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Febbraio: 'ne vedo di tutti i colori'

  • Scritto da Loredana Ferri

loredanafebbraio 350 mindi Loredana Ferri - Il mese di Febbraio: di tutti i colori.

Mi è parso in questi giorni di febbraio, che tutti i mali del mondo si siano concentrati in questo mese, per fortuna, corto.

Giallo primitivo.

Per cominciare si è tinto di giallo. Sono avvenuti due delitti. I delitti mi fanno pensare a qualcosa di primordiale: Caino e Abele e a tutte le guerre che si sono susseguite su questa crosta terrestre dal piglio barbaro e crudele.
Come di consuetudine erano due donne di diverse città italiane, Macerata e Milano. A parte le iniziali delle due città a unirle erano i loro nomi esotici: Pamela e Jessica e i loro capelli lunghi e biondi ma soprattutto, le loro vite, fragili e per giunta giovani.
Anche chi le ha uccise, non erano differenti tra loro. Erano uomini. Uomini di razza umana. L’unica differenza era la loro nazionalità: un gruppo di Africani e l’altro un Italiano.
La violenza e le armi usate per ucciderle? Primitive: coltelli e ascia.

Verde, Bianco, Rosso.

Febbraio è il mese del carnevale, della follia, dei travestimenti.
Per il delitto di Pamela gli animi si surriscaldano. A vendicare la sua morte, ci ha pensato anche questa volta un uomo e concittadino.
Una mattina, l’uomo a bordo della sua auto spara all’impazzata per le vie cittadine. Colpisce sei uomini africani ferendoli gravemente e danneggia la sede del Partito Democratico.
Dopo il suo raid viene arrestato. Si professa fascista e indossa sulle spalle, come un mantello, la bandiera italiana: verde, bianca e rossa. Tra questi colori manca per fortuna il nero.

Il nero però l’ho visto!

A Macerata per quel delitto sono stati fatti dei cortei, antirazzista e antifascista.
Altri cortei però hanno sfilato in Italia.
A Piacenza un gruppo del collettivo “Contro Tendenza” manifesta contro l’apertura di una sede di Casapound. A questo corteo aderiscono anche i centri sociali. Sulla testa portavano dei passamontagna, come maschere nere. Inevitabilmente ci sono stati degli scontri con le forze dell’ordine. Per sedare la rissa un carabiniere è stato ferito.
Ancora una volta si ritorna al passato. Quelle immagini viste alla tv mi riportano a una foto scattata da Paolo Pedrizzetti diventata un’icona degli anni di piombo. Un giovane terrorista con un passamontagna nero sulla testa punta la sua pistola contro la polizia.
Non so voi, ma io non ho voglia di ritornare indietro. Una specie di nausea mi assale. Sempre le stesse immagini, le stesse parole, le stesse promesse, sanno di primitivo, di lontano, di cose non risolte, covate nel tempo e ritirate fuori come un vecchio abito. Mentre questi sfilano seminando violenza ci sono degli operai in sciopero. La loro fabbrica, l’Embraco a Riva di Chieri, ne lascerà a casa 537. Tutto questo mi fa pensare a una specie di subsidenza. Un lento sprofondamento umano.

Febbraio e anche il mese dell’amore. E l’amore è rosso!

Con tutte queste violenze mi ero dimenticato di lui, di San Valentino!
L’amore, purtroppo, l’ho solo visto dentro uno spot pubblicitario di un cioccolatino.

Cielo grigio.

Il meteo dice che verrà molto freddo. Mentre io sto scrivendo il cielo è grigio. Di tanto in tanto cade qualche fiocco di neve.
Sarà così la mattina del 5 marzo!

 

Il quadro di febbraio è di Plinio Nomellini del 1889. Il titolo è “Lo sciopero”. La disperazione dell’operaio che alza le mani al cielo nascosto tra gli altri operai è la stessa degli operai di oggi.

Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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