione del tempo.
Il tepore del sole sulle mie spalle contribuì a sciogliere la mia tensione. La mia mente si ritrovò libera da quei pensieri assillanti estraniandomi da tutto.
Mi riportò alla realtà un soffio di vento. La mia frangetta si arruffò cadendomi sugli occhi. Con la mano, prontamente, la tirai indietro sopra la fronte pronta a ricominciare il lavoro, ma mi bloccai nel vedere davanti a me due occhi verdi che mi fissavano con curiosità.
Dopo aver litigato con quella che credevo fosse un’amica, avevo desiderato fortemente di trovarne un’altra o altro migliore di lei, pur sapendo, conoscendomi, che un giorno l’avrei perdonata.

Un nuovo amico

In quel momento, improvvisamente il mio desiderio era lì davanti a me: un nuovo amico!
Mi accennò un sorriso o almeno pensavo lo fosse.
Con quell’espressione così simpatica di sicuro sarei stata lieta di trascorrere il Carnevale con lui.
Già la vedevo “quella” diventare verde dall’invidia quando mi sarei presentata al ballo in maschera!
Mi tornò immediatamente la fame e così tirai fuori la mela.
La spaccai in due con una pietra e gliela offrii. La afferro’ prontamente avvicinandosi a me.
Non aveva un buon odore. Non lo giudicai. Anche a me era capitato di puzzare, tanto che mia mamma con la spugna insaponata mi correva dietro per tutta la casa.
Ci sedemmo uno accanto all’altro, tanto che le nostre spalle si potevano toccare e sentivo i morsi e il risucchiare del croccante e succoso frutto.
Con lui non servivano tante parole, ci capivamo al volo e tutto era così semplice.
Bastava uno sguardo, un cenno con la testa e ci trovammo a correre su un prato, un gioco antico che nessuno alla mia giovane età fa più, facendomi dimenticare per un po’ le melodie musicali insistenti del mio iphon.
Improvvisamente quel vento che scompigliò i miei capelli si ripresentò e riportò dentro di me la voglia di stare bene.
Nel frattempo il sole tramontò dietro la collina. Quel momento fu magico e perfetto, un peccato non averlo potuto condividerlo con nessuno. Avrei scattato una bella foto... un selfie immortalando per sempre me stessa, la mia amica, il mio uncinetto e il mio nuovo amico cane... Tommy!

 

Il quadro del 1885 è del pittore macchiaiolo Telemaco Signorini dal titolo: Sulle colline a Settignano.

 
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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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