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Giugno blu mare

  • Scritto da Loredana Ferri

monet passeggia in giardino mindi Loredana Ferri - Blu mare

Il primo giugno, dopo ottantotto giorni è partito il governo Di Maio - Salvini.
Nove giorni dopo la questione dei migranti arriva puntuale con lo sbarco sulle nostre coste meridionali.
Salvini ritiene di chiudere i nostri porti. Tante le polemiche da parte dei partiti opposti, dal clero, la Francia e le navi che aiutano i tanti sfortunati che lasciano l’Africa oramai abbandonata da tutti.
Io da cittadina comune non so più chi ha torto o ragione. Giudicare il da farsi è troppo complicato tanto più districare questa rete malconcia, aggrovigliata in fondo al mare da anni.

 

Blu lavanda.

Venerdì 15 sopra il tetto della mia casa ha sorvolato basso e lento un elicottero dei carabinieri. Il rumore mi fa uscire, corro in giardino alzando la testa.
Poi rammento che Salvini avrebbe parlato verso sera a Ivrea davanti ai suoi elettori eporediesi* e non solo.
Mentre l’elicottero si allontanava le spighe blu della mia lavanda, continuavano ancora a fluttuare agitate da quell’aria innaturale. Poco dopo la casa era ritornata semi silenziosa, immersa nel verde, forse troppo lontana da quel mare agitato dalle onde del mediterraneo o dalle strade violente delle periferie delle città. Oh, meglio lo capisco ma, la natura è stata più forte, catturandomi, facendomi perdere di vista la realtà.

Sono rimasta a oziare incantata a guardare quelle spighe di lavanda. Attratte dal loro dolce nettare, sopra a ogni spiga si erano posate api, vespe, farfalle bianche, gialle, e altri insetti muniti di lunghe proboscidi. Si era avvicinata anche una piccola lucertola che aggrappandosi agli stessi rami rimaneva apparentemente immobile al sole ma che, in realtà, attendeva un pasto frugale tra gli stessi insetti che circondavano il “goloso piatto”.
Tutti si nutrivano dallo stesso cespuglio, senza spingersi, accavallarsi, peggio, uccidersi come avremo fatto noi umani. Loro, sapevano che ce n’era per tutti e che tutti quanti sarebbero stati saziati.
Più tardi verso sera ho visto le api allontanarsi forse verso qualche arnia, altre libere verso il bosco e la lucertola ritirarsi nel suo buco nella calda terra. Tutti nei loro rifugi lontano dai pericoli della notte.
Questi piccoli esseri sanno come devono vivere su questa terra. Noi pur muniti di un’intelligenza superiore ancora brancoliamo nel buio, cercando soluzioni di vita a volte utopiche su questo povero e sempre più stretto mondo.

Ripensandoci, questo mio ozio, in fondo non mi ha portato così lontano dalla realtà. Quest’anno non taglierò le spighe profumate per metterle nel mio armadio, le lascerò fino alla fine dell’estate, cedendo quest’isola felice a quel popolo operoso di api e company.

Nella foto in alto a sinistra, Monet che passeggia ”oziando” incantato nel suo giardino a Giverny.

 

 

*Gli abitanti di Ivrea si dicono eporediesi in quanto questo termine risale all'epoca romana: infatti nel V secolo a.C. i Salassi, popolazione di origine celtica stabilitasi nel Canavese, fondarono la città; in seguito però i romani che la conquistarono chiamarono l'odierna Ivrea col nome di Augusta Eporedia da cui appunto deriva il termine utilizzato ancora oggi per identificare gli abitanti di questa meravigliosa cittadina piemontese!

 

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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