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Rosso novembre 2017

  • Scritto da Loredana Ferri

San Giorgio al Crepuscolo Claude Monet analisi mindi Loredana Ferri - Il rosso è il colore che ha caratterizzato per me questo Novembre 2017.

Rosso fuoco:

L’autunno aveva cominciato a tingere di giallo gli abeti delle montagne dell’alto Piemonte quando, un incendio doloso spense quell’incanto, sottraendo a quegli alberi di rivedere la primavera che verrà.
Per fortuna all’inizio del mese di novembre le fiamme a fatica sono state spente da parte di volontari e pompieri.
Nell’aria, nei giorni a seguire rimase soltanto l’odore acre che punge nella gola quasi a soffocare.
A Piero, che abita in queste vallate da sempre, non gli resta che guardare attraverso le lenti del suo vecchio binocolo. Ora che è anziano non sostituiscono solo i suoi occhi ma anche le sue gambe che lo fanno salire fin su, su quelle montagne dove un tempo con la madre raccoglieva mirtilli selvatici e funghi mentre, il padre, in autunno andava a caccia. In quei tempi la caccia era libera e sulla tavola si portavano lepri e fagiani. Tutto regolato in un perfetto equilibrio naturale. Il fuoco lo accendevano per cuocere i cibi cacciati, e scaldarsi nelle sere d’inverno. Era un fuoco amico, benevolo che sapeva di vita e non di morte. Ora con la malinconia che brucia nel suo petto, vede soltanto sottili colonne di fumo che salgono lente in un cielo azzurro mascherato da un velo grigio.

Rosso sangue:

Sempre durante questo mese gli ultras biancocelesti avrebbero attaccato alcuni adesivi con l’immagine di Anna Franck con indosso la maglia della Roma nella curva sud dello Stadio Olimpico.
Anna Franck era una scrittrice adolescente tedesca, ebrea vittima del nazismo. Questa storia mi riporta indietro nel tempo, quando, anch’io ero un’adolescente e frequentavo le scuole medie. La professoressa di lettere e storia in un giorno di primavera ci parlò di Anna Franck e del suo diario. Il giorno dopo in classe ci fecero vedere un documentario: gli orrori dei campi di sterminio nazisti.
Quella mattina ero entrata in classe serena, ancora bambina mentre scherzavo con la mia compagna di banco.
Dopo aver visto il documentario, la campanella suonò. Uscita dal portone della scuola mi parve di sentirmi un po’ più grande, triste, stordita come se avessi fatto un brutto sogno invece, era tutto vero ed io facevo parte di quel mondo terribile. Il libro di storia dentro il mio zaino era diventato più pesante del solito sentendomi anch’io un po’ ebrea. Non dormii per giorni ripensando a quelle immagini. Mi arrabbiai ed ero delusa con i miei genitori per avermi insegnato una sola parte dell’educazione: salutare, dire grazie prego, stare composta a tavola, non parlare con la bocca piena e non bestemmiare e chiedere scusa quando si a torto tranne, quel documentario che avevo visto in classe. A oggi, ripensandoci, insieme a quelle regole di vita e a quel documentario la mia piccola coscienza crebbe giorno dopo giorno e capii che gli sbagli del passato non si devono ripetere.
Ritornando a oggi, l’8 novembre, pochi giorni dopo i fatti di Anna Franck, a Ostia un uomo, fratello di un condannato per estorsione con l’aggravante del metodo mafioso innervosito dalle domande incalzanti di un giornalista gli da una testata improvvisa spaccandogli il naso. Grazie al cameraman, che ha ripreso quella violenza gratuita, rimarrà un documento che ancora una volta insegnerà alle nuove generazioni che la violenza di un uomo contro un altro uomo non porta a niente anzi porta… al nulla.
Ma come succede nelle favole, il re cattivo alla fine muore sempre. Venerdì 17 novembre muore nell’ospedale di Parma nel reparto detenuti Salvatore Riina capo mafioso di Cosa Nostra. Anche lui lascia una lunga scia di sangue e nei suoi piccoli occhi mi è parso di vedere il fuoco rosso dell’inferno.

 Rosso tramonto:

In questo mese di novembre mentre i boschi incendiavano e il sangue scorreva, gli italiani hanno visto da nord a sud dei tramonti fantastici. Per una strana coincidenza il 14 novembre del 1840 nasceva a Parigi Claude Monet. Nel 1908 fa un viaggio in Italia a Venezia e immortala in questo quadro un tramonto dal titolo “San Giorgio Maggiore al crepuscolo”. E come recita il proverbio: rosso di sera buon tempo… si spera.

Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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