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La primavera del 1915

  • Scritto da Loredana Ferri

Tre donne alla fontana di Pablo Picassodi Loredana Ferri - Sono gli stormi degli uccelli ad annunciarci che la notte è trascorsa. Con i loro cinguettii acuti, volano sui tetti delle case di Ceccano lasciandosi trasportare dai venti, come proiettili s'insinuano nelle vie più nascoste e strette. Sfiorano con le loro ali la campana di San Nicola. Volando più in alto, sono satelliti che scrutano tutto quello che accade in paese, per poi planare su Piazza Vittorio Emanuele. Adesso, per esempio, un piccione si è appoggiato su un davanzale di una finestra di via Santo Stefano, becca le poche briciole di pane che qualcuno ha messo la sera prima. Il suo pranzo è interrotto da un rumore, un portone che si chiude facendolo volare via....
Davanti a quel portone è uscita Vincenza, i suoi capelli neri sono raccolti in una spessa e lunga treccia avvolta su se stessa, tenuta da delle forcine. Accanto a lei Lallo suo figlio di quattro anni, si tiene aggrappato a un lembo della sua lunga gonna. Nel braccio destro tiene un grosso cesto, dentro il quale è appoggiata delicatamente sopra alle lenzuola e altri indumenti, Maria una neonata. Il sinistro invece è alzato, con la mano sostiene un concone (contenitore di rame per l'acqua) appoggiato sul capo. Come un funambolo tiene in equilibrio tutte le cose più preziose della sua vita, pronta a incamminarsi verso il fiume Sacco, per andare a fare il bucato. Con passi svelti Vincenza, attraversa via Santo Stefano e via Magenta, raggiungendo Piazza Vittorio Emanuele l'apice del paese, il cuore pulsante che si dona ai suoi cittadini abbracciandoli come una madre; offrendo loro forni e mercati per nutrirli. In cambio gli uomini le cantano melodie e feste con balli gioiosi. Vincenza inebriata da quegli odori che si sprigionano su quel piazzale comprerà pane, frutta e un piccolo pezzo di formaggio, lo stretto necessario. La fame è tanta e i soldi sono pochi.
Il loro percorso prosegue lungo e tortuoso. Dovendo scendere ai piedi del paese per raggiungere il fiume, i tre s'inoltrano dentro l'anima antica di Ceccano. Lì le case di pietra sono unite tra loro, come se appartenessero a un'unica famiglia. Sembrano le spalle forti di un padre pronto a difendere i suoi figli, bastioni invalicabili. Intervallati tra un'abitazione e un'altra, s'intravedono, nascosti, orti e chiome di alberi da frutta fiorenti, dove il ronzio frenetico di api operose e altri insetti, banchettano. Le vie strette tra le case diventano gradini larghi e bassi, lisciati dal tempo, quelli che anche se non vuoi ti fanno correre. In poco tempo Vincenza e i sui figli si ritrovano nei pressi del Ponte BerardiTre donne alla fontana di Pablo PicassoTre donne alla fontana di Pablo Picasso lasciandosi alle spalle l'antico paese. Il fiume Sacco ancora non si vede, ma si sente il suo scorrere lento, a tratti impetuoso. Sotto quel ponte non si sente solo il fiume fluire, il novecento ha portato dei nuovi odori e suoni. E' stata costruita la ferrovia, dalla stazione partono treni che lasciano nell'aria nuvole di fumo nero di carbone e si sentono fischi improvvisi, per Lallo e Vincenza sono mostri di ferro. A lei questa modernità piace e vorrebbe salire su uno di quei treni, per poi imbarcarsi su una nave per raggiungere il marito Antonio. Il futuro è lì tangibile, ma per lei è ancora lontano rimanendo solo un bel sogno.
Durante la notte era caduta una leggera pioggia lasciando nell'aria l'odore di terra bagnata, le buche delle strade si sono riempite d'acqua formando delle pozzanghere, Lallo si diverte a entrarci con le scarpe, ma basta un'occhiata della mamma per farlo desistere. "Uffa... non si può fare niente!" lagnandosi con un finto pianto! "Voglio papà ". "Papà non c'è, è in America a lavorare, sono io che comando adesso, cammina!"
Maria intanto incomincia ad agitarsi dentro quella culla improvvisata, forse ha fame!
