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2018. Bianco Gennaio

  • Scritto da Loredana Ferri

riflessioni di un affamato 460 mindi Loredana Ferri - Neve bianca

Anche gennaio 2018 ha avuto la sua super luna. Una super nevicata però le ha rubato la scena.
Spaventati da metri di neve molti turisti dopo la festa di fine anno lasciano in tutta fretta Cervinia nota località sciistica valdostana.
Non è stato così per alcuni profughi Africani che dopo aver attraversato il mare, cercano non curanti di valicare le Alpi pur sapendo di rischiare la vita. La fredda neve e le valanghe non li impauriscono. Tutto questo per raggiungere la meta prescelta: la Francia. Al confine però incontrano la polizia francese che li respinge. Allora è vero che la fame e la voglia di riscatto fanno scalare le montagne!

Tovaglie bianche

Giù, a valle, nelle città anche noi abbiamo i poveri e stanno attraversando una personale e piccola Shoah, una “tempesta devastante”. Loro, i poveri sono di ogni estrazione sociale perché anche un ricco può improvvisamente diventare povero. Così, tutti i giorni, fanno la fila per mangiare davanti a delle associazioni religiose o laiche.
Per farli sentire meno soli nelle festività natalizie hanno apparecchiato tavole con lunghe tovaglie bianche per salutare l’Anno vecchio e brindare l’Anno nuovo alzando calici di plastica.

Riflessioni di un giovane affamato

Sacchetti biologici bianchi

Nel frattempo sono stati introdotti nei supermercati i sacchetti biologici. Sono, leggeri e sottili giusto lo spazio minimo per contenere frutta e verdure varie. Forse ai poveri tutto questo non interesserà molto loro, la frutta, la raccolgono direttamente per terra o nei cassonetti. E più che un sacchetto preferirebbero un lavoro per pagare e riempire eventualmente quel sacchetto, che salverà il mondo!

 

Bandiera bianca

In questo mese è iniziata la campagna elettorale. Il 4 marzo gli italiani andranno a votare.
Io già mi arrendo e alzo una bandiera bianca immaginaria!
Tutti i partiti vogliono, mette, togliere qualche cosa nelle nostre vite e per farsi forza si alleano tra loro creando nello stesso tempo nuovi partiti, promettendo come in ogni campagna elettorale che si rispetti, più attenzione alle classi meno agiate italiane e straniere.

 

Grembiuli bianchi

La parola “alleanza” mi fa ricordare una compagna di scuola delle elementari. Il suo inserimento nella nostra classe avvenne alla fine del primo quadrimestre.
La maestra, giorni prima si raccomandò di essere educati con lei e di metterla a proprio agio.
E così fu.
Diventò nella nostra classe la novità in assoluto, una ventata di aria fresca.
Ci sembrò perfino che il suo grembiule bianco fosse più bianco del nostro forse perché lei era di una classe sociale più alta della nostra.
Nel giro di una settimana inconsapevolmente ruppe le alleanze tra di noi.
Per cominciare, fui messa nel banco dietro con un'altra bambina mentre lei occupò il mio posto sedendo accanto alla mia compagna preferita e storica di sempre. Mi sentii tradita!
All’inizio del successivo anno scolastico il padre della nuova allieva si trasferì in un’altra città in cerca di un nuovo lavoro. La sua piccola impresa fallì e come nel romanzo di Giovanni Verga “I Malavoglia” da ricchi caddero improvvisamente in povertà.
Io tornai a sedermi accanto alla mia compagna preferita che nel frattempo mi sembrò cambiata, diversa da come la ricordavo. Decisi di non allearmi più e rimanere solo una buona e sincera compagna di classe. Mi accorsi che le novità non sono sempre una ventata di aria fresca e le alleanze improvvise creano sempre divorzi devastanti.

**Il quadro che ho scelto questo mese è di Emilio Longoni pittore divisionista sociale (Il movimento divisionista italiano considera l’arte come “Impegno sociale”) fu esposto alla Triennale di Brera del 1894.
Il quadro intitolato “Riflessioni di un affamato” e illustra una giornata fredda. Sul marciapiede un velo di neve.
A calpestarla è un giovane detto, il “Ragno” un ladruncolo noto alle cronache milanesi. Guarda attraverso la grande vetrata di un ristorante una coppia agiata che pranza ignara al suo affamato sguardo e al suo futuro incerto.

 
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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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