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Un martedì di Ferragosto

  • Scritto da Loredana Ferri

Il Caffè FedericoZandomenichi 350 260di Loredana Ferri - Anche oggi nonostante sia Ferragosto sono venuto al bar, quello sotto casa mia. Mentre aspetto e spero che Lilli mi degni di uno sguardo voltandosi verso di me, ordino un bicchiere di vino, un caffè, o mi fumo qualche sigaretta guardandomi intorno…
L’afa dei giorni scorsi è svanita dopo violenti e devastanti temporali.
Le api, che cercavano l’acqua dentro i tombini, adesso possono abbeverarsi nelle pozzanghere.
Nel parco cittadino sono tornati i soliti ragazzini esagitati, anziani zoppicanti e annoiati accompagnati, da robuste badanti. Solo il gruppo di africani verso l’uscita non sono scappati dal gran caldo. Loro, sono sempre rimasti lì seduti sulle panchine dove, dormono e mangiano o vagano senza meta in bicicletta. Purtroppo, molti di loro nell’attesa di trovare una degna sistemazione si sono messi nei guai.

In giorno come un altro...?

È ritornato anche quell’uomo, dove tutti i martedì parcheggia davanti al parco. Per tutti evidentemente è un giorno come un altro.
Dopo aver inserito due euro nel parchimetro, corre verso un malmesso stabile anni 50 di quattro piani.
Il suo dito indice trema sempre mentre pigia lo scolorito pulsante del citofono del secondo piano. Di solito non gli è aperto subito. Per lui quell’attesa deve essere snervante, calpesta avanti e indietro lo spelato zerbino rosso del portone.
Solo dopo aver risuonato a lungo qualcuno, finalmente apre.
Dopo due ore esce dalla porta secondaria, potrei dire dissomigliante.
L’aspetto fisico è lo stesso: alto, magro, capelli e barba brizzolati. Un tipo come tanti.
È il comportamento che è… diverso.
Quel tremore nelle mani quel nervosismo… svaniscono.
Quale temporale devastante e risanatore nello steso tempo entra dentro di sé in quelle due ore?
Attraversa spavaldo la strada verso il parcheggio con le mani nelle tasche dei pantaloni.
A volte, fischietta uno di quei tormentoni estivi che si sentono alla radio.
Prima di entrare in auto e poi sfrecciare verso il centro città, diventa anche un benefattore, distribuendo alcuni spiccioli agli africani.

Ora è un uomo felice

Cos'è che lo rende così felice!
Al secondo piano di quel condominio c’è un dentista e affianco un appartamento sfitto da anni. Oggi è ferragosto è impossibile che il dentista sia aperto, e poi detto tra noi, il dentista non provoca tanta felicità.
Quindi quell’uomo dall’aria mediocre, bara!
Fa finta, di suonare al secondo piano per poi, sgattaiolare forse al terzo piano.
Al terzo piano c’è un professore di musica e la sua dirimpettaia e un’anziana vedova e un cane per compagnia.
No, no, non sembra il tipo né di suonare, né di mettersi nei guai con un’anziana donna, sempre che… non sia ricca!
Non resta l’ultimo piano.
Lì dicono ci sia… una cinese che, non pratica l’agopuntura, insomma… ci siamo capiti.
Credevo fosse uno, libero, l’unico, fuori da quel recinto del parco e del bar invece è uno schiavo dell’amore come me.
Mi viene un dubbio! E se l’appartamento sfitto del secondo piano è stato occupato? A quel punto, il mio ingarbugliato ragionamento sarebbe totalmente capovolto. Per ora, non voglio preoccuparmi, prima di martedì verrò sicuramente a scoprirlo tanto, per conquistare Lilli ci vorrà sicuramente molto tempo.

Il quadro a olio del 1884 è del pittore veneziano naturalizzato a Parigi Federico Zandomenichi intitolato: “Il Caffe’”.

 
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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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