Passo dopo passo, finalmente sono arrivati sul ponte, sembrano due soldati, Vincenza stanca e accaldata, sorride vedendo il figlio davanti a lei che saltella, spera di vedere quella pozzanghera, lunga e cristallina, illuminata dal sole. Quattro anni prima, su quel ponte lei imparò una nuova parola "amore". Gli occhi di Antonio si posarono su quelli di Vincenza fu uno sguardo fugace, timido, intenso in quell'istante le cinque lettere, entrarono nel suo cuore, quasi a farla svenire. Quel giorno si fidanzarono.
Sulla sponda sinistra del fiume c'è la chiesetta di Santa Maria, sulla riva, Vincenza si unisce a un gruppetto di donne che lavano inginocchiate, le loro mani gelate e livide strofinano, ritorcono, sbattono sulla pietra quelle lenzuola pesanti, nonostante tutto sono felici, intonano arie verdiane mentre i loro bambini giocano con quello che la natura gli offre: piccoli sassi da tuffare nell'acqua, dei rami spezzati diventano spade. Il sole alto di mezzogiorno e il vento asciugheranno il bucato, dietro a quelle vele bianche Vincenza, allatterà Maria, mentre Lallo si addormenterà esausto sulle sue gambe. Prima di tornare a casa, le donne del paese si fermano a pregare dentro quella chiesetta la Santa Vergine sperando, che faccia loro una grazia. Vincenza con tanta devozione entra silenziosa in quel luogo sacro, facendosi il segno della croce accendendo poi una candela, le sue suppliche sono rivolte ad Antonio lontano da lei e dai suoi figli, spera che un giorno riuscirà a trovare un lavoro in Italia.
Nel pomeriggio, rincasare sarà faticoso e lento. Ripercorrendo le stesse strade Lallo, si ferma molte volte sui quei gradini che la mattina lo fecero divertire, ora sono nemici duri da combattere, piagnucolandoci sopra. Vincenza lo sollecita con delle promesse che non manterrà: "Forza, se cammini mamma ti fa mettere i piedi dentro la pozzanghera vicino a casa, prima, però andiamo ha prendere l'acqua".
Come spesso succede, le donne del paese si accalcano alla fontana del Municipio, per riempire i loro conconi, si spingono, litigano passandosi davanti, una con l'altra. Di giorno questa fontana ascolta come un confessore tutti i segreti del paese, di notte l'acqua con il suo scorrere perpetuo, canta nenie che conciliano il sonno. Picasso nel 1917 si recò a Roma, rimase incantato percorrendo le sue vie barocche, le chiese, le sculture greche e romane. Nel 1921 in Francia a Fontaninbleau, ricordando quel viaggio dipinse "Tre donne alla Fontana". Eccole lì quelle donne di Ceccano accanto alla fontana, le loro vesti sono colonne maestose. Sono di Vincenza le braccia che sembrano tronchi di alberi secolari, le mani sono forti tenaglie, entrambe sorreggono la famiglia svolgendo lavori impensabili. L'acqua che scorre dalle canne è la vita, dura e gelida.
Succede così all'improvviso, come una malattia inaspettata, certo lo sapevano tutti, che alla fine la situazione si sarebbe aggravata, ma non ora, non oggi! Le donne intorno alla fontana bisbigliano piano tra di loro, poi il bisbigliare diviene sempre più forte. Dalla piazza un ragazzo corre verso di loro gridando: " L'Italia è entrata in guerra contro l'Austria!". Quel brusio si placa di colpo, le donne si ammutoliscono, la loro guerra finisce, sta per iniziarne una vera, si sentono solo le cannelle dell'acqua e i bambini ignari dell'accaduto.
Lei, la colonna di colpo è crollata, le braccia come tronchi e le mani come tenaglie, smontate, fatte a pezzi. Tutte le speranze che poche ore prima erano tangibili, sono svanite, tutte le preghiere che ha pregato, non sono state ascoltate, tutte le candele che ha acceso, si sono spente e gettate dentro quel fiume, come delle cose inutili. Tornando a casa, apre e richiude quel portone dietro di se e pensa che niente sarà come prima. Antonio lascerà il suo lavoro in America e partirà per La Grande Guerra che sta per incominciare....
"Nulla addolora maggiormente che ripensare ai momenti felici quando si è nel dolore." (Dante Alighieri).

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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