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Piccoli quadri, brevi poesie. Grandi sofferenze

  • Scritto da Loredana Ferri

Natura morta di Loredana Ferri - Scrivo: "Fioriscono i fiori sul ciliegio".
Scrive: "Cadono i fiori di ciliegio sugli specchi d'acqua delle risaie: stelle al chiarore di una notte senza luna" Yosa Buson poeta giapponese 1715-1783.
Scrivo: Oltre il mio giardino c'è un vecchio ciliegio. La brezza fa vibrare le sue foglie. Con l'avanzare dell'autunno alcune di esse si stanno colorando di un giallo oro, basterà una giornata di pioggia e vento per staccarle e farle cadere al suolo. Rimarranno solo i rami, veri protagonisti dell'inverno che verrà. Nascita, vita, morte tre semplici parole che racchiudono l'esistenza di ogni esse vivente. La breve ma intensa poesia di Yosa Buson la ritrovo raffigurata in una piccola tela di Jean Baptiste Simeon Chardin pittore del 700. L'olio 33x41cm mi svela una natura morta. Un bicchiere d'argento, una ciotola, tre mele e due castagne.
La nascita. Le mele e le castagne mi fanno pensare che anche per Chardin è arrivato l'autunno. Le ha raccolte passeggiando nella campagna parigina o più semplicemente, comprate al mercato.Jean Baptiste Simeon Chardin - Natura mortaJean Baptiste Simeon Chardin - Natura morta
La ciotola, quella dove per anni beve nelle fredde giornate invernali il brodo o il latte, il bicchiere d'argento, un regalo di nozze. Ora ha tutti gli elementi, deve solo sistemarli su di un piano. Li sposta, li ruota su se stessi, la ciotola la mette a sinistra, no meglio a destra accanto al bicchiere d'argento. Non lancia su quel tavolo quegli oggetti come fossero biglie sulla sabbia. Ecco, ha trovato la giusta posizione per tutti gli oggetti, gli resta solo una cosa da fare, scostare la spessa tenda dalla finestra per fare entrare la luce che andrà ad accarezzare ogni cosa.
La vita. Chardin ha trovato in soffitta tra le tante tele un piccolo quadro che fece in Gioventù, non gli piacque mai. Lo copre con un bel fondo ocra, deve aspettare duo o tre giorni, prima che asciughi perfettamente. Una volta asciugato lo mette sul cavalletto, abbozza con veloci tratti i suoi preziosi oggetti, sceglie pochi colori dalle tonalità calde a questo punto è pronto a dargli vita. Il cuore inizia a battere più forte, ma c'è un imprevisto, il cielo all'improvviso si fa grigio scuro poi piano, comincia a piovere. Aspetta invano che il temporale finisce, la sera diventa notte, accende prima due, poi tre, quattro candele la luce del giorno, è sicuramente un'altra cosa. La vista dell'anziano pittore si sta facendo sempre più debole. La pioggia dura da giorni, nonostante tutto ha cominciato a mescolare nervosamente gli oli tra loro, ma niente da fare senza la luce giusta, non è la stessa cosa. Ricopre nuovamente con un secondo fondo. Nel frattempo è passata una settimana, questa mattina, però il vento ha spazzato via le nubi grigie. Sento un fischiettio che si avvicina nello studio, contento come un bambino che ritrova il suo giocattolo preferito, ricomincia il suo lavoro.Marco Gizzi - Caffettiera e ciliegeMarco Gizzi - Caffettiera e ciliege Con il passare dei giorni Charden ha avuto altri ripensamenti sul suo lavoro, arrivando a svegliarsi di soprassalto nel cuore della notte, tanto da alzarsi e andare a controllare la sua natura morta.
La morte.        L'artista mischia sapientemente due colori in un po' di giallo con un po' di bianco. Il colore è pronto ad aggrapparsi alla punta del pennello l'ultimo tocco finale che darà luce al bordo della ciotola. Il piccolo quadro è concluso, il battito del suo cuore rallenta uno sguardo ancora prima di doversene separare.
Ma veniamo a noi, al nostro tempo. C'è un altro piccolo quadro: "Caffettiera e ciliegie" del pittore ceccanese Marco Gizzi . Una natura morta, anche qui troviamo pochi elementi. Chardin invidierebbe soltanto per averlo dipinto accendendo semplicemente la luce senza dover aspettare una bella giornata. Le tonalità e la tecnica è diversa, ma l'intensità e la raffinatezza li accomunano. Per quanto riguarda la poesia senza accorgercene ogni giorno scriviamo e mandiamo piccoli componimenti con gli SMS. La ragazza scrive " TVB", ti voglio bene, non sarà poetico come la poesia di Yosa Buson, ma sono sicura che il sentimento non cambia.
Piccoli quadri, brevi poesie. Grandi sofferenze.

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Chi è l'autrice/l'autore
Loredana Ferri
Mi chiamo Loredana Ferri: classe 1963. Ho frequentato studi artistici. Come spesso accade nella vita ci si ritrova a intraprendere altre strade, mai rimpiante o rinnegate. Dal 1983 al 1996 ho lavorato all’Olivetti. Dopo l’esperienza olivettiana sono ritornata alla mia più grande passione: la pittura a olio, spaziando anche su altre forme d’arte. Da qualche anno anche la scrittura mi sta appassionando.

